<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-8030632916378855687</id><updated>2012-02-17T05:26:11.885+01:00</updated><title type='text'>AEON NEXT</title><subtitle type='html'>La chiesa emergente / The Emerging Church - Italy</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://aeonnext.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8030632916378855687/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aeonnext.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Italo Benedetti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02637379623917345521</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>61</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8030632916378855687.post-8160276714718097298</id><published>2010-03-13T16:34:00.003+01:00</published><updated>2010-03-13T16:48:45.388+01:00</updated><title type='text'>Comunità cristiane per il XXI secolo</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/S5uzddpnWkI/AAAAAAAAAWg/3dBwFvoA_us/s1600-h/lupac.png"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 150px; height: 150px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/S5uzddpnWkI/AAAAAAAAAWg/3dBwFvoA_us/s400/lupac.png" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5448145492991498818" /&gt;&lt;/a&gt;Mi sono sempre occupato dell’ecclesiologia nel suo aspetto teorico-teologico, qualcosa di necessario. Ma principalmente è stato oggetto del mio studio il passo seguente di tutta la riflessione: renderla carne, metterla in pratica, realizzarla in mezzo alla realtà delle chiese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Due articoli, una conversazione e la preoccupazione poco fa segnalata mi suggeriscono alcune riflessioni sul fatto comunitario cristiano nel suo aspetto liturgico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;In uno degli articoli&lt;/span&gt; che ho letto questa settimana si segnalava un fenomeno che sta sperimentando l’Unione Battista Britannica. Si tratta del considerevole aumento della frequenza ai suoi culti in rapporto alla diminuzione dei membri di chiesa. L’autore dell’articolo commentava la reticenza delle persone ad assumere impegni con le chiese locali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Il secondo articolo&lt;/span&gt; faceva riferimento alla massiccia uscita dei cristiani latinoamericani dalle chiese istituzionali statunitensi per formare ciò che l’autore denomina “chiese organiche”. Gruppi di cristiani che si riuniscono nelle case senza le strutture proprie delle comunità istituzionali, per condividere le loro differenti esperienze di fede, la lettura delle Scritture e la Cena del Signore. Sono incontri, a mio modo di vedere, dove la conversazione prende il posto del discorso-sermone.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;La conversazione&lt;/b&gt; che ho menzionato aveva a che vedere con le diverse comprensioni della liturgia da plasmare nelle celebrazioni domenicali cristiane. Parlavamo specialmente della formalità e dell’informalità di ordine culturale, della musica comunitaria utilizzata. Mentre alcuni cristiani sentono la mancanza dell’utilizzo dell’innologia classica e della formalità durante il culto, altri apprezzano quello che è stato definito “tempo di lode” e gli interventi estemporanei durante la celebrazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quindi, dobbiamo dire che la comunità cristiana si deve reinventare costantemente nella sua riflessione storica. Lo ha sempre fatto, e deve continuare a farlo. Questo reinventarsi deve essere pensato dalla premessa che ci offre Gesù quando affermò che “l'uomo non è stato creato per il sabato”, ma piuttosto il contrario. Da questo punto dobbiamo prestare attenzione ai cambiamenti sociali e di usanze che stanno avvenendo nelle nostre società e nelle persone che ne fanno parte, in modo che la realtà cristiana sia rilevante e conforme alle sane aspettative che il Vangelo solleva.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Desideriamo raggiungere tutti con il Vangelo e perciò, nella maniera paolina, la comunità cristiana essendo libera da tutti, si farà serva di tutti – nella sua determinazione storica – per guadagnarne il maggior numero &lt;b&gt;(1 Cor. 9:19)&lt;/b&gt;. Per questo, ritengo che le nostre comunità, ben lungi ormai dal concetto antico di parrocchia, dovrebbero plasmare le proprie attività di incontro e di celebrazione su &lt;b&gt;tre aspetti basilari&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Il primo aspetto&lt;/b&gt; ha a che vedere con le celebrazioni formali. Ciò significa che la comunità cristiana deve offrire celebrazioni la cui liturgia sia formale per supplire ai bisogni di quei cristiani che sono confortati da questi modelli liturgici (es.: liturgia riformata / innologia classica).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Il secondo aspetto&lt;/b&gt; è in relazione con quello che io definisco “liturgia conversazionale”. Cioè una liturgia che essendo formale non è formalista. Una liturgia che concede spazio alla conversazione e che non reprime gli estemporanei. Che utilizza una innologia contemporanea, ma che protegge i suoi contenuti dalla mediocrità di molti dei così mal chiamati “coretti” attuali, nei quali l’intimismo individualista e la fuga dalla realtà, attraverso i loro testi, sono frequenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Il terzo aspetto&lt;/b&gt; che propongo è lasciare spazio (libero da critica e proselitismo) nella comunità a coloro che, senza essere membri ufficiali o attivi, desiderano frequentare, a volte in modo aleatorio, le celebrazioni e le attività comunitarie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le comunità cristiane, senza rinunciare alle loro rispettive identità, devono optare per forme miste di celebrazione e di incontro con il preciso obiettivo di arrivare alle necessità esistenziali di tutti i loro membri e non. Delle comunità che siano spazi in cui tutti i cristiani si accolgono gli uni gli altri, non per contendere sopra opinioni &lt;b&gt;(Rom. 14:1)&lt;/b&gt;, ma per accompagnarsi reciprocamente nella crescita come persone.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La missione più caratteristica della chiesa è essere assemblea di incontro fraterno in cui i suoi partecipanti recuperano forse per realizzare la propria testimonianza cristiana nelle loro scuole, nei luoghi di lavoro, cristiani e non, sindacati, associazioni di vicini, movimenti sociali, partiti … Da qui l’importanza che le nostre celebrazioni liturgiche e gli spazi di incontro rispondano a tutte le sensibilità esistenti tra i cristiani e le cristiane del XXI secolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Ignacio Simal Camps&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Da: &lt;a href="http://www.lupaprotestante.com/"&gt;Lupa Protestante&lt;/a&gt; – venerdì 12 marzo 2010&lt;br /&gt;Ignacio Simal, Comunidades cristianas para el siglo XXI. Traduzione di Patrizia Tortora&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8030632916378855687-8160276714718097298?l=aeonnext.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aeonnext.blogspot.com/feeds/8160276714718097298/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8030632916378855687&amp;postID=8160276714718097298&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8030632916378855687/posts/default/8160276714718097298'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8030632916378855687/posts/default/8160276714718097298'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aeonnext.blogspot.com/2010/03/comunita-cristiane-per-il-xxi-secolo.html' title='Comunità cristiane per il XXI secolo'/><author><name>Italo Benedetti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02637379623917345521</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/S5uzddpnWkI/AAAAAAAAAWg/3dBwFvoA_us/s72-c/lupac.png' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8030632916378855687.post-5505614280219756045</id><published>2010-01-23T12:25:00.002+01:00</published><updated>2010-01-23T12:33:35.661+01:00</updated><title type='text'>Segnali di emersione - 4</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/S1refpC5BVI/AAAAAAAAAWM/_tQb4Qhy2-Y/s1600-h/mission.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 287px; height: 400px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/S1refpC5BVI/AAAAAAAAAWM/_tQb4Qhy2-Y/s400/mission.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5429896935923844434" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-left:18.0pt"&gt;I programmi delle chiese sono orientati a fare emergere ministeri locali valorizzando doti e talenti personali e puntando alla formazione di “quadri” o “intellettuali organici” (qualche volta persino sorvolando sui doni spirituali e la loro tenuta nel tempo). I membri sono quindi risorse per il lavoro della chiesa.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-left:18.0pt"&gt;Il “genio” della Riforma protestante fu invece proprio quello di trasformare i laici in “preti”. La dottrina del “sacerdozio universale”, infatti, non fu altro che il tentativo di rendere ogni credente un sacerdote, ossia, non un parroco che ha responsabilità pastorali nella chiesa, ma un sacerdote in grado di mettere in relazione una persona con Dio.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-left:18.0pt"&gt;Questa funzione viene riscoperta e ripristinata nelle chiese emergenti. I programmi delle chiese valorizzano soprattutto i doni spirituali e puntano alla formazione di missionari. I membri sono perciò risorse per la missione della chiesa.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8030632916378855687-5505614280219756045?l=aeonnext.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aeonnext.blogspot.com/feeds/5505614280219756045/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8030632916378855687&amp;postID=5505614280219756045&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8030632916378855687/posts/default/5505614280219756045'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8030632916378855687/posts/default/5505614280219756045'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aeonnext.blogspot.com/2010/01/segnali-di-emersione-4.html' title='Segnali di emersione - 4'/><author><name>Italo Benedetti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02637379623917345521</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/S1refpC5BVI/AAAAAAAAAWM/_tQb4Qhy2-Y/s72-c/mission.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8030632916378855687.post-6592563459778500824</id><published>2010-01-09T09:56:00.005+01:00</published><updated>2010-01-09T10:12:26.033+01:00</updated><title type='text'>UNA NECESSARIA MISTICA CRISTIANA (Enric Capò)</title><content type='html'>&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 223px; height: 400px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/S0hGFri_bGI/AAAAAAAAAV8/dtfB9-WXy6A/s400/Dali_ChristofStJohnoftheCross1951.JPG" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5424662814570540130" /&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: arial; "&gt;Karl Rahner, il noto teologo cattolico, in un’occasione disse che il cristianesimo sarà mistico o non sarà. In questo bisognerebbe dargli completamente ragione. Non credo che la religione cristiana, così come la conosciamo, abbia molto futuro. Sta toccando il fondo. Se dobbiamo giudicarla per l’esperienza europea, dobbiamo riconoscere che ha fatto tutto il possibile per screditarsi e ci è riuscita, sia per quello che si riferisce alle chiese cattolica ortodossa, sia per le chiese evangeliche. Nei circoli più informati della nostra società, non ha nessuna credibilità. E nemmeno tra la gente. E’ rimasta un’inerzia religiosa, rimangono i nostalgici, rimangono quelli che non hanno trovato un’altra forma di vita interiore che quella che forniva la chiesa e costituivano la sua ragione di essere. Restano gli stralci del grande manto religioso che ha coperto l’Europa, fanatici, fondamentalisti, settari... Rimangono anche i grandi edifici, le magnifiche manifestazioni religiose, i frammenti del naufragio...&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="-webkit-text-decorations-in-effect: none; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/S0hGFri_bGI/AAAAAAAAAV8/dtfB9-WXy6A/s1600-h/Dali_ChristofStJohnoftheCross1951.JPG"&gt;&lt;/a&gt;Affermare questo non significa che tutto è perso e che la fede cristiana non possa dare risposta ai grandi interrogativi della vita, né che la distruzione dell’edificio religioso implichi la sparizione della fede e della testimonianza cristiana. Tra coloro che rimangono nella chiesa ci sono anche, grazie a Dio, i cristiani che ancora mantengono le lampade accese e danno testimonianza di una fede che, sebbene sia spenta nella religiosità popolare, fiorisce ancora e permane nel cuore e nella coscienza di quelli che, in Cristo, hanno trovato la vera via della vita. Però, perfino tra questi, spesso, la formalità depaupera l’esperienza della fede.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;Tutti i credenti che sono arrivati a Dio, lo hanno fatto per strade diverse. Alcuni lo hanno fatto per una convinzione intellettuale, altri per affinità religiosa, altri per principi morali. In questo percorso sono intervenuti la mente, il cuore o la coscienza. E’ stata, senza dubbio, un’esperienza positiva e nella sua pratica hanno trovato ricchezza spirituale per le proprie vite. Però, non per tutti questa esperienza di Dio è stata globale, cioè un’esperienza che abbraccia tutto e coinvolge tutto. La fede per molti è rimasta ai margini, nella religiosità, nelle norme, nella moralità, nei riti, nelle usanze... Si limitano ad essere protestanti, cattolici o pentecostali. Non sono andati molto più in là, e ci sono molti che oggi stanno cercando altre esperienze interiori nelle quali trovare la pienezza a cui l’essere umano aspira. E, spesso, lo fanno nei circoli esoterici di altre culture che sono giunte ad esperienze mistiche di grande trascendenza. La mistica è un’esperienza comune a tutte le religioni, ma non sempre trova le strade giuste per esprimersi con chiarezza.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;Tra noi evangelici, la mistica non è ben accolta. L’abbiamo associata alle esperienze straordinarie ed irraggiungibili dei grandi mistici spagnoli e ci sembra che sia fuori dalla nostra portata,&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;per il suo carattere straordinario e per non essersi adattata ai parametri della dottrina comunemente accettata. Ma nessuna di queste due caratteristiche deve intimorirci. La fede cristiana si muove sul terreno di ciò che è straordinario, incomprensibile, fantastico e, spesso, anche i grandi credenti, nell’esprimersi con chiarezza, hanno rasentato l’eresia. Pertanto, la mistica è un’opzione cristiana che deve entrare pienamente nella nostra vita di fede. Sicuramente non ci sarà possibile raggiungere le cime che ci descrivono coloro che chiamiamo mistici, però c’è un altro livello, quello della vita di tutti i giorni, in cui l’esperienza mistica deve trovare posto. Le cose ci andranno male se nella nostra vita di fede ci conformeremo ad una convinzione intellettuale, ad una sottomissione alle norme religiose o ad una scelta per ragioni morali. Se non arriviamo ad un altro livello, alla scoperta della presenza di Dio in noi ed alla possibilità della relazione e della comunione con Lui, resteremo ai limiti del cristianesimo, nei suoi postulati puramente religiosi. Resteremo dentro i limiti di ciò che chiamiamo religione cristiana, che è giusta e buona, ma non sufficiente. Perderemo la ragione principale dell’essere cristiani: essere una cosa sola con Cristo e vivere la fede al livello dell’esperienza di Dio.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;Il grande mistico che è stato l’apostolo Paolo è un esempio di come vivere la vita cristiana. In Paolo si trova la mistica come esperienza precisa, così come potremmo trovarla in San Giovanni della Croce o in Teresa d’Avila, e la mistica come esperienza quotidiana, di tutti i giorni. Sarà difficile seguirlo nel suo viaggio al terzo cielo (2 Cor. 12:2), ma è gratificante accompagnarlo nel suo viaggio verso la vita interiore (Rom. 7:7) in cui giunge ad una tale comunione con Dio che non gli è più possibile distinguere tra la sua vita e quella di Cristo in lui: “non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me” (Gal. 2:20). E’ una mistica di tutti i giorni che ispirò il pensiero e tutta la vita dell’apostolo. La sua vita e la sua comunicazione della fede sono impregnate dall’esperienza della sua conversione e dalla rivelazione che ricevette (Gal. 1:12) durante il suo soggiorno nel deserto dell’Arabia. Giunse ad una tale intimità con Dio da affermare di avere la mente di Cristo e questa è una possibilità aperta a tutti i credenti (1 Cor. 2:16).&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;Se non si realizza questa esperienza, è molto dubbioso che possiamo parlare di cristiani nel senso profondo del termine, benché accettabile nel suo significato sociologico. Essere cristiano implica un’unione mistica del credente con Cristo. Si tratta di un incontro con Dio, ma non all’esterno, dove “oggettiviamo” tutto, ma nella vita interiore. Non troveremo Dio attraverso le cinque strade che propone Tommaso D’Aquino per provare la sua esistenza, né nelle speculazioni filosofiche di Anselmo di Canterbury, né nelle grandi cerimonie ecclesiastiche. Non c’è un Dio lì fuori che possa essere trovato dalla ragione umana. C’è un Dio, il nostro Dio, nella profondità della vita, lì dove troviamo noi stessi e, facendolo, ci vediamo nello specchio di Dio.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;Cercare Dio implica un viaggio nella parte interiore della vita, nelle sue profondità, dove non ci sono finzioni né scuse, dove troviamo l’autenticità della vita ed in essa quello che realmente siamo: i nostri limiti, i nostri errori, la nostra piccolezza e, al tempo stesso, la nostra grandezza come esseri umani pensati da Dio, amati da Lui e da Lui riscattati. E’ lì, nel più profondo della vita, dove recuperiamo la nostra autostima quando ci sentiamo confrontati con la realtà dell’amore di Dio. La fede non è un credo, né una dottrina, né una pratica, ma un’esperienza di ciò che è trascendentale, del Dio che sta nel fondo della vita, che ci si è manifestato in Cristo e ci invita ad una vita di comunione e di amore. Una comunione che ci trasforma e ci conduce ad una vita nuova, quella dell’amore verso tutti gli uomini, specialmente verso quelli che&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;sono vicini e verso i più piccoli, gli emarginati e gli oppressi del nostro mondo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;L’unione mistica del credente con Cristo è all’origine della pace interiore, della gioia permanente, della vita rinnovata. Non è un atteggiamento di attesa davanti a ciò che ci accadrà nel futuro, né una chiamata alla pazienza nella speranza della realizzazione del regno di Dio. E’ un presente pieno di luce e di gioia. Per chi vive in Cristo, “le cose vecchie sono passate e sono diventate nuove” (2 Cor. 5:17). Vive la nuova realtà del regno di Dio, che non è solo speranza del futuro, ma una promessa ed una realtà del presente. Paolo ci dice che “se speriamo in Cristo per questa vita soltanto, siamo i più miserabili degli uomini” (1 Cor. 15:19), ma è anche vero il contrario: chi spera in Cristo solo per l’altra vita si perde ciò che di più prezioso c’è nel presente.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;Chi vive in modo autentico l’unione mistica con Dio, gode di una vita di pienezza. Non ci sono più tenebre né timori. La morte ed il sepolcro hanno perso il loro orrore. Ha sperimentato la nuova creazione in Cristo e nella sua prospettiva del futuro, non c’è nessuna condanna, ciò non significa che sia esente dai mali di questo mondo, ma che si trova nelle mani di Cristo e che Lui ha il controllo della sua vita. Forse non vivrà momenti di esaltazione religiosa, né esperienze straordinarie di Dio, ma questo non è importante. La cosa fondamentale è essersi sintonizzato con Dio e vivere l’esperienza di Dio come un’esperienza quotidiana, rinnovata ogni mattina, vissuta nella gioia della salvezza di Colui che si manifesta come l’Amore: Dio. Naturalmente, il futuro del cristianesimo in Europa e nel mondo è nelle mani di Dio, però lo ha messo anche nelle mani di quei suoi amici di tutti i giorni, che vivono in comunione con Lui e diffondono in questo mondo la sua luce.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;b&gt;Enric Capó &lt;/b&gt;(Lupa protestante, sabato 2 gennaio 2010) - &lt;span class="Apple-style-span"  style=" ;font-family:Georgia, serif;"&gt;&lt;a href="http://www.lupaprotestante.com/"&gt;http://www.lupaprotestante.com/&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;i&gt;Traduzione dallo Spagnolo di &lt;/i&gt;Patrizia Tortora&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8030632916378855687-6592563459778500824?l=aeonnext.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aeonnext.blogspot.com/feeds/6592563459778500824/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8030632916378855687&amp;postID=6592563459778500824&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8030632916378855687/posts/default/6592563459778500824'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8030632916378855687/posts/default/6592563459778500824'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aeonnext.blogspot.com/2010/01/una-necessaria-mistica-cristiana-enric.html' title='UNA NECESSARIA MISTICA CRISTIANA (Enric Capò)'/><author><name>Italo Benedetti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02637379623917345521</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/S0hGFri_bGI/AAAAAAAAAV8/dtfB9-WXy6A/s72-c/Dali_ChristofStJohnoftheCross1951.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8030632916378855687.post-8839241900560358103</id><published>2010-01-06T11:37:00.003+01:00</published><updated>2010-01-06T11:42:10.127+01:00</updated><title type='text'>Segnali di emergenza - 3</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/S0Ro1mIQ4RI/AAAAAAAAAV0/k-QQkh8jIas/s1600-h/3+2+discepoli.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 276px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/S0Ro1mIQ4RI/AAAAAAAAAV0/k-QQkh8jIas/s400/3+2+discepoli.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5423575121238483218" /&gt;&lt;/a&gt;I programmi di formazione delle chiese sono orientati a formare &lt;i&gt;membri di chiesa&lt;/i&gt; (il pacchetto per i nuovi membri della chiesa di Roma Teatro Valle, ad esempio, è composto dal regolamento, dalla tessera delle contribuzioni e dall’elenco telefonico dei membri). Il messaggio è molto chiaro: seguire Gesù non è altro che essere un buon membro di chiesa, discepolo = membro.&lt;div&gt;Le chiese sempre più cominciano a porsi il problema di come formare nuovi &lt;i&gt;discepoli di Gesù&lt;/i&gt;. Il primo colloquio pastorale con i nuovi membri riguarda sempre più il “contratto” nel quale i nuovi membri esprimono che cosa vorrebbero vedere accadere nella loro vita diventando membri della chiesa, rispetto allo sviluppo personale e spirituale. E’ in questa occasione che il pastore o il Consiglio spiega la formazione e la disciplina spirituale della comunità.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il fuoco della formazione non è più sulla frequenza alle riunioni della chiesa, ma sulle esperienze di missione nei propri luoghi di vita.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8030632916378855687-8839241900560358103?l=aeonnext.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aeonnext.blogspot.com/feeds/8839241900560358103/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8030632916378855687&amp;postID=8839241900560358103&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8030632916378855687/posts/default/8839241900560358103'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8030632916378855687/posts/default/8839241900560358103'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aeonnext.blogspot.com/2010/01/segnali-di-emergenza-3.html' title='Segnali di emergenza - 3'/><author><name>Italo Benedetti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02637379623917345521</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/S0Ro1mIQ4RI/AAAAAAAAAV0/k-QQkh8jIas/s72-c/3+2+discepoli.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8030632916378855687.post-139017478961512654</id><published>2009-12-26T09:41:00.003+01:00</published><updated>2009-12-26T09:47:46.689+01:00</updated><title type='text'>Carta per la compassione</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/SzXNN3s8NFI/AAAAAAAAAVs/8Y8PeSydLTk/s1600-h/The-Charter-For-Compassion-One-World-Religion1.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 303px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/SzXNN3s8NFI/AAAAAAAAAVs/8Y8PeSydLTk/s400/The-Charter-For-Compassion-One-World-Religion1.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5419463364784698450" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Il principio della compassione risiede nel cuore di tutte le tradizioni religiose, etiche e spirituali, e ci chiede di comportarci con gli altri nello stesso modo in cui vorremmo che gli altri si comportassero con noi. La compassione ci spinge senza tregua ad alleviare la sofferenza delle persone, ci fa scendere dal trono posto al centro del nostro mondo per far sì che qualcun’altro possa salirci, ci fa onorare l’inviolabile santità di ogni essere umano, trattando tutti allo stesso modo, senza eccezioni, con assoluta giustizia, equità e rispetto.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt;E’ altresì necessario, sia nella vita pubblica che in quella privata, trattenersi in modo empatico nell’infliggere dolore. Agire o esprimersi in modo volutamente violento; comportarsi da sciovinisti; concentrarsi sui propri interessi; impoverire, sfruttare o negare i diritti che sono alla base della vita degli esseri umani e incitare all’odio denigrando gli altri – anche se nemici – tutto ciò equivale alla negazione della nostra umanità. Sappiamo di aver fallito nel vivere una vita compassionevole e sappiamo che qualcuno ha persino incrementato la miseria umana in nome della religione.&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt;Per questo chiediamo a uomini e donne&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt;~ di ristabilire la compassione al centro della moralità e della religione&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;~ di ristabilire l’antico principio secondo il quale sono illegittime le interpretazioni della scrittura in cui si incita alla violenza, all’odio o al disprezzo&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;~ di assicurare ai giovani un’informazione dettagliata e rispettosa sulle tradizioni, sulle religioni e sulle culture&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;~ di incoraggiare una visione positiva della diversità culturale e religiosa&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;~ di essere empatici con chi soffre – persino con chi consideriamo nemico.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt;In questo nostro mondo polarizzato bisogna urgentemente trasformare la compassione in una forza chiara, luminosa e dinamica. Radicata nella determinazione di trascendere l’egoismo, la compassione può rompere tutti i confini politici, dogmatici, ideologici e religiosi. Nata dalla nostra profonda interdipendenza la compassione e’ essenziale per le relazioni umane e per una piena umanità. E’ il percorso verso la chiarezza ed e’ indispensabile alla creazione di una giusta economia e di una comunità globale pacifica.&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8030632916378855687-139017478961512654?l=aeonnext.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aeonnext.blogspot.com/feeds/139017478961512654/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8030632916378855687&amp;postID=139017478961512654&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8030632916378855687/posts/default/139017478961512654'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8030632916378855687/posts/default/139017478961512654'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aeonnext.blogspot.com/2009/12/carta-per-la-compassione.html' title='Carta per la compassione'/><author><name>Italo Benedetti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02637379623917345521</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/SzXNN3s8NFI/AAAAAAAAAVs/8Y8PeSydLTk/s72-c/The-Charter-For-Compassion-One-World-Religion1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8030632916378855687.post-8222067574250567989</id><published>2009-12-14T18:19:00.001+01:00</published><updated>2009-12-14T18:20:50.661+01:00</updated><title type='text'>Segnali di emergenza - 2</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/SyZz1CA9-4I/AAAAAAAAAVk/ZgJvWzKGbXw/s1600-h/MustardSeed_LOGO300px.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 300px; height: 290px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/SyZz1CA9-4I/AAAAAAAAAVk/ZgJvWzKGbXw/s400/MustardSeed_LOGO300px.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5415142956870794114" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;I credenti sono sempre meno attenti alla crescita della chiesa e sempre più sensibili alla trasformazione del proprio ambiente vitale. L’evangelo non è per restare seduti sulle panche, ma per battere le strade. La domanda non è più “come posso far crescere la chiesa”, ma “come posso far crescere il regno di Dio”. L’obiettivo della missione è sempre meno &lt;i style="mso-bidi-font-style:normal"&gt;chiamare&lt;/i&gt; le persone in chiesa, chiamare le persone a Cristo, e sempre più &lt;i style="mso-bidi-font-style:normal"&gt;andare&lt;/i&gt; dalle persone, &lt;i style="mso-bidi-font-style:normal"&gt;portare&lt;/i&gt; Cristo. L’intento evangelistico è sempre meno &lt;i style="mso-bidi-font-style:normal"&gt;invitare&lt;/i&gt; le persone in chiesa e sempre più &lt;i style="mso-bidi-font-style:normal"&gt;infiltrarsi&lt;/i&gt; nella società. L’evangelizzazione non è più uno dei programmi della chiesa accanto agli altri, ma è il senso stesso della chiesa che informa ogni sua attività (la chiesa è “&lt;i style="mso-bidi-font-style:normal"&gt;missionale&lt;/i&gt;”). Gli stessi membri di chiesa dividono i loro contributi tra la chiesa e le altre agenzie di aiuto sociale e molte chiese preferiscono diminuire il contributo alla denominazione per finanziare progetti laici locali come testimonianza della loro presenza sul territorio. Molti vedono la pulizia asettica delle chiese in stridente contrasto con la sporcizia e il degrado delle periferie e una patente contraddizione con la capacità di Gesù di sporcarsi che emerge dai vangeli.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8030632916378855687-8222067574250567989?l=aeonnext.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aeonnext.blogspot.com/feeds/8222067574250567989/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8030632916378855687&amp;postID=8222067574250567989&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8030632916378855687/posts/default/8222067574250567989'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8030632916378855687/posts/default/8222067574250567989'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aeonnext.blogspot.com/2009/12/segnali-di-emergenza-2.html' title='Segnali di emergenza - 2'/><author><name>Italo Benedetti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02637379623917345521</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/SyZz1CA9-4I/AAAAAAAAAVk/ZgJvWzKGbXw/s72-c/MustardSeed_LOGO300px.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8030632916378855687.post-7039120711626257351</id><published>2009-11-27T15:04:00.005+01:00</published><updated>2009-12-14T18:23:01.096+01:00</updated><title type='text'>Segnali di emergenza - 1</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/Sw_e_FFkhvI/AAAAAAAAAVc/4ZKfmv5EPnY/s1600/Mani+dall%27alto.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 304px; height: 400px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/Sw_e_FFkhvI/AAAAAAAAAVc/4ZKfmv5EPnY/s400/Mani+dall%27alto.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5408786852773922546" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;p class="MsoListParagraph" style="margin-left:18.0pt;mso-add-space:auto; text-align:justify;text-indent:-18.0pt;mso-list:l0 level1 lfo1"&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: left;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:large;"&gt;Troppo spesso chi si converte, invece di trovare Cristo, finisce in una chiesa. Sempre più persone lasciano le comunità per preservare la loro fede; sentono che la chiesa non contribuisce più alla loro crescita spirituale, né rappresenta un conforto nei momenti difficili della vita. Si stima che il 5% dei cristiani a livello globale debbano essere considerati senza affiliazione, “post-congregational” nei termini della sociologia ecclesiastica statunitense e che questa percentuale raddoppierà entro quindici anni. I programmi e le attività delle chiese sono giudicati inadeguati ad incontrare la nuova richiesta di genuina vitalità spirituale. Chi si converte vuole trovare una esperienza trasformante (cioè vedere la propria vita trasformata, la propria città cambiata, il proprio contributo valorizzato, il proprio spirito curato, la propria competenza umana accresciuta, ecc.). L’appello cristiano è alla conversione a Cristo e le chiese devono mantenere questa promessa.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8030632916378855687-7039120711626257351?l=aeonnext.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aeonnext.blogspot.com/feeds/7039120711626257351/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8030632916378855687&amp;postID=7039120711626257351&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8030632916378855687/posts/default/7039120711626257351'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8030632916378855687/posts/default/7039120711626257351'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aeonnext.blogspot.com/2009/11/troppo-spesso-chi-si-converte-invece-di.html' title='Segnali di emergenza - 1'/><author><name>Italo Benedetti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02637379623917345521</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/Sw_e_FFkhvI/AAAAAAAAAVc/4ZKfmv5EPnY/s72-c/Mani+dall%27alto.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8030632916378855687.post-6104893476425728035</id><published>2009-11-09T12:39:00.002+01:00</published><updated>2009-11-09T12:43:26.647+01:00</updated><title type='text'>Caratteristiche ecclesiologiche emergenti (parte II)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/Svf_8nay6wI/AAAAAAAAAVU/RTFsJiA2vIw/s1600-h/Sant%27Agostino.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 393px; height: 400px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/Svf_8nay6wI/AAAAAAAAAVU/RTFsJiA2vIw/s400/Sant%27Agostino.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5402067694892804866" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;p class="MsoListParagraphCxSpFirst" style="margin-left:18.0pt;mso-add-space: auto;text-align:justify;text-indent:-18.0pt;mso-list:l0 level1 lfo1"&gt;&lt;u&gt;&lt;span style="mso-bidi-;font-size:12.0pt;"&gt;La conoscenza e la riflessione teologica è maggiormente distribuita&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;span style="mso-bidi-;font-size:12.0pt;"&gt;. Come nel &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;cloud computing&lt;/i&gt;, la conoscenza non viene “salvata” centralmente sull’&lt;i style="mso-bidi-font-style:normal"&gt;hard disk&lt;/i&gt;, ma &lt;i style="mso-bidi-font-style:normal"&gt;on line&lt;/i&gt;, ed è disponibile a quanti vogliono accedervi. Questo significa che sta cambiando radicalmente il modo di relazionarsi alla “verità”. La conoscenza e l’esistenza teologica non risiedono esclusivamente nel mondo accademico, l’unico ad averne la chiave di accesso; ma la riflessione teologica diventa una esperienza condivisa (come avviene con Wikipedia). La chiesa è &lt;i style="mso-bidi-font-style:normal"&gt;open source&lt;/i&gt;, chi è in grado di dare soluzioni praticabili e condivise ai problemi teologici che si affacciano riceve il riconoscimento dell’autorevolezza (come avviene con Google). Questa “conoscenza corporata” può avvenire solo se tutti sono connessi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoListParagraphCxSpLast" style="margin-left:18.0pt;mso-add-space:auto; text-align:justify;text-indent:-18.0pt;mso-list:l0 level1 lfo1"&gt;&lt;u&gt;&lt;span style="mso-bidi-;font-size:12.0pt;"&gt;La guida delle comunità è dei “visionari”&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;span style="mso-bidi-;font-size:12.0pt;"&gt;. Nelle chiese emergenti l’ambiente determina le decisioni. In questa situazione il ruolo della &lt;i style="mso-bidi-font-style:normal"&gt;leadership&lt;/i&gt; è quella di aiutare la comunità a cambiare la percezione di una situazione. I leader non “annunciano” il cambiamento, ma &lt;i style="mso-bidi-font-style:normal"&gt;provvedono le risorse&lt;/i&gt; per il cambiamento, in modo che questo dalla base arrivi al vertice. La &lt;i style="mso-bidi-font-style:normal"&gt;leadership&lt;/i&gt; traccia linee, facilita la comunicazione con l’esterno, connette le persone, collega programmi e attività, e riceve il &lt;i style="mso-bidi-font-style:normal"&gt;feedback&lt;/i&gt; per un nuovo circolo ermeneutico.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8030632916378855687-6104893476425728035?l=aeonnext.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aeonnext.blogspot.com/feeds/6104893476425728035/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8030632916378855687&amp;postID=6104893476425728035&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8030632916378855687/posts/default/6104893476425728035'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8030632916378855687/posts/default/6104893476425728035'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aeonnext.blogspot.com/2009/11/la-conoscenza-e-la-riflessione.html' title='Caratteristiche ecclesiologiche emergenti (parte II)'/><author><name>Italo Benedetti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02637379623917345521</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/Svf_8nay6wI/AAAAAAAAAVU/RTFsJiA2vIw/s72-c/Sant%27Agostino.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8030632916378855687.post-881739223700736660</id><published>2009-11-02T08:55:00.005+01:00</published><updated>2009-11-02T09:04:58.384+01:00</updated><title type='text'>Caratteristiche ecclesiologiche emergenti (parte I)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/Su6RixrJPEI/AAAAAAAAAVM/auDSoTVJfHE/s1600-h/Lavanda+dei+piedi.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 298px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/Su6RixrJPEI/AAAAAAAAAVM/auDSoTVJfHE/s400/Lavanda+dei+piedi.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5399413029899680834" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;p class="MsoListParagraphCxSpFirst" style="margin-left:18.0pt;mso-add-space: auto;text-align:justify;text-indent:-18.0pt;mso-list:l0 level1 lfo1"&gt;&lt;span style="font-family:Symbol;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;·&lt;/span&gt;&lt;span style="font:7.0pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;        &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;u&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;Le chiese diventano dei “sistemi aperti”&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;. Si percepisce una maggiore apertura verso l’ambiente circostante e il contesto culturale. I confini tra “dentro” e “fuori” la chiesa o tra la vita comunitaria e la vita cittadina sono meno delineati. Questo porta maggiore possibilità di contaminazione e quindi di maggiore squilibrio, ma in generale le chiese sanno essere più sensibili verso quanto avviene nella società circostante e nella cultura, e quindi anche più reattive nel rispondere alle sollecitazioni e in definitiva con maggiore possibilità di incidere positivamente.&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoListParagraphCxSpMiddle" style="margin-left:18.0pt;mso-add-space: auto;text-align:justify;text-indent:-18.0pt;mso-list:l0 level1 lfo1"&gt;&lt;span style="font-family:Symbol;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;·&lt;/span&gt;&lt;span style="font:7.0pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;        &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;u&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;Le chiese sembrano più adattabili&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;. Per il motivo di cui sopra, il genio delle chiese emergenti è di essere molto radicate localmente. Chiese molto simili, anche nella stessa città, possono essere organizzate in modi molto diversi proprio per la loro apertura e capacità reattiva. Questo significa un alto grado di dipendenza della chiesa dal contesto culturale e sociale che la ospita e un alto grado di localismo (non di tipo tribale come lo conosciamo oggi, ma di tipo &lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;incarnazionale&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;).&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoListParagraphCxSpMiddle" style="margin-left:18.0pt;mso-add-space: auto;text-align:justify;text-indent:-18.0pt;mso-list:l0 level1 lfo1"&gt;&lt;span style="font-family:Symbol;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;·&lt;/span&gt;&lt;span style="font:7.0pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;        &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;u&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;Le chiese sono più pronte al cambiamento&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;. Qui si vede il circolo virtuoso in cui sembrano inserite alcune chiese: sensibilità all’ambiente, adattabilità, cambiamento e infine capacità di incidere socialmente e culturalmente. Le chiese sono in grado di “imparare”. I piccoli miglioramenti nel ministero comunitario diventano esperienza e patrimonio “in rete”; non si riflette sui cambiamenti da apportare al livello denominazionale (“esperti” che vengono raccolti in “comitati” che producono “documenti” che le comunità “studiano” per poterli poi “applicare” nella propria realtà), ma ogni team pastorale ha la responsabilità, localmente, per il proprio ministero, di apportare tutti i miglioramenti necessari. Sono queste innovazioni di basso profilo che, sul lungo periodo, hanno prodotto, per il loro effetto cumulativo, cambiamenti radicali nella configurazione della chiesa e del suo ministero. Quindi:&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoListParagraphCxSpMiddle" style="margin-left:54.0pt;mso-add-space: auto;text-align:justify;text-indent:-18.0pt;mso-list:l0 level2 lfo1"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;o&lt;/span&gt;&lt;span style="font:7.0pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;   &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;Capacità di ricevere, comprendere ed interpretare i segnali provenienti dall’ambiente&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoListParagraphCxSpMiddle" style="margin-left:54.0pt;mso-add-space: auto;text-align:justify;text-indent:-18.0pt;mso-list:l0 level2 lfo1"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;o&lt;/span&gt;&lt;span style="font:7.0pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;   &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;Capacità di rispondere creativamente attraverso nuove caratteristiche organizzative&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoListParagraphCxSpLast" style="margin-left:54.0pt;mso-add-space:auto; text-align:justify;text-indent:-18.0pt;mso-list:l0 level2 lfo1"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;o&lt;/span&gt;&lt;span style="font:7.0pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;   &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;Capacità di influenzare l’ambiente esterno in modo reattivo e creativo&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8030632916378855687-881739223700736660?l=aeonnext.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aeonnext.blogspot.com/feeds/881739223700736660/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8030632916378855687&amp;postID=881739223700736660&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8030632916378855687/posts/default/881739223700736660'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8030632916378855687/posts/default/881739223700736660'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aeonnext.blogspot.com/2009/11/le-chiese-diventano-dei-sistemi-aperti.html' title='Caratteristiche ecclesiologiche emergenti (parte I)'/><author><name>Italo Benedetti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02637379623917345521</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/Su6RixrJPEI/AAAAAAAAAVM/auDSoTVJfHE/s72-c/Lavanda+dei+piedi.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8030632916378855687.post-2875710727935799479</id><published>2009-10-26T09:24:00.004+01:00</published><updated>2009-10-26T19:31:01.820+01:00</updated><title type='text'>La missione cristiana nella società postmoderna (Mark Ord)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/SuVdt4L5NEI/AAAAAAAAAVE/aH2BDiCN0t8/s1600-h/emergent.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 250px; height: 250px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/SuVdt4L5NEI/AAAAAAAAAVE/aH2BDiCN0t8/s400/emergent.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5396822771231175746" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Fra il 5 e il 9 ottobre si è tenuto il primo &lt;i style="mso-bidi-font-style:normal"&gt;Baptist Theological Colloquium of Rome&lt;/i&gt; presso i locali della chiesa Battista di Teatro Valle. L'iniziativa, promossa dall'UCEBI e la &lt;i style="mso-bidi-font-style:normal"&gt;Lott Carey Mission Convention&lt;/i&gt; negli Stati Uniti, ha portato teologi e pastori nord-americani, canadesi e italiani insieme per una settimana di discussioni e confronto sul tema: “La Missione della Chiesa in una Società Secolarizzata”. Questi momenti di dialogo sono stati abbinati a visite a luoghi di importanza storica per le chiese cristiane, come ad esempio l'itinerario di San Paolo a Roma e ai Musei del Vaticano.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;La discussione e riflessione sono state alimentate dalla presentazione di quattro relazioni.&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt; &lt;/b&gt;“La Missione Cristiana nella Cultura Postmoderna” presentata dal pastore Italo Benedetti, ha descritto le sfide che le chiese affrontano mentre la società cambia da una paradigma moderno a quello post-moderno. In questo spostamento culturale la gente affronta le questioni di conoscenza e autorità secondo criteri non più di logica e razionalità, ma di una pluralità di narrative ed esperienze.&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt;  &lt;/span&gt;Italo Benedetti ha poi descritto una chiesa emergente, meno preoccupata di struttura e appartenenza e più interessata di questioni di formazione spirituale e umana e la missione di Dio nel mondo.&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;font-family:&amp;quot;;"&gt;La professoressa Joyce Bellous della &lt;i style="mso-bidi-font-style:normal"&gt;McMaster University&lt;/i&gt; in Ontario, Canada ha parlato sulla “Missione in una Età Spirituale”.&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt; &lt;/b&gt;È partita dalla convinzione che tutte le persone sono spirituali e ha affermato che le chiese, a livello di cura pastorale e missione, farebbero bene ad essere più attente alle diversità di stili o linguaggi spirituali che caratterizzano le persone. La dott. Bellous ha identificato quattro stili, come quelli centrati sulla parola, sull'emozione, sul simbolico e sull'azione e ha sviluppato una risorsa per evidenziare le varie espressioni di spiritualità, mirata ad aiutare le comunità a diventare più alfabetizzate nei vari linguaggi spirituali e quindi più in grado di affrontare e risolvere i conflitti.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Il dott. Douglas Summers ha descritto una gamma di problematiche etiche che si presentano oggi mentre i progressi scientifici e tecnologici e le nuove configurazioni di rapporti umani e le nuove espressioni di sessualità offrono nuove possibilità per la vita e allo stesso tempo sollevano nuovi dilemmi. Nella sua relazione “Etica: la Ricerca della Vita”, ha discusso la tensione tra aderire a principi solidi ed essere comunità che esprimono la compassione di Dio; concludendo che le chiese, nell'affrontare le questioni etiche, si rapportano con persone in situazione di sofferenza e che quindi la priorità delle chiese dovrebbe essere quella di manifestare l’aperta misericordia di Dio.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Il pastore Massimo Aprile nell'ultima relazione intitolata; “il Vangelo per la Nuova Generazione”, ha commentato l'impatto che le nuove tecnologie e i cambiamenti nel vissuto famigliare hanno sui giovani di oggi, notando che questi hanno spesso un percorso di vita più complesso rispetto alle generazioni precedenti. Ha descritto una gioventù caratterizzata da relativismo culturale, nichilismo, e la ricerca di identità in un contesto pluralistico in cui il sé viene sperimentato come frammentato piuttosto che come un centro unificato. Ha affermato il bisogno di stabilire relazioni con i giovani piuttosto che semplicemente tentare di offrire programmi; e la necessità di articolare la fede in una maniera che lasci spazio per le incertezze quando parla di impegni che coinvolgono tutta la vita.&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Le differenze culturali e a volte teologiche, insieme alle sorprendenti somiglianze delle problematiche affrontate in contesti che variavano da Texas a Torino passando per la multi-culturalità di Toronto, la grintosa realtà urbana di Baltimora e una serie di contesti italiani, hanno contribuito ad una serie di discussioni vivaci e molto stimolanti. Molti pregiudizi sono stati abbattuti, amicizie costruite e un dialogo che ammetteva punti di vista a volte molto diversi e poi sorprendentemente molto simili. Ovviamente, nessuno dei problemi affrontati nelle relazioni e nelle discussioni è stato risolto; le tensioni e le problematiche delle società e delle chiese rappresentate non permettono di facili risoluzioni. Lo scambio di idee, di esperienze, di strategie e anche di indirizzi e-mail, però, significa che si affrontano in modo diverso, chissà se più creativo e con un po' più speranza ed energia.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8030632916378855687-2875710727935799479?l=aeonnext.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aeonnext.blogspot.com/feeds/2875710727935799479/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8030632916378855687&amp;postID=2875710727935799479&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8030632916378855687/posts/default/2875710727935799479'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8030632916378855687/posts/default/2875710727935799479'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aeonnext.blogspot.com/2009/10/ma-missione-cristiana-nella-societa.html' title='La missione cristiana nella società postmoderna (Mark Ord)'/><author><name>Italo Benedetti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02637379623917345521</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/SuVdt4L5NEI/AAAAAAAAAVE/aH2BDiCN0t8/s72-c/emergent.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8030632916378855687.post-4640467710171423634</id><published>2009-10-12T10:14:00.005+02:00</published><updated>2009-10-12T19:12:08.053+02:00</updated><title type='text'>Documento finale del Colloquium</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/StLoTP9L0mI/AAAAAAAAAUw/nY6niEm7sR4/s1600-h/Cervello+meccanico.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 279px; height: 400px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/StLoTP9L0mI/AAAAAAAAAUw/nY6niEm7sR4/s400/Cervello+meccanico.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5391627121314222690" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;In a week dedicated to the theme; Christian Mission in a Secularised Society, we heard four papers which introduced us to four areas of concern and themes for discussion.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="EN-US" style="mso-ansi-language:EN-US"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold; "&gt;Christian Mission in a Secularised Age&lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="EN-US" style="mso-ansi-language:EN-US"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal; "&gt;The opening paper, Christian Mission in a Post Modern Culture, presented by Italo Benedetti, challenged us to consider the changing world in which we live and painted a picture of the current church.&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt;  &lt;/span&gt;It pointed to the crisis of the church in attempting to respond to its rapidly changing context, as the world around it moves from a modern to a post-modern paradigm.&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt;  &lt;/span&gt;The issues of this bumpy transition that most affect the church were around how people deal with knowledge and structure. From doctrine, through catechism onto church membership there is an articulation of rationality that no longer holds.&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt;  &lt;/span&gt;Narratives have usurped propositions and diversity and experience have sidelined logic. He outlined the characteristics of the emerging church, less concerned with structure and more with spiritual formation, in which the questions have changed; from: how can I help my church grow? To; how can I contribute to the Kingdom's growth?. Italo concluded that a certain type of church and Christian expression was in demise: the fact that it is our expression rendered the question urgent.&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt;  &lt;/span&gt;The church, he claimed, must accept transforming change and go through a transition that will at times be painful.&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt;  &lt;/span&gt;Leaders may have to settle for the role or Isaiah and Jeremiah at the time of the exile; that of allowing the change to happen through small experiments.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="EN-US" style="mso-ansi-language:EN-US"&gt;&lt;o:p&gt;In his response Laurie Barber affirmed that there is a hunger for God in people's hearts; that the crisis is not about Christianity, but Christendom.&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt;  &lt;/span&gt;He also noted usefully that the cultural changes that the paper outlined where given poignancy by the experience of cross and multi cultural mission of many churches in the world today.&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt;  &lt;/span&gt;Migration is changing the church. Laurie appreciated aspects of the new paradigm that led us back to understanding that the church is not the point, but the means to the end of God's mission. This mission will move us.&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt;  &lt;/span&gt;We do not make it happen, but participate with God prayerfully, as conduits of the Spirit's work.&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="EN-US" style="mso-ansi-language:EN-US"&gt;&lt;o:p&gt;The wide-ranging discussion followed many threads.&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt;  &lt;/span&gt;There was broad consensus that we are well into changeful times and that the paper had offered a helpful description of both older and emerging paradigms and something of the tensions and aspirations involved in the transition.&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt;  &lt;/span&gt;This paradigm shift was in the main considered an opportunity, rather than simply a threat, though there was some questioning about whether history could be chartered in such a linear fashion. There was general agreement that the church needs to turn from being focused on its own processes and programs and move out into the wider communities and the wider world with a holistic gospel message, meeting people where they are.&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="EN-US" style="mso-ansi-language:EN-US"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold; "&gt;Mission in a Spiritual Age&lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="EN-US" style="mso-ansi-language:EN-US"&gt;&lt;o:p&gt;In her presentation Dr Joyce Bellous stated that all people are spiritual and asserted that churches could be more effective in both congregational health and mission if they were attentive to people's varying spiritual “styles”.&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt;  &lt;/span&gt;A great deal of church conflict could thereby be alleviated.&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt;  &lt;/span&gt;The four spiritual styles are identified as: word centered, emotion centered, symbol centered and action centered.&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="EN-US" style="mso-ansi-language:EN-US"&gt;&lt;o:p&gt;Church education can help churches towards literacy in these various languages of expression.&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt;  &lt;/span&gt;Joyce has developed a Spiritual Styles Assessment tool for both adults and children to help them better understand themselves.&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt;  &lt;/span&gt;Balancing all the styles helps to develop holistic environments that value and include everyone and so enrich the work of mission.&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="EN-US" style="mso-ansi-language:EN-US"&gt;&lt;o:p&gt;Sandro Spanu in his response made parallels between the paper and Romans 12: 3-5 underlining the image of the church as a body.&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt;  &lt;/span&gt;He stated that “a church that evaluates different spiritualities operates already as a church in mission”.&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt;  &lt;/span&gt;A church is called to practice communion with God and to build community while managing the differences expressed in the group.&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt;   &lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="EN-US" style="mso-ansi-language:EN-US"&gt;&lt;o:p&gt;A number of different discussion threads emerged.&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt;  &lt;/span&gt;For instance, who decides which styles predominate, the pastor, the assembly?&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt;  &lt;/span&gt;If the pastor is decisive what happens when she or he changes?&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt;  &lt;/span&gt;The ideal was expressed as the “self-reflective pastor in happy standing with the church”. Do denominations reflect one predominate spiritual style or should services attempt to offer meaningful expression for all spiritual styles or languages? The answer to this question is important as the spirituals styles that find expression in a church will influence a church's engagement with the world around it.&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt;  &lt;/span&gt;This tool was considered very useful for dealing with differences and conflict in the church.&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt;  &lt;/span&gt;Conflict could be due to difference of spiritual language and alleviated by churches becoming more literate in the styles that Joyce has outlined.&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt;  &lt;/span&gt;Such literacy could help in the church's mission as it could help translate people's less articulate search for spirituality and include people whose “style” was not the dominant one.&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt;   &lt;/span&gt;There were some questions about how meaningful it was to say all people were spiritual, but the model did stress the often forgotten need to listen to people and hear what is their notion of God, before introducing these “idiosyncratic” notions to our experience of God as met in the scriptures.&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="EN-US" style="mso-ansi-language:EN-US"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold; "&gt;Ethics: a Quest for Life.&lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="EN-US" style="mso-ansi-language:EN-US"&gt;&lt;o:p&gt;Ethical questions continue to emerge as we are called to interpret life in a world that is constantly changing.&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt;  &lt;/span&gt;Dr. Douglas Summers described a range of life and death issues that come into focus as medical and scientific advances offer new possibilities and dilemmas and as relationships and sensuality are redefined.&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt;  &lt;/span&gt;In his paper Douglas noted the challenge facing the church of holding certain principals whilst being compassionate.&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt;  &lt;/span&gt;He stated that in most of these questions we are relating to people in pain and therefore compassion is the priority.&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="EN-US" style="mso-ansi-language:EN-US"&gt;&lt;o:p&gt;In his response Martin Ibarra affirmed the approach of focusing on the pain and needs of real people rather than on judgments and universal prescriptions. As human persons we are defined and formed by the network of relationships in which we life and therefore life or the ethical questions surrounding life cannot be reduced to easy definitions.&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt;  &lt;/span&gt;As churches we should be aware of the pain we have caused many people due to heavy judgments and easy answers given to difficult questions and should put these into tension with the open mercy of God.&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt;  &lt;/span&gt;Life is a gift from God and we are charged with the responsibility to keep it human as we look for ways to live well.&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="EN-US" style="mso-ansi-language:EN-US"&gt;&lt;o:p&gt;Much of the discussion centered on the question of the sources of authority for ethical decision making; the relationship between scripture, science and living documents – the biographies of people we encounter and our own struggles.&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt;  &lt;/span&gt;We also noted the missional aspect of ethics; as both witness to the gospel and engagement with people who often needed help in the circumstances of their lives.&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt;  &lt;/span&gt;We discussed whether ethics was primarily an internal discussion for the church, focusing on formation of believers or whether it was a public exercise of offering answers or at least opinion in public debate.&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt;  &lt;/span&gt;In this context we discussed whether scripture should be more usefully considered a resource for missional communities rather than a source of authority for our ethics.&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="EN-US" style="mso-ansi-language:EN-US"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold; "&gt;The Gospel for the New Generation&lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="EN-US" style="mso-ansi-language:EN-US"&gt;&lt;o:p&gt;Massimo Aprile defined youth as the “age in between” childhood and adulthood.&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt;  &lt;/span&gt;He highlighted the impact of technological shifts and changing family patterns on young people, noting that their life's journey was more complex than that of previous generations.&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt;  &lt;/span&gt;He noted that youth is characterized by cultural relativism, nihilism, and a search for identity in a pluralist context in which the self in experienced as fragmented, rather than a unified centre.&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt;  &lt;/span&gt;Massimo proposed a response based on relationships rather than church programs.&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt;  &lt;/span&gt;He also suggested that the biblical notions of promise and faith were useful in the quest for identity as resources since they leave space for uncertainty and at the same time call for commitment.&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt;  &lt;/span&gt;He also brought to bear the tension of fullness and self-emptying expressed in our thinking on Christ in the cross and resurrection on the experience of nihilism in modern culture.&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="EN-US" style="mso-ansi-language:EN-US"&gt;&lt;o:p&gt;In his response Dr. Randy Wood affirmed the paper's description of the circumstances in which young people find themselves today.&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt;  &lt;/span&gt;He added that churches had a role to play in their educational &lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt; &lt;/span&gt;work of preparing children to be able to navigate the often difficult terrain of adolescence.&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt;  &lt;/span&gt;Through tutoring on a range of practical and social skills the church could exercise a positive role in children's lives. He said that like Scrooge, in Dickens's Christmas Carol, we had seen a glimpse of the future and had the opportunity to change things for the wellbeing of the children amongst whom we live and minister.&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="EN-US" style="mso-ansi-language:EN-US"&gt;&lt;o:p&gt;In our discussions we noted that the description offered by Massimo described the life experience of diverse generations today.&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt;  &lt;/span&gt;We reflected on the process that we undergo from belief – unbelief – committed belief, and the feeling that many people easily get grounded at the point of unbelief.&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt;  &lt;/span&gt;The example of organizations, such as Greenpeace, with a strong hierarchy and clear directions shows how these things appeal to young people who often feel the lack of coordinates in their lives.&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt;  &lt;/span&gt;We reflected on the need to share authentic stories, including those of loss and recovery. There was general agreement of the importance of hope and relationships in our ministry to young people.&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8030632916378855687-4640467710171423634?l=aeonnext.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aeonnext.blogspot.com/feeds/4640467710171423634/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8030632916378855687&amp;postID=4640467710171423634&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8030632916378855687/posts/default/4640467710171423634'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8030632916378855687/posts/default/4640467710171423634'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aeonnext.blogspot.com/2009/10/documento-finale-del-colloquium.html' title='Documento finale del Colloquium'/><author><name>Italo Benedetti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02637379623917345521</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/StLoTP9L0mI/AAAAAAAAAUw/nY6niEm7sR4/s72-c/Cervello+meccanico.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8030632916378855687.post-1905014596150475633</id><published>2009-09-28T08:51:00.006+02:00</published><updated>2009-09-29T22:34:35.871+02:00</updated><title type='text'>Convegno "emergente" a Roma!</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:large;"&gt;North American Baptist Fellowship &amp;amp; Unione Cristiana Evangelica Battista d'Italia&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:large;"&gt;International Baptist Theological Colloquium&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:x-large;"&gt;"&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:x-large;"&gt;Christian Mission in the Postmodern Society&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:x-large;"&gt;"&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Teatro Valle Baptist Church&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;October 5th-9th 2009 - Rome&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;Program:&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Oct. 5th - &lt;b&gt;Italo Benedetti&lt;/b&gt;: "&lt;i&gt;Christian Mission and Postmodern Culture&lt;/i&gt;"&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Oct. 6th - &lt;b&gt;Joyce Bellous&lt;/b&gt;: "&lt;i&gt;Mission in a Spiritual Age&lt;/i&gt;"&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Oct. 7th - &lt;b&gt;Doug Summers&lt;/b&gt;: "&lt;i&gt;Christian Ethics: a Matters of Life&lt;/i&gt;"&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Oct. 8th - &lt;b&gt;Massimo Aprile&lt;/b&gt;: "&lt;i&gt;The Gospel for the New Generation&lt;/i&gt;"&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Oct. 9th - Conclusions&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8030632916378855687-1905014596150475633?l=aeonnext.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aeonnext.blogspot.com/feeds/1905014596150475633/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8030632916378855687&amp;postID=1905014596150475633&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8030632916378855687/posts/default/1905014596150475633'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8030632916378855687/posts/default/1905014596150475633'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aeonnext.blogspot.com/2009/09/convegno-emergente-roma.html' title='Convegno &quot;emergente&quot; a Roma!'/><author><name>Italo Benedetti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02637379623917345521</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8030632916378855687.post-666036199736208420</id><published>2009-09-23T09:51:00.003+02:00</published><updated>2009-09-23T10:00:56.026+02:00</updated><title type='text'>Brevissima storia del fondamentalismo</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/SrnVSEohIlI/AAAAAAAAAUo/NEOz4__parI/s1600-h/Fondamentalismo.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 380px; height: 254px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/SrnVSEohIlI/AAAAAAAAAUo/NEOz4__parI/s400/Fondamentalismo.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5384569335956185682" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Verso la metà dell’800 l’evangelismo americano cominciò a spaccarsi tra liberali e conservatori. Ai primi del ‘900 la frattura si consolidò in due campi, quello del &lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Federal Council of Churches&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt; (poi chiamato &lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;National Council of Christian Churches&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;), formalmente istituzionalizzato nel 1908, e quello che si coagulò nel movimento fondamentalista. Le linee di divisione non erano chiare, si può dire che i liberali tendevano ad interessarsi ai temi sociali, mentre i fondamentalisti si preoccupavano maggiormente della moralità privata. Nel 1913 una serie di opuscoli furono pubblicati con il titolo complessivo di &lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;The Fundamentals&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;, da cui prese nome il movimento. La divisione tra liberali e fondamentalisti era sostanzialmente una questione interna alle denominazioni. Con lo &lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Scopes trial&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;, il cosiddetto “processo alla scimmia” che a Daytona contrappose William Jennings Bryan a John Scopes sull’insegnamento della teoria darwinista nella scuola, iniziò il lungo periodo delle controversie denominazionali che opposero i due schieramenti. I modernisti, come venivano chiamati allora i liberali, ebbero la meglio su ogni controversia e alla fine estromisero i fondamentalisti da tutte le posizioni denominazionali. In più, i fondamentalisti furono coperti di ridicolo dalla stampa nazionale. Essere fondamentalista era diventato imbarazzante. In questo periodo nacquero anche alcune denominazioni fondamentaliste che raccoglievano le chiese fuoriuscite dalle denominazioni nazionali e le chiese indipendenti formate dagli evangelizzatori; ma la stragrande parte dei fondamentalisti non abbandonò le denominazioni, entrando in una specie di clandestinità. I legami erano tenuti e rafforzati nelle conferenze missionarie, nelle scuole bibliche e nei seminari, nelle agenzie missionarie e nelle istituzioni paraecclesiastiche. Tutti erano convinti che del fondamentalismo non se ne sarebbe più sentito parlare.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;La parte contata come liberale nelle denominazioni non era però veramente tale. In verità, a parte qualche militante, da annoverare di solito tra gli intellettuali o i dirigenti ecclesiastici, la massa delle chiese era di sentimenti evangelici molto simili a quelli in voga prima della separazione. Inoltre, molti di coloro che si ritrovarono dalla parte dei fondamentalisti cominciarono ad avere a noia gli atteggiamenti rigidi tipici della propria &lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;leadership&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt; e presero a distanziarsene. Nel 1940 nacque l’&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;American Council of Christian Churches&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt; che raccoglieva i fondamentalisti più intransigenti e l’anno successivo nacque la &lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;National Association of Evangelicals&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt; che raggruppava i moderati. Da quest’ultima nacque il fenomeno dell’evangelicalismo. Dopo la Seconda Guerra Mondiale Harold Ockenga, Carl F. H. Henry e Billy Graham cominciarono a dare visibilità ad un movimento in crescita vertiginosa con una capacità strategica esemplare (&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Wheaton College&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;, &lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Fuller Seminary&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;, &lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;InterVarsity Press&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;, &lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Christianity Today&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;, radio e televisione, ecc. oggi tutti luoghi di eccellenza teologica), dimostrando di essere «una forza capace di mutare significativamente la cultura, o sintomatica di un cambiamento significativo nella dinamica della cultura».&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Qual è la differenza tra fondamentalismo ed evangelicalismo? «Le due ortodossie hanno differenti ortoprassi; cioè, mentre evangelicalismo e fondamentalismo condividono le medesime proposizioni cognitive, essi praticano le loro credenze in modi così differenti&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;che, per trovare ciò in cui essi veramente credono, si deve andare oltre le loro formulazioni dogmatiche ereditate.» La differenza tra &lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;evangelicals&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt; e fondamentalisti risiede proprio nel loro atteggiamento verso la cultura. H. Richard Niebuhr disse che gli &lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;evangelicals&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt; propendevano per un modello “Cristo che trasforma la cultura”. Essi si rivolgono alle maggioranze e danno loro un chiaro senso di minoranza. Jimmy Carter, Jesse Jackson ed altri &lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;evangelicals&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt; hanno reso evidente che una teologia conservatrice non indica affatto anche una politica conservatrice.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="mso-element:footnote-list"&gt;&lt;div style="mso-element:footnote" id="ftn4"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8030632916378855687-666036199736208420?l=aeonnext.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aeonnext.blogspot.com/feeds/666036199736208420/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8030632916378855687&amp;postID=666036199736208420&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8030632916378855687/posts/default/666036199736208420'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8030632916378855687/posts/default/666036199736208420'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aeonnext.blogspot.com/2009/09/brevissima-storia-del-fondamentalismo.html' title='Brevissima storia del fondamentalismo'/><author><name>Italo Benedetti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02637379623917345521</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/SrnVSEohIlI/AAAAAAAAAUo/NEOz4__parI/s72-c/Fondamentalismo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8030632916378855687.post-2215152871868163547</id><published>2009-06-29T18:43:00.001+02:00</published><updated>2009-06-29T18:46:30.261+02:00</updated><title type='text'>Andiamo in ferie, ci rivediamo a settembre!</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/Skjv4djczuI/AAAAAAAAAUY/D_Rjm6bukDs/s1600-h/Chiuso+per+ferie.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5352791910414864098" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 132px; CURSOR: hand; HEIGHT: 126px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/Skjv4djczuI/AAAAAAAAAUY/D_Rjm6bukDs/s400/Chiuso+per+ferie.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8030632916378855687-2215152871868163547?l=aeonnext.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aeonnext.blogspot.com/feeds/2215152871868163547/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8030632916378855687&amp;postID=2215152871868163547&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8030632916378855687/posts/default/2215152871868163547'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8030632916378855687/posts/default/2215152871868163547'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aeonnext.blogspot.com/2009/06/andiamo-in-ferie-ci-rivediamo-settembre.html' title='Andiamo in ferie, ci rivediamo a settembre!'/><author><name>Italo Benedetti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02637379623917345521</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/Skjv4djczuI/AAAAAAAAAUY/D_Rjm6bukDs/s72-c/Chiuso+per+ferie.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8030632916378855687.post-7724160896711558709</id><published>2009-06-29T18:34:00.003+02:00</published><updated>2009-06-29T18:43:07.229+02:00</updated><title type='text'>Evangelizzazione e disciplina</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/Skju0s7RxWI/AAAAAAAAAUQ/JF0IhP54Qng/s1600-h/Disciplina.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5352790746310231394" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 209px; CURSOR: hand; HEIGHT: 166px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/Skju0s7RxWI/AAAAAAAAAUQ/JF0IhP54Qng/s400/Disciplina.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;1. la disciplina comunitaria è parte del processo di evangelizzazione.&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Evangelizzazione e disciplina sono entrambi atti di discepolato. Il mandato missionario di Matteo include predicazione, battesimo, formazione e disciplina (in quest’ordine). Se la nostra comprensione dell’evangelizzazione è il processo di liberazione delle persone dai legami del peccato, e la loro integrazione nella comunione di Cristo in una vita responsabile, questo processo inizia con la predicazione e si conclude con l’edificazione di una comunità fedele. La prima parte si chiama catecumenato e ti porta al battesimo, la seconda si chiama discepolato e ti porta alla santificazione. Se le nostre chiese perdono la completezza e la direzionalità di questo processo, vagano sbattuti a destra e sinistra.&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;2. La disciplina appartiene all’essenza della chiesa quanto l’evangelizzazione.&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Una chiesa che non disciplina la propria vita è una chiesa che non evangelizza. Qual è il punto di evangelizzare e aggiungere persone alla chiesa se l’essere parte della chiesa non ha senso a causa del fatto che appartenervi o non appartenervi non fa nessuna differenza? La vita nella chiesa deve essere qualitativamente diversa dalla vita fuori dalla chiesa, oppure l’invito a farne parte non ha ragione di essere.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8030632916378855687-7724160896711558709?l=aeonnext.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aeonnext.blogspot.com/feeds/7724160896711558709/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8030632916378855687&amp;postID=7724160896711558709&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8030632916378855687/posts/default/7724160896711558709'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8030632916378855687/posts/default/7724160896711558709'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aeonnext.blogspot.com/2009/06/1.html' title='Evangelizzazione e disciplina'/><author><name>Italo Benedetti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02637379623917345521</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/Skju0s7RxWI/AAAAAAAAAUQ/JF0IhP54Qng/s72-c/Disciplina.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8030632916378855687.post-8160123501413514000</id><published>2009-06-22T18:41:00.002+02:00</published><updated>2009-06-22T18:47:01.320+02:00</updated><title type='text'>L'evangelizzazione come iniziativa di Dio</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/Sj-1dEQso0I/AAAAAAAAAUI/6esOIxTkNgU/s1600-h/croce_nellocchio_senza_scritta.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5350194393304048450" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 346px; CURSOR: hand; HEIGHT: 290px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/Sj-1dEQso0I/AAAAAAAAAUI/6esOIxTkNgU/s400/croce_nellocchio_senza_scritta.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Nella Bibbia Dio stabilisce patti con l’umanità, siano essi singoli o popoli. Il fattore fondamentale di questi patti è &lt;strong&gt;l’iniziativa di Dio&lt;/strong&gt;. Dio si rivolge e si propone all’umanità. Questo concetto biblico è posto in contrasto con la libertà umana, che è sempre salvaguardata. Il contesto di questa polarità iniziativa di Dio/libertà umana è sempre il ristabilimento di una relazione spezzata, il portare di nuovo insieme persone che hanno vissuto separate. Si tratta di un invito alla comunione.&lt;br /&gt;L’evangelizzazione va vista sotto questa prospettiva dell’iniziativa di Dio di rivolgere un invito alla comunione con lui e di stabilire un patto di riconciliazione. Ciò evidenzia l’urgenza del compito.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8030632916378855687-8160123501413514000?l=aeonnext.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aeonnext.blogspot.com/feeds/8160123501413514000/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8030632916378855687&amp;postID=8160123501413514000&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8030632916378855687/posts/default/8160123501413514000'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8030632916378855687/posts/default/8160123501413514000'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aeonnext.blogspot.com/2009/06/levangelizzazione-come-iniziativa-di.html' title='L&apos;evangelizzazione come iniziativa di Dio'/><author><name>Italo Benedetti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02637379623917345521</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/Sj-1dEQso0I/AAAAAAAAAUI/6esOIxTkNgU/s72-c/croce_nellocchio_senza_scritta.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8030632916378855687.post-430303106048261136</id><published>2009-06-18T17:43:00.004+02:00</published><updated>2009-06-18T17:58:38.230+02:00</updated><title type='text'>Gesù è la vocazione umana</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/SjpkIgSqy2I/AAAAAAAAAUA/0qTdKb-GbOE/s1600-h/Icona+Cristo.bmp"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5348697604725853026" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 258px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/SjpkIgSqy2I/AAAAAAAAAUA/0qTdKb-GbOE/s320/Icona+Cristo.bmp" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;L’incarnazione di Dio in Cristo non significa che Dio ha assunto la natura umana così com’è, dandole il sigillo d’approvazione e facendo così coincidere la natura umana con la rivelazione di Dio; ma al contrario, in Gesù, Dio ha dato una nuova definizione di ciò che è umano. Gesù è colui che rivela la vera natura e vocazione degli esseri umani.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8030632916378855687-430303106048261136?l=aeonnext.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aeonnext.blogspot.com/feeds/430303106048261136/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8030632916378855687&amp;postID=430303106048261136&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8030632916378855687/posts/default/430303106048261136'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8030632916378855687/posts/default/430303106048261136'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aeonnext.blogspot.com/2009/06/lincarnazione-di-dio-in-cristo-non.html' title='Gesù è la vocazione umana'/><author><name>Italo Benedetti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02637379623917345521</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/SjpkIgSqy2I/AAAAAAAAAUA/0qTdKb-GbOE/s72-c/Icona+Cristo.bmp' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8030632916378855687.post-4084961395368077131</id><published>2009-06-06T10:15:00.005+02:00</published><updated>2009-06-06T10:22:16.851+02:00</updated><title type='text'>La "filiera" della fede</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/SiomnyyecZI/AAAAAAAAATw/DRM5RmQGOz0/s1600-h/BATTISTI_0042.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5344126372918751634" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 266px; CURSOR: hand; HEIGHT: 400px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/SiomnyyecZI/AAAAAAAAATw/DRM5RmQGOz0/s400/BATTISTI_0042.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;La nostra logica ci porta a considerare l’iter del credente in questa direzione: credere – comportarsi – appartenere. Devi prima credere a Gesù Cristo, poi devi dare dimostrazione della tua fede, in ultimo appartieni alla chiesa con tutti i diritti e i doveri attraverso il battesimo. Per molti questo è un dato coerente con la posizione battesimale biblica: ascolti l’evangelo e, in presenza della fede, ricevi il battesimo. Ma questo non è un comandamento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perché non pensare di sovvertire questo ordine invitando prima le persone a far parte della comunità, poi lasciando che le persone imparino ad agire da credenti vivendo nella comunità cristiana e solo alla fine chiedere – se la fede è davvero nata – il battesimo come sigillo dello Spirito? Appartenere – comportarsi – credere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bisogna dire che nelle chiese ciò di fatto già avviene. Ci sono persone nelle comunità che vivono per anni come “membri” di chiesa, che in chiesa ascoltano l’evangelo, imparano a credere e cominciano a vivere come cristiani in un processo virtuoso di maturazione e che alla fine chiedono di essere battezzate. Solo che oggi, questi credenti vivono in una specie di “limbo” che non è teologicamente definito, che non è regolamentato e che crea imbarazzo ad ogni assemblea di chiesa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da un punto di vista biblico non è vero che l’ascolto dell’evangelo avvenga nel vuoto; da un punto di vista teologico sappiamo che l’iniziazione alla vita cristiana è un processo; e dal punto di vista pratico rende la missione l’essenza stessa della vita della chiesa.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8030632916378855687-4084961395368077131?l=aeonnext.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aeonnext.blogspot.com/feeds/4084961395368077131/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8030632916378855687&amp;postID=4084961395368077131&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8030632916378855687/posts/default/4084961395368077131'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8030632916378855687/posts/default/4084961395368077131'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aeonnext.blogspot.com/2009/06/la-nostra-logica-ci-porta-considerare.html' title='La &quot;filiera&quot; della fede'/><author><name>Italo Benedetti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02637379623917345521</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/SiomnyyecZI/AAAAAAAAATw/DRM5RmQGOz0/s72-c/BATTISTI_0042.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8030632916378855687.post-7755211268837292083</id><published>2009-05-28T11:49:00.004+02:00</published><updated>2009-05-28T12:01:05.524+02:00</updated><title type='text'>Non "andate" in chiesa, "siate" la chiesa</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/Sh5fP6nDDaI/AAAAAAAAATg/85rXbBB2Vfo/s1600-h/Crescita.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5340810935143697826" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 157px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/Sh5fP6nDDaI/AAAAAAAAATg/85rXbBB2Vfo/s400/Crescita.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;La chiesa è un luogo di crescita e di maturazione &lt;/strong&gt;(Efesini 4:7-16). L’edificazione della chiesa corre di pari passo con la crescita e la maturazione spirituale dei credenti. Edificare la chiesa significa far maturare i credenti e far maturare i credenti significa edificare la chiesa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La comunità deve essere immediatamente percepita come un ambiente sicuro, amichevole, incoraggiante e solidale, dove la gente impara non solo a diventare cristiano, ma anche a diventare più umana.&lt;br /&gt;Tanto più ci si sente membra del Corpo di Cristo, tanto più diventa necessario stare con i fratelli, tanto più la chiesa è formativa tanto più si sentirà la necessità della crescita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/Sh5gzCu3x5I/AAAAAAAAATo/OcY7Z7oAKeY/s1600-h/Mondo.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5340812638131046290" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 280px; CURSOR: hand; HEIGHT: 187px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/Sh5gzCu3x5I/AAAAAAAAATo/OcY7Z7oAKeY/s400/Mondo.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Un credente, prima di essere un “membro di chiesa” è un missionario (Oncken diceva: “ogni battista è un missionario”), e prima di “andare in chiesa” dovrebbe “andare nel mondo”.&lt;br /&gt;Troppa parte delle energie delle chiese vengono spese nei programmi ecclesiastici e nello sforzo di contare teste la domenica mattina. Forse bisognerebbe puntare maggiormente sulla formazione missionaria del semplice credente: comprendere la cultura contemporanea, imparare un linguaggio per la missione, superare gli scogli alla testimonianza, avere occasioni di confronto comunitario sulla propria missione.&lt;br /&gt;Offrire corsi sugli aspetti più difficili della testimonianza evangelica, come: “amare il proprio nemico”, “porgere l’altra guancia”, “consumare in modo responsabile”… cioè studi orientati alla messa in pratica della Bibbia. Per il resto dare tempo ai credenti per instaurare delle relazioni umane significative in famiglia, sul lavoro, a scuola, nello sport, sui luoghi di volontariato ed impegno.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8030632916378855687-7755211268837292083?l=aeonnext.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aeonnext.blogspot.com/feeds/7755211268837292083/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8030632916378855687&amp;postID=7755211268837292083&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8030632916378855687/posts/default/7755211268837292083'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8030632916378855687/posts/default/7755211268837292083'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aeonnext.blogspot.com/2009/05/non-andate-in-chiesa-siate-la-chiesa.html' title='Non &quot;andate&quot; in chiesa, &quot;siate&quot; la chiesa'/><author><name>Italo Benedetti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02637379623917345521</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/Sh5fP6nDDaI/AAAAAAAAATg/85rXbBB2Vfo/s72-c/Crescita.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8030632916378855687.post-188524957866527300</id><published>2009-05-22T16:54:00.002+02:00</published><updated>2009-05-22T17:07:22.881+02:00</updated><title type='text'>In missione per conto di Dio</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/Sha9Zti6eFI/AAAAAAAAATY/jrsXSKiMaa4/s1600-h/Missio+Dei+2.bmp"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5338662657714714706" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 271px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/Sha9Zti6eFI/AAAAAAAAATY/jrsXSKiMaa4/s400/Missio+Dei+2.bmp" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;La chiesa partecipa alla missione di Cristo&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;La missione di Cristo nel mondo non si è conclusa con la sua morte e risurrezione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Attraverso il dono dello Spirito Santo, la storia di Gesù diventa l’evangelo della chiesa per il mondo (Moltman). La natura stessa della chiesa è determinata dall’evento della sua nascita a Pentecoste, cioè è determinata dalla sua origine nello Spirito&lt;br /&gt;Se il grande mandato (Matteo 19:28) dà le istruzioni per la missione, Pentecoste ne dà la potenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La missione non è un &lt;em&gt;optional&lt;/em&gt;, ma è la natura stessa della chiesa. «I cristiani non sono i consumatori finali del vangelo» (McLaren), esso è lo strumento escatologico con cui Dio attua il proprio disegno nel mondo, e la chiesa ne è una funzione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La chiesa deve avere chiara la consapevolezza di avere una missione nel mondo. Se è vero che essa è messa a parte, lo è per poi incarnarsi nel mondo attraverso la sua missione. La chiesa pertanto è amica del mondo.&lt;br /&gt;La chiesa che conosce il mondo attraverso la missione, lo conosce, lo vede e lo riconosce così come è stato voluto da Dio, anche se si è allontanato dal suo proposito divino. La missione scaturice dallo stesso amore che ha avuto Dio per il mondo (Giovanni 3:16) e dallo stesso spirito di sacrificio.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8030632916378855687-188524957866527300?l=aeonnext.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aeonnext.blogspot.com/feeds/188524957866527300/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8030632916378855687&amp;postID=188524957866527300&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8030632916378855687/posts/default/188524957866527300'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8030632916378855687/posts/default/188524957866527300'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aeonnext.blogspot.com/2009/05/in-missione-per-conto-di-dio.html' title='In missione per conto di Dio'/><author><name>Italo Benedetti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02637379623917345521</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/Sha9Zti6eFI/AAAAAAAAATY/jrsXSKiMaa4/s72-c/Missio+Dei+2.bmp' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8030632916378855687.post-3199205773340566799</id><published>2009-05-18T16:31:00.002+02:00</published><updated>2009-05-18T16:42:19.105+02:00</updated><title type='text'>La cospirazione divina</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/ShFztderQ5I/AAAAAAAAASw/o0V_YZazsxY/s1600-h/Kingdom+of+God.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5337174258255348626" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 339px; CURSOR: hand; HEIGHT: 400px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/ShFztderQ5I/AAAAAAAAASw/o0V_YZazsxY/s400/Kingdom+of+God.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;div&gt;Esiste una relazione tra la Chiesa e l’avvento del regno di Dio. Lo sfondo escatologico non può essere sottovalutato senza rendere il discorso cristiano insensato. Cristo è venuto a restaurare e a porre di nuovo sotto il regno di Dio il mondo separato da lui a causa del peccato. 1 Corinzi 15:24 dice che Cristo «consegnerà il regno nelle mani di Dio Padre». Cristo non consegnerà al Padre una chiesa completata, ma un Regno compiuto.&lt;br /&gt;La chiesa non deve né costruire, né considerarsi quel Regno. Invece è chiamata a sperimentare e a esprimere quel Regno. Compie ciò non facendo cose “sante”, ma facendo le cose secolari secondo giustizia.&lt;br /&gt;Esiste un solo mondo, ed è quello in cui gli uomini vivono come esseri sia materiali sia spirituali. La chiesa non ha un proprio spazio al di fuori del mondo, ma, come parte del mondo consapevole dell’opera di Cristo, è mandata nel mondo (“la cospirazione divina” secondo la felice espressione di Dallas Willard).&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8030632916378855687-3199205773340566799?l=aeonnext.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aeonnext.blogspot.com/feeds/3199205773340566799/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8030632916378855687&amp;postID=3199205773340566799&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8030632916378855687/posts/default/3199205773340566799'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8030632916378855687/posts/default/3199205773340566799'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aeonnext.blogspot.com/2009/05/la-cospirazione-divina.html' title='La cospirazione divina'/><author><name>Italo Benedetti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02637379623917345521</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/ShFztderQ5I/AAAAAAAAASw/o0V_YZazsxY/s72-c/Kingdom+of+God.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8030632916378855687.post-6167280305376044357</id><published>2009-05-11T09:54:00.001+02:00</published><updated>2009-05-11T09:56:33.915+02:00</updated><title type='text'>Spirito e spiritualità</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/SgfaJtTM5II/AAAAAAAAASo/x8EjwFLIllo/s1600-h/Emerging+worship+1.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5334472143957451906" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 111px; CURSOR: hand; HEIGHT: 98px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/SgfaJtTM5II/AAAAAAAAASo/x8EjwFLIllo/s400/Emerging+worship+1.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Lo Spirito Santo è lo Spirito di Cristo. Lo Spirito Santo è lo Spirito del Signore Gesù Cristo crocifisso, morto, risuscitato e alla destra di Dio. I cristiani non hanno una esperienza spirituale di natura religiosa, ma esattamente una esperienza di Cristo di natura spirituale (come Paolo sulla via di Damasco).&lt;br /&gt;Lo Spirito Santo fa crescere un solo frutto (Galati 5:22-23), non possiamo confonderci. Chi viene in contatto con noi deve vedere quel frutto, non un altro.&lt;br /&gt;La spiritualità cristiana non è qualcosa che attiene all’interiorità umana («La risposta è dentro di voi, però è sbagliata!» dice giustamente Quèlo), ma qualcosa di determinato dalla presenza di Cristo nella nostra vita. La nostra spiritualità ci fa guardare fuori di noi. Nella nostra epoca di spiritualità senza fede, la chiesa deve esercitare questo “discernimento degli spiriti”.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8030632916378855687-6167280305376044357?l=aeonnext.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aeonnext.blogspot.com/feeds/6167280305376044357/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8030632916378855687&amp;postID=6167280305376044357&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8030632916378855687/posts/default/6167280305376044357'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8030632916378855687/posts/default/6167280305376044357'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aeonnext.blogspot.com/2009/05/spirito-e-spiritualita.html' title='Spirito e spiritualità'/><author><name>Italo Benedetti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02637379623917345521</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/SgfaJtTM5II/AAAAAAAAASo/x8EjwFLIllo/s72-c/Emerging+worship+1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8030632916378855687.post-3554993205879224028</id><published>2009-05-04T16:53:00.002+02:00</published><updated>2009-05-04T16:57:34.160+02:00</updated><title type='text'>Cristo presente nella comunità</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/Sf8CTtyBlnI/AAAAAAAAASg/UfAIJLXLNG8/s1600-h/Rescue.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5331983021560141426" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 95px; CURSOR: hand; HEIGHT: 126px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/Sf8CTtyBlnI/AAAAAAAAASg/UfAIJLXLNG8/s400/Rescue.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Noi conosciamo Cristo alla luce di Pentecoste. Gesù Cristo non è un personaggio all’origine della nostra storia, ma è vivo e presente nella sua Chiesa odierna. Questo deve far parte costante della nostra predicazione, della coscienza dei credenti e della consapevolezza della comunità cristiana.&lt;br /&gt;Gesù Cristo è nostro contemporaneo, la sua presenza deve essere avvertita da chiunque entra in contatto con la predicazione, la chiesa o il semplice credente.&lt;br /&gt;Esiste ovviamente una continuità tra la persona storica di Gesù di Nazaret e il Cristo di Pentecoste. Non possiamo avere un Cristo senza avere anche Gesù di Nazaret, la vita e la predicazione di Gesù sono normativi per il credente e la chiesa. Però il Cristo che noi abbiamo conosciuto è quello messo in luce dallo Spirito a Pentecoste che ci rivela Dio come Padre di Gesù Cristo e Gesù Cristo come il Figlio del Padre.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8030632916378855687-3554993205879224028?l=aeonnext.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aeonnext.blogspot.com/feeds/3554993205879224028/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8030632916378855687&amp;postID=3554993205879224028&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8030632916378855687/posts/default/3554993205879224028'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8030632916378855687/posts/default/3554993205879224028'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aeonnext.blogspot.com/2009/05/cristo-presente-nella-comunita.html' title='Cristo presente nella comunità'/><author><name>Italo Benedetti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02637379623917345521</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/Sf8CTtyBlnI/AAAAAAAAASg/UfAIJLXLNG8/s72-c/Rescue.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8030632916378855687.post-540180173400676610</id><published>2009-04-11T11:20:00.002+02:00</published><updated>2009-04-11T11:23:32.272+02:00</updated><title type='text'>Un nuovo denominazionalismo?</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/SeBhVV0TqpI/AAAAAAAAASY/gp69_qTavW4/s1600-h/Titanic-movie-14.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5323361778813610642" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 269px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/SeBhVV0TqpI/AAAAAAAAASY/gp69_qTavW4/s400/Titanic-movie-14.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;div&gt;Le denominazioni – così come sono oggi – sono ancora lo strumento adatto alle nuove sfide che le chiese hanno davanti? Io credo di no.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La grande domanda della società post-cristiana alla chiesa è: “con quale autorità?” E’ l’autorità della Chiesa? In questo essa ha già fallito gestendo il potere con autoritarismo. E’ l’autorità delle Scritture? In questo essa ha già fallito con gli atteggiamenti neo-fondamentalisti. E’ l’ortodossia dottrinale? In questo essa ha già fallito con l’incapacità di parlare alla società reale. La società occidentale post-cristiana vuole vedere segni di integrità, comunità e credenti la cui autorevolezza si renda evidente dalla congruità di fede e vita. Non c’è nessuna fiducia data al nome di una denominazione, alla sua storia, alla sua generica presa di posizione sociale. Ciò che conta sono le persone e le comunità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questa visione, le chiese tornano ad essere comunità del Regno, non nel senso che lo costruiscono, ma nel senso che lo vivono. Le chiese evangeliche del terzo millennio sono consapevoli di essere comunità distinte dal mondo, ma incarnate in esso attraverso un senso profondo della missione. Essere chiese missionarie non significa più sostenere le missioni, ma avere una missione, essere in missione.&lt;br /&gt;In questa visione, i credenti non sono membri di chiesa, ma “cittadini del Regno” impegnati in prima persona nella missione della chiesa esattamente nel luogo dove sono.&lt;br /&gt;In questa visione, i pastori non sono né parroci, né vescovi, ma apostoli. Apostolo significa che egli è il leader della comunità, che ha la visione della testimonianza della comunità, che organizza la chiesa, che prepara la leadership e i membri alla missione. L’apostolo ha l’autorevolezza del vangelo che predica.&lt;br /&gt;In questa visione, la denominazione, nell'epoca di Internet, è piuttosto il network. La comunità delle comunità in missione. Ossia comunità apostoliche profondamente legate al territorio, autarchiche sul piano della testimonianza, interconnesse sulla base della conversazione teologica, della condivisione delle esperienze e della comunanza degli obiettivi. Questa è la forma extra-light di denominazionalismo che sembra profilarsi. Le chiese non si concepiscono più in base ai loro rapporti economici ed amministrativi o in base a una pretesa omogeneità teologica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La denominazione diventa sempre più: 1) La comunione delle comunità in missione che agisce sul piano dell’incoraggiamento, dell’entusiasmo, dello scambio di idee e di visione. 2) La struttura di servizio alla missione delle chiese che agisce sul piano della formazione e del reperimento “nella rete” delle competenze utili per le comunità. 3) Il motore della transizione dall’attuale forma alla futura, perché non tutte le chiese si trovano allo stesso punto di acquisizione della nuova realtà. La politica denominazionale è di diventare il contesto della crescita delle chiese, l’humus nel quale ciò che si semina cresce.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8030632916378855687-540180173400676610?l=aeonnext.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aeonnext.blogspot.com/feeds/540180173400676610/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8030632916378855687&amp;postID=540180173400676610&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8030632916378855687/posts/default/540180173400676610'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8030632916378855687/posts/default/540180173400676610'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aeonnext.blogspot.com/2009/04/le-denominazioni-cosi-come-sono-oggi.html' title='Un nuovo denominazionalismo?'/><author><name>Italo Benedetti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02637379623917345521</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/SeBhVV0TqpI/AAAAAAAAASY/gp69_qTavW4/s72-c/Titanic-movie-14.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8030632916378855687.post-7875228233784315167</id><published>2009-01-29T09:09:00.004+01:00</published><updated>2009-01-29T09:18:19.815+01:00</updated><title type='text'>Fondamentalisti e liberali, la differenza che NON c'è</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/SYFlhy1VuQI/AAAAAAAAASQ/gVAKgB2uw7A/s1600-h/Mani-occhi.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5296626268019996930" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 106px; CURSOR: hand; HEIGHT: 131px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/SYFlhy1VuQI/AAAAAAAAASQ/gVAKgB2uw7A/s400/Mani-occhi.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Oggi, in seno al cristianesimo, ci sono due modi di pensare la fede che sono contrapposti ed antagonisti, spesso con scarsissimo amore cristiano: quello fondamentalista e quello liberale. Nessuno dei due si riconosce nell’etichetta che gli viene affibbiata dall’altro, ma siccome non si ascoltano, non cambiano. I due gruppi hanno una immagine stereotipata dell’altro e molto di ciò che si dicono viene più dallo spirito di giudizio che da quello di verità. Entrambi pensano di essere inesorabilmente distanti dagli altri, ma ciò non è completamente vero.&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;I fondamentalisti sono ossessionati dal problema della salvezza e, secondo loro, tutto si risolve “nell’accettare Gesù”. Questa frase significa che tu devi credere e dire che Gesù è morto sulla croce per il tuo peccato e che è risorto per la tua salvezza. Questa affermazione, detta con sincerità, ti salva. Nessun atto di ubbidienza è veramente necessario, neppure il primo e più ovvio: il battesimo. L’ubbidienza è importante, buona e richiesta, ma non è necessaria alla salvezza. La Bibbia infatti afferma che noi siamo salvati per grazia mediante la fede e non per merito mediante le opere.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Perché questo discorso, impeccabile dal punto di vista biblico, ci suona strano? Perché, come leggevo in un libro, Dio viene concepito come un lettore di codici a barre, di quelli che fanno “biip” quando leggono l’etichetta del prodotto e lo mettono in conto. Il lettore di codici a barre non si interessa di che cosa c’è nella confezione, gli importa solo di mettere in conto il prodotto. Se metti il codice a barre delle mele sulla busta delle pere, ti metterà in conto le mele anche se porti a casa le pere. Possibile che Dio si preoccupi solo di metterci in conto la sua giustizia appena pronunciamo la confessione della fede senza interessarsi del fatto che diventiamo discepoli? Il discorso sembra strano perché ci pare offenda l’intelligenza di Dio.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;I liberali sono invece ossessionati dalla giustizia sociale e, secondo loro, il cristianesimo consiste nel lottare per la giustizia. Lottare per la giustizia significa essere dalla parte dei minimi e dei diseredati del mondo, difendere l’integrità del Creato e operare per la pace. Questa lotta non solo rappresenta una ubbidienza radicale e redentiva a Dio, ma incarna la natura più inerente di Dio: l’amore. Ogni altro aspetto della vita di fede è relativo e secondario perché Dio è amore.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Non vi sembra che a questo discorso manchi qualcosa? L’impressione viene dal fatto che in questo discorso manca la relazione con Dio. Dio da questo discorso è assente o, più precisamente, è alla sua origine, ne è solamente il principio. Ciò che rimane alla persona di fede è il suo impegno nel mondo. La fede corrisponde all’impegno sociale, la fede è l’impegno sociale. Possibile che Dio ci chieda esclusivamente di lottare per la giustizia, come può fare qualunque persona di buona volontà, senza chiederci di diventare suoi discepoli? Il discorso ci pare strano perché estromette Dio dalla sua relazione con il mondo.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Fondamentalisti e liberali hanno una radice comune, e questa radice è la fede staccata dalla vita. Nessuno dei due chiede al credente una vita di discepolato, la ritengono non strettamente necessaria: gli uni per la salvezza, gli altri per la lotta per la giustizia. Ma nella Bibbia è importante la salvezza ed è importante la lotta per la giustizia, la pace e il creato; però queste sono conseguenze di una cosa molto più importante, il nostro essere discepoli di Gesù. E’ diventare cittadini del Regno di Dio che veramente conta, questo salva noi e libera il mondo!&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8030632916378855687-7875228233784315167?l=aeonnext.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aeonnext.blogspot.com/feeds/7875228233784315167/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8030632916378855687&amp;postID=7875228233784315167&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8030632916378855687/posts/default/7875228233784315167'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8030632916378855687/posts/default/7875228233784315167'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aeonnext.blogspot.com/2009/01/fondamentalisti-e-liberali-la.html' title='Fondamentalisti e liberali, la differenza che NON c&apos;è'/><author><name>Italo Benedetti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02637379623917345521</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/SYFlhy1VuQI/AAAAAAAAASQ/gVAKgB2uw7A/s72-c/Mani-occhi.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8030632916378855687.post-1350811588782048974</id><published>2009-01-22T16:02:00.001+01:00</published><updated>2009-01-22T16:05:10.476+01:00</updated><title type='text'>Marco 1:15 - Una vita di qualità eterna</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/SXiLD6j_Y9I/AAAAAAAAASI/wm1x66YsQc4/s1600-h/180px-Perelachaise-croixCeltique-p1000394.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5294134261350097874" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 180px; CURSOR: hand; HEIGHT: 249px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/SXiLD6j_Y9I/AAAAAAAAASI/wm1x66YsQc4/s400/180px-Perelachaise-croixCeltique-p1000394.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;div&gt;Il motivo della fede cristiana e di tutto ciò che comporta sta nella predicazione di Gesù: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; ravvedetevi e credete al vangelo». Il regno di Dio è vicino, ecco a che serve la fede cristiana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Regno di Dio è un concetto “escatologico”. Escatologico significa semplicemente che riguarda il piano eterno di Dio e non solamente il piano storico umano. Il piano umano è all’interno del piano di Dio, il piano storico è dentro il piano eterno. Quello che succede “in cielo” ha un riflesso “sulla terra” e di conseguenza tutto quello che accade nel mondo non è altro che un effetto di ciò che accade in cielo.&lt;br /&gt;C’è una storia di Dio che precede la storia umana e molti versetti ci fanno capire che Dio è all’opera da prima della storia umana e che il compimento della sua opera avverrà dopo la storia umana. Quindi c’è una storia di Dio che è più ampia di quella umana che vediamo qui.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella Bibbia c’è un grande movimento che parte da Dio, coinvolge la storia degli uomini e delle donne e ritorna a Dio. Un po’ come nel profeta Isaia dove la Parola di Dio viene mandata nel mondo e non ritorna a Dio prima che non abbia compiuto il proposito per il quale era stata mandata. O come nel prologo di Giovanni dove Cristo, il Verbo di Dio, procede dal Padre, viene nel mondo incarnandosi nel Figlio e torna al Padre. Questo movimento trova il suo compimento in Cristo. Cristo è all’origine del piano di Dio («prima della creazione del mondo Dio ci ha scelti per mezzo di Cristo»), Cristo è al centro del piano di Dio («perché Cristo è morto per noi») e Cristo è al compimento del piano di Dio («Dio... riunisce tutte le cose... sotto un unico capo, Cristo»).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ciò che si vuole sottolineare qui è che il piano di Dio non può essere messo in crisi, non corre alcun pericolo di essere contrastato, sovrastato o vinto. La salvezza non dipende dalle circostanze contingenti, storiche o temporali, ma dallo stabile amore di Dio. Tutto è già nelle mani di Dio. Non c’è nessuna catastrofe naturale, non c’è nessun fallimento della storia, non c’è nessuna infedeltà umana che potranno mai mettere in crisi la volontà salvifica di Dio. Questo è il fondamento della certezza della nostra fede.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con questa premessa escatologica, la questione del regno di Dio è più chiara, perché reinserita nel suo contesto. Quindi, che cos’è il regno di Dio?&lt;br /&gt;Potremmo dire che il Regno è l’effettivo raggio d’azione della volontà di Dio, l’ambito nel quale ciò che egli vuole viene effettivamente fatto. Esso quindi non è tanto un luogo (come la Gran Bretagna è il Regno Unito), piuttosto è l’estensione del potere effettivo del re (come gli Inglesi sono sudditi di Sua Maestà la Regina d’Inghilterra), nel senso che sono tenuti ad osservare le leggi di quel regno. Il Regno di Dio è la sfera di influenza di Dio nel mondo, è il popolo di coloro che egli si è acquistati, di quelli che lo riconoscono come loro Signore e che fanno la sua volontà. Quindi, sono parte del Regno di Dio tutti quelli che seguono la sua legge, che vivono secondo la sua volontà. In questo senso, il Regno è già presente nel mondo e lo si può raggiungere. Il senso della predicazione del Regno sta proprio qui: il regno di Dio è vicino, cioè c’è una nuova accessibilità a questo regno attraverso Gesù Cristo.&lt;br /&gt;Il regno di Dio non è qualcosa di essenzialmente sociale o politico, anzi, proprio l’ambito sociale e politico, insieme all’ambito del cuore dell’uomo, sono gli unici luoghi della creazione dove al Regno e alla volontà di Dio è permesso di essere assenti. L’ambito sociale e politico sono proprio quel “in terra” dove chiediamo che la sua volontà sia fatta, che nel Padre nostro è contrapposto a “in cielo” dove la sua volontà è semplicemente fatta da sempre. Allo stesso modo, al contrario di quello che si può intendere ad una lettura superficiale del NT, il Regno non è qualcosa che è fondamentalmente e primariamente nel cuore dell’uomo, come se fosse qualcosa di puramente interiore che non riguarda la creazione e la storia umana; il regno di Dio deve prendere controllo dei cuori umani e dell’ambito sociale e politico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’affermazione contenuta nell’annuncio del Regno da parte di Gesù è: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; ravvedetevi e credete al vangelo». Ciò significa che la nostra vita acquista già ora una qualità eterna. Il regno di Dio e la qualità della vita che comporta è ora accessibile grazie a Gesù Cristo che ha posto questo seme inestirpabile nel mondo. Dio ci concede ora una caparra del suo Regno. Questo significa che “il Regno è vicino”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quindi, cari fratelli e sorelle, all’interno del regno di Dio così inteso, cioè nell’ambito dove la signoria di Dio è riconosciuta e rispettata e la sua volontà conosciuta e fatta, è disponibile un tipo di vita che ha già la qualità della vita eterna.&lt;br /&gt;L’ubbidienza è così la dimostrazione della nostra scelta di campo. L’ubbidienza non va considerata solamente dal punto di vista dei nostri sforzi e delle nostre rinunce, ma anche dal punto di vista del Regno. Ciò in due sensi:&lt;br /&gt;Nel senso che l’ubbidienza è il nostro vivere già secondo le regole del regno di Dio, e quindi è una anticipazione della vita eterna&lt;br /&gt;Nel senso che nel regno, le nostre opere diventano parte della storia eterna di Dio, del piano di salvezza di Dio. Noi siamo parte della “cospirazione divina”.&lt;br /&gt;In una frase: noi siamo i portatori del Regno vicino di Dio.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8030632916378855687-1350811588782048974?l=aeonnext.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aeonnext.blogspot.com/feeds/1350811588782048974/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8030632916378855687&amp;postID=1350811588782048974&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8030632916378855687/posts/default/1350811588782048974'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8030632916378855687/posts/default/1350811588782048974'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aeonnext.blogspot.com/2009/01/marco-115-una-vita-di-qualit-eterna.html' title='Marco 1:15 - Una vita di qualità eterna'/><author><name>Italo Benedetti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02637379623917345521</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/SXiLD6j_Y9I/AAAAAAAAASI/wm1x66YsQc4/s72-c/180px-Perelachaise-croixCeltique-p1000394.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8030632916378855687.post-7218890245454109000</id><published>2009-01-12T18:16:00.002+01:00</published><updated>2009-01-12T18:23:25.858+01:00</updated><title type='text'>Galati 5:1 - La gloriosa libertà dei figli di Dio</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/SWt8d3JHLSI/AAAAAAAAASA/d70Q6CumWSg/s1600-h/images.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5290459039736999202" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 122px; CURSOR: hand; HEIGHT: 94px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/SWt8d3JHLSI/AAAAAAAAASA/d70Q6CumWSg/s400/images.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;La libertà è importante perché essa ci definisce, determina ogni aspetto della vita.&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Due atteggiamenti cristiani mi spaventano, uno è quello molto tipico nelle nostre chiese evangeliche storiche: “io sono libero, quindi posso fare quello che voglio nella vita e nella chiesa. Gli altri possono plaudere se sono d’accordo, ma se non lo sono, devono rispettare la mia libertà.” Secondo costoro i non credenti devono capire che la libertà cristiana è esattamente il comportarsi secondo gli standard più bassi del mondo; e i credenti devono mandare giù qualsiasi schifezza perché si tratta della libertà cristiana.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Il secondo atteggiamento spaventoso è quello più tipico nelle chiese evangeliche conservatrici: “io sono libero in Cristo, però non so vivere in questa libertà e ho paura di sbagliare. Ho paura dei miei desideri più profondi, dubito perciò della mia conversione; ho paura della disciplina della chiesa, quindi tengo nascoste alcune mie “cosette”; sono incerto nelle scelte, ho quindi bisogno delle regole; vorrei concedermi di più, ma è peccato.” Secondo costoro i credenti, per vivere coerentemente, devono sentirsi osservati e i non credenti devono imparare la subordinazione.&lt;br /&gt;Siamo stretti tra l’arroganza dei primi e l’ansia dei secondi.&lt;br /&gt;Il discorso sulla libertà deve quindi essere in cima alle nostre priorità perché l’incontro con Dio porta sempre con sé una liberazione e non può e non deve creare questi mostri (anzi, l’incontro con Dio è esattamente l’evento della liberazione), quindi: 1) noi dobbiamo essere persone libere e questa libertà si deve vedere; 2) la libertà deve essere l’effetto della nostra missione, ne devono perciò uscire persone libere; e 3) il vivere nella libertà deve essere il nostro compito comunitario, la comunità cristiana è la comunità libera delle persone libere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Parlare di libertà è estremamente difficile. E’ difficile dire qualcosa di intelligente su un argomento che ha impegnato le migliori menti di tutta la storia in tutto il mondo le cui riflessioni riempiono migliaia di scaffali nelle biblioteche. Però vorrei fare una brevissima considerazione sul piano biblico che a mio avviso ci potrebbe essere molto utile.&lt;br /&gt;In che cosa consiste la libertà?&lt;br /&gt;Molte possono essere le risposte, ma la risposta biblica è che &lt;strong&gt;la libertà consiste nella liberazione dalla disperazione&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;Sapete perché? Perché – questo lo sappiamo tutti – nella vita qualunque cosa può impedirci di realizzare ciò che vogliamo, anche le cose più naturali e buone. Non siamo veramente liberi perché non possiamo realizzare ciò che vogliamo. Sono davvero libero se non sono in grado di realizzare la mia vita? Quanto sono importanti i miei obiettivi nella realizzazione della mia vita? Quando posso dire di aver realizzato la mia vita? La libertà è liberazione da questo tipo di disperazione. In questo senso la libertà è la stessa cosa che la speranza e anzi, la liberazione dell’incontro con Cristo consiste proprio nell’immissione della speranza cristiana nel circolo della vita. La libertà è quindi fondamentalmente un dono, essa non può venire da noi stessi, non la possiamo conquistare e non la possiamo costruire. Deve venire da fuori di noi.&lt;br /&gt;Ora voi capite quanto questa questione della libertà sia importante per la felicità della gente. Per la nostra felicità e per quella di coloro che vogliamo raggiungere, in amicizia, con il messaggio dell’Evangelo. La libertà è un aspetto fondamentale della nostra testimonianza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il NT parla della libertà rispondendo a due equivoci:&lt;br /&gt;Il primo equivoco è definito da questa fase: «Noi siamo già liberi». Questo argomento si trova nel vangelo di Giovanni: «&lt;em&gt;Gesù allora disse a quei Giudei che avevano creduto in lui: «Se perseverate nella mia parola, siete veramente miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi». Essi gli risposero: «Noi siamo discendenti d'Abraamo, e non siamo mai stati schiavi di nessuno; come puoi tu dire: "Voi diverrete liberi"?&lt;/em&gt;» Quindi, alcuni Giudei che hanno creduto obiettano a Gesù – che dice loro che sarà la verità a renderli liberi – che in verità loro, in quanto figli di Abramo, non sono mai stati schiavi di nessuno e che quindi sono sempre stati liberi. Gesù risponde così a questa obiezione: «&lt;em&gt;Se dunque il Figlio vi farà liberi, sarete veramente liberi&lt;/em&gt;.» (8:36) come per dire: “non è la vostra origine in Abramo che vi rende liberi, ma la vostra fede in me”.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Io chiamerei l’atteggiamento di quelli che dicono «Noi siamo già liberi» il voler disperatamente essere se stessi&lt;/em&gt;. E’ un discorso molto comune: “la mia origine e il mio destino sono in me stesso”. Dov’è che trovo la mia identità? In me stesso! Nelle mie origini e nel mio destino ultimo. Quindi nel mio rimanere legato a me stesso, al mio popolo, alle mie tradizioni. Io sono veramente libero se mi comporto secondo la mia natura. Realizzo me stesso quando raggiungo ciò che sono.&lt;br /&gt;A questo Gesù risponde così: “Voi sarete liberi quando vi farete liberare da me”.&lt;br /&gt;1. &lt;strong&gt;La vera libertà può venire solo da una nuova nascita&lt;/strong&gt;. La vera libertà consiste nel riconoscere la propria origine in Dio e il proprio destino nella vita eterna, che nel NT viene chiamato “nascere di nuovo”: «&lt;em&gt;Non ti meravigliare se ti ho detto: “Bisogna che nasciate di nuovo”. Il vento soffia dove vuole, e tu ne odi il rumore, ma non sai né da dove viene né dove va; così è di chiunque è nato dallo Spirito&lt;/em&gt;». Rinascere con una nuova origine e un nuovo destino. Tutti noi conosciamo la nostra origine e il nostro destino: la nostra origine sono i nostri genitori e il nostro destino è la morte, ma la libertà che è propria dello Spirito si riscontra solo in chi è nato dallo Spirito. Diversa origine + diverso destino = libertà (La tua attuale origine e il tuo attuale destino non ti rendono e non ti possono rendere libero).&lt;br /&gt;2. &lt;strong&gt;La libertà è un effetto della verità&lt;/strong&gt;. La libertà è la risultante di una concatenazione di conseguenze. Chi crede in Cristo e dimora nella sua parola conosce la verità e a chi conosce la verità, la verità lo renderà libero. La verità che ha in testa il NT, però, non è un concetto, una idea o un fatto indiscutibile, ma è Gesù stesso: «Io sono la via, la verità e la vita.» Voi sarete liberi quando crederete a Gesù come la verità di Dio; e ciò che la verità impersonificata in Gesù compirà sulla croce vi farà liberi. Non si tratta della discendenza di Abramo, ma della verità di Gesù.&lt;br /&gt;3. &lt;strong&gt;La libertà è libertà dal giudizio&lt;/strong&gt;. Se voi pensate di essere liberi perché siete discendenti di Abramo, cioè anche senza o prima della verità di Gesù, siete degli increduli; anzi, vi vaccinate contro Gesù (bravo questo Gesù, le cose che dice sono belle e profonde e io le condivido!) e perciò siete impossibilitati ad accogliere il dono di Dio che è in Cristo. Che cos’è questa impossibilità di credere in Gesù se non un giudizio (le porte della salvezza rimangono inesorabilmente chiuse e la vostra vita rimane inesorabilmente nelle vostre mani): vediamo cosa sei capace di fare da solo! Voi siete sotto un giudizio divino che riguarda non la vostra moralità, ma riguarda a chi avete affidato la vostra vita.&lt;br /&gt;4. &lt;strong&gt;La libertà è libertà dalla morte&lt;/strong&gt;. La morte è il limite più ovvio della libertà umana, tanto ovvio da non essere spesso considerata. La Bibbia chiama “vita eterna” quella vita che ha la caratteristica della libertà per eccellenza, libera dal destino di tutti, cioè la vita libera dalla morte. Se voi avete in voi stessi questa fiducia in Dio la vostra vita cambierà di qualità.&lt;br /&gt;Insomma, il discorso di Gesù è che chi fonda la sua vita su se stesso è destinato alla disperazione. Costui pensa di poter vivere liberamente, ma non può liberarsi dei propri limiti e quella che sperimenta non è la libertà, ma la schiavitù a se stesso. E’ libero invece chi è nato di nuovo, è libero chi conosce la verità, è libero chi non è giudicato da nessuno, è libero chi sa di avere la vita eterna. In una parola: è libero chi crede in Gesù.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il secondo equivoco è definito da questa fase: «Noi non siamo ancora liberi». Questo argomento si trova nella lettera ai Galati, dove l’apostolo Paolo è costretto ad ammonire i credenti: «&lt;em&gt;non vi lasciate porre di nuovo sotto il giogo della schiavitù&lt;/em&gt;.» Il problema è sostanzialmente quello della circoncisione. Alcuni cristiani di origine ebraica pretendono che i cristiani di origine pagana vengano circoncisi. Essere circoncisi ha due significati: primo, i cristiani devono continuare ad essere sottoposti alla Legge dell’AT; secondo, i cristiani devono far parte del popolo d’Israele. Per Paolo credere questo è equivalente a dire che la morte e la resurrezione di Cristo non hanno avuto alcun significato, perciò risponde: «&lt;em&gt;Cristo ci ha liberati perché fossimo liberi&lt;/em&gt;», come per dire: “Cristo ci ha liberati per farci vivere da persone libere, se noi ci andiamo a cercare nuove schiavitù Cristo non ti servirà a nulla”.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Io chiamerei l’atteggiamento di questi che dicono: «Noi non siamo ancora liberi» il &lt;strong&gt;non &lt;/strong&gt;voler disperatamente essere se stessi&lt;/em&gt;. Dobbiamo seguire una legge, dobbiamo appartenere a qualcosa! Hanno paura della libertà, essa è per loro una condizione instabile, insicura, che crea incertezza, potenzialmente pericolosa. Per questo hanno bisogno di ritornare subito alle regole, alle spiegazioni letterali, alle interpretazioni autentiche, alle appartenenze, ai luoghi comuni.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Noi potremmo descrivere la risposta dell’apostolo Paolo a questa paura della libertà con questa frase: “&lt;strong&gt;Voi appartenete alla libertà&lt;/strong&gt;”.&lt;/em&gt; L’idea di Paolo infatti è che la libertà di Cristo avviene allo stesso modo del passaggio di uno schiavo da un proprietario all’altro. Prima eri schiavo del peccato, ora di Gesù; prima eri schiavo di te stesso, ora sei schiavo della giustizia; prima dovevi offrire le tue membra al peccato, ora le devi offrire alla giustizia; prima portavi un frutto di cui oggi ti vergogni, ora porti il frutto della santificazione; prima eri destinato alla morte, ora sei destinato alla vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La libertà quindi è una possibilità che ha portato Gesù Cristo, possibilità concepita da Dio prima di tutti i tempi e realizzata in Cristo Gesù. “Tu sei stato acquistato, sei di Cristo e quindi sei perfettamente libero”. Quello che devi fare è vivere questa tua libertà, senza remore, senza paure, senza ansie.&lt;br /&gt;La libertà è un effetto della fede e questa consiste in una vita vissuta nella fiducia di Dio. Questa fiducia toglie la disperazione dell’incertezza della vita che ti spinge a non voler essere te stesso e a nasconderti dietro la legge, il popolo, le prescrizioni.&lt;br /&gt;Effettivamente la libertà cristiana non è il “faccio quello che voglio”, ma è un asservimento alla giustizia. Da schiavi di se stessi e del peccato si diventa schiavi di Cristo e della giustizia. Ma solo sotto questa schiavitù io sono perfettamente libero. La libertà non è adeguarmi alla mia natura, ma adeguarmi a Cristo. Lì trovo la mia vera identità, lì trovo la mia responsabilità di uomo, di donna (che è un’altra cosa che il fondare la propria vita su di sé, si tratta di assumersi le proprie responsabilità da uomo libero).&lt;br /&gt;Non devi vivere nella disperazione di non poter essere libero (per le paure, per le ansie, per le regole) ma nella serenità della fede, di chi accetta la grazia immeritata e vive della fiducia verso la fedeltà di Dio semplicemente perché sa che gli appartiene.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sul piano soggettivo la Bibbia ti propone (questo è il nostro messaggio):&lt;br /&gt;1. &lt;strong&gt;Lasciati giudicare&lt;/strong&gt;. Cioè diventa consapevole della tua situazione. Rifletti profondamente sulla realtà della tua vita. Sei davvero libero se non sei in grado di realizzare pienamente la tua vita, se non riesci ad essere l’uomo o la donna che dovresti essere e che vorresti essere? Il risultato del giudizio di Dio in Cristo non è la condanna, ma la consapevolezza; lasciati giudicare!&lt;br /&gt;2. &lt;strong&gt;Accetta di essere liberato&lt;/strong&gt;. Cioè rinuncia all’affermazione di te. Quanto sono importanti i tuoi obiettivi nella realizzazione della tua vita? Quanto costa agli altri la tua auto-affermazione? E quanto costa a te in termini di affanno! Ammetti che la tua libertà non viene da te, ma viene dalla verità che hai conosciuto in Cristo e che magari ha anche cambiato i tuoi obiettivi di vita.&lt;br /&gt;3. &lt;strong&gt;Vivi una vita di fiducia in Dio&lt;/strong&gt;. Cioè abbi fede! Accetta allora la responsabilità di essere te stesso; assumi il tuo compito di uomo, di donna libera che prende decisioni libere da sé e dagli altri. Su di te non c’è nessun giudizio, nessuna condanna, nessuna legge e perciò nessuna ansia, nessuna incertezza, nessuna paura. Arriva alla fine della tua vita potendo dire: “Ho realizzato la mia vita perché l’ho vissuta da uomo libero e questo non grazie a me, ma grazie a Gesù Cristo”.&lt;br /&gt;4. &lt;strong&gt;Nasci di nuovo&lt;/strong&gt;. Vivi cioè come una nuova creatura che ha origine in Dio e il cui destino è nella vita eterna. Perché solo coloro che sono nati dallo Spirito sono liberi come lo Spirito!&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8030632916378855687-7218890245454109000?l=aeonnext.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aeonnext.blogspot.com/feeds/7218890245454109000/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8030632916378855687&amp;postID=7218890245454109000&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8030632916378855687/posts/default/7218890245454109000'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8030632916378855687/posts/default/7218890245454109000'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aeonnext.blogspot.com/2009/01/galati-51-la-gloriosa-libert-dei-figli.html' title='Galati 5:1 - La gloriosa libertà dei figli di Dio'/><author><name>Italo Benedetti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02637379623917345521</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/SWt8d3JHLSI/AAAAAAAAASA/d70Q6CumWSg/s72-c/images.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8030632916378855687.post-4058100303320769696</id><published>2009-01-06T17:55:00.003+01:00</published><updated>2009-01-06T18:02:42.610+01:00</updated><title type='text'>Filippesi 4:4 - La disciplina della gioia</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/SWOOpUs3xpI/AAAAAAAAAR4/O2eRkQIdisg/s1600-h/Preghiera+4.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5288227228045788818" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 114px; CURSOR: hand; HEIGHT: 114px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/SWOOpUs3xpI/AAAAAAAAAR4/O2eRkQIdisg/s400/Preghiera+4.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Uno potrebbe chiedersi: “Ma cosa c’è da rallegrarsi?”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eppure, l’apostolo Paolo, quando esorta i filippesi a rallegrarsi, era in prigione.&lt;br /&gt;Non solo, ma non sapeva neppure se ne sarebbe mai uscito vivo. Inoltre, la comunità di Filippi era nei guai, la chiesa rischiava di spaccarsi e Paolo era per questo in ansia. Tutta la lettera è pervasa da un profondo senso di preoccupazione e di solitudine. Paolo stesso chiama il suo un «tempo di tribolazione» (che secondo l’idea di Paolo stesso è esattamente il concetto contrario all’allegrezza).&lt;br /&gt;E allora, come mai Paolo, che riconosce di vivere in un tempo di tribolazione, esorta i filippesi a rallegrarsi? Si può vivere in un tempo di tribolazione ed essere ugualmente allegri? Si può essere in ansia e allegri nello stesso tempo? Possiamo noi, che viviamo tutta l’ansia di un tempo incerto, di recessione economica, di incertezza per il futuro, essere ugualmente allegri? Possono oggi i cristiani mostrare allegrezza in una società ansiogena? Si può predicare l’allegrezza in un tempo difficile come il nostro senza essere offensivi, provocatori, ingenui, ipocriti o insinceri?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io sono convinto che &lt;strong&gt;la fede cristiana, per avere senso, deve essere gioiosa&lt;/strong&gt;. Questo non significa che la fede consiste solo nella gioia, ma certamente che la gioia è un aspetto cruciale della fede. Appunto, la fede senza gioia è triste, perché una persona dovrebbe diventare cristiana per essere triste? Quando la gioia viene esclusa dall’esperienza di fede, questa viene corrotta e diventa qualcosa di sostanzialmente diversa da quello che la Bibbia ci dice debba essere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quali motivi porta la Bibbia per giustificare questa richiesta di gioia?&lt;br /&gt;Avrete notato che l’apostolo Paolo scrive: «Rallegratevi!» Quel &lt;strong&gt;“rallegratevi” è un verbo all’imperativo&lt;/strong&gt;, il verbo degli ordini, dei comandamenti. Come si fa ad obbligarsi ad essere allegri se la mia vita non me ne dà le ragioni? Come si fa ad ubbidire ad un comandamento come questo senza essere finti!? Il fatto è che anche &lt;strong&gt;la gioia è una disciplina spirituale&lt;/strong&gt;. Tradizionalmente la gioia è considerata una disciplina spirituale comunitaria, quindi, &lt;em&gt;la gioia non è qualcosa né di interiore, né di esteriore, ma riguarda la sfera comunitaria&lt;/em&gt;; &lt;em&gt;la gioia non è un sentimento che viene da dentro di noi o che dipende da qualche circostanza esterna&lt;/em&gt;. Perciò, la gioia bisogna impararla e praticarla&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Il primo motivo per cui la gioia è possibile è il ritorno del Signore&lt;/strong&gt;. L’evangelo porta con sé il messaggio fondamentale che “&lt;em&gt;il Signore Gesù viene&lt;/em&gt;”. Che si tratti dell’incontro dell’uomo con la Parola di Dio che conduce alla fede, o dell’incontro dell’individuo con Gesù che porta alla salvezza, o dell’incarnazione della parola di Dio in Gesù di Nazareth che fa entrare Dio nella storia umana, o della promessa dell’avvento del Regno di Dio, tutta la Bibbia è pervasa da questa dimensione della necessità e dell’urgenza che Dio venga, e venga presto. Il ritorno del Signore è l’aspirazione fondamentale del credente che attende la trasformazione del mondo nel regno di Dio; che attende il ritorno di Cristo che porti quella giustizia che noi non sappiamo realizzare, quella pace che noi non sappiamo costruire, quella serenità che noi non sappiamo darci. L’invocazione più pregnante e profonda del Nuovo Testamento è &lt;em&gt;Maran-atà&lt;/em&gt;, Signore vieni! L’allegrezza predicata da Paolo trova il suo fondamento e il suo senso nel ritorno del Signore: «Rallegratevi … il Signore è vicino!». E’ proprio quando ogni illusione sulle possibilità umane di salvare il mondo crolla che può emergere finalmente la speranza nell’opera di Dio. E’ proprio perché si è certi della promessa che Gesù Cristo ritornerà per portare il suo Regno che ci si può misurare con la realtà del male e della sofferenza, senza illudersi di poterli debellare, ma senza neppure arrendersi ad essi. L’allegrezza non è spensieratezza, ma speranza. Il ritorno di Cristo porta la gioia della speranza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Il secondo motivo per cui la gioia è possibile è l’amore di Dio&lt;/strong&gt;. Gesù ha portato nel mondo una nuova qualità di amore. L’amore convenzionale, quello che tutti noi conosciamo, è suscitato dalle qualità della persona amata: la bellezza, la virilità, la simpatia, le doti del carattere, la cultura … L’amore portato da Cristo era evidentemente verso coloro che non avevano nessuna qualità di amabilità. Peccatori, samaritani, matti, collettori delle tasse, soldati romani. L’amore di Cristo era una iniziativa di Dio, una apertura di credito, qualcosa che dipendeva da chi ama, un dono. La scoperta di essere amati è una esperienza che trasforma l’esistenza, questo, in qualche modo, lo abbiamo sperimentato tutti, non solo vedere che esiste qualcuno che ti cerca e ti desidera, ma anche qualcuno che ti stima che cerca il tuo parere o la tua compagnia. Sentire L’amore abbatte la paura, scioglie i sensi di colpa, cancella la tristezza, annulla il senso di indegnità che ci portiamo dentro. Paolo dice: «&lt;em&gt;Dio invece mostra la grandezza del proprio amore per noi in questo: che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi&lt;/em&gt;.» Cristo ci ha mostrato un amore che non dipendeva da noi, ma solo da lui. Questo amore dona la gioia del sentirsi amati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Il terzo motivo per cui la gioia è possibile è la pace con Dio&lt;/strong&gt;. Paolo dice: «&lt;em&gt;Giustificati dunque per fede, abbiamo pace con Dio per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore.&lt;/em&gt;» Il risultato dell’opera di Cristo è la pace con Dio. E’ quando noi incontriamo qualcuno che si rivolge a noi con accettazione e apprezzamento che sperimentiamo la nostra umanità; lo schiavo non percepisce di essere un essere umano alla pari del suo padrone. L’intenzione di Dio è stata proprio quella di ricostituire un rapporto umano spezzato. Questo significa che per noi cristiani la vita non è qualcosa di neutro, che può essere buona o cattiva a secondo delle circostanze. Al contrario per noi la vita è di per sé un dono di Dio, una benedizione, un esito dell’amore di Dio. Questo non significa che dobbiamo fare finta che la realtà della sofferenza, del male e delle difficoltà della vita non ci tocchino anzi, al contrario ci rendono più attenti al fatto che tutto ciò esiste ed è contrario al progetto di Dio. Il progetto di Dio è affermato in Genesi 1:31 «&lt;em&gt;Dio vide tutto quello che aveva fatto, ed ecco, era molto buono&lt;/em&gt;.» I cristiani credono alla realtà del peccato. Sanno che peccato significa che la relazione corretta con Dio è stata lacerata e la pace con Dio ci è stata tolta e che le ragioni di gioia ci sono state sottratte. Ma la nostra gioia deriva dal fatto che Dio ha rimosso il peccato e ci ha restituito la pace con lui e con essa ci ha restituito le ragioni della gioia. E deriva anche dalla consapevolezza che la creazione è fondamentalmente buona e destinata alla salvezza. La pace con Dio porta la gioia di una relazione ritrovata.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8030632916378855687-4058100303320769696?l=aeonnext.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aeonnext.blogspot.com/feeds/4058100303320769696/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8030632916378855687&amp;postID=4058100303320769696&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8030632916378855687/posts/default/4058100303320769696'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8030632916378855687/posts/default/4058100303320769696'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aeonnext.blogspot.com/2009/01/uno-potrebbe-chiedersi-ma-cosa-c-da.html' title='Filippesi 4:4 - La disciplina della gioia'/><author><name>Italo Benedetti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02637379623917345521</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/SWOOpUs3xpI/AAAAAAAAAR4/O2eRkQIdisg/s72-c/Preghiera+4.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8030632916378855687.post-8424575498877607999</id><published>2008-12-19T08:17:00.000+01:00</published><updated>2008-12-19T08:18:27.256+01:00</updated><title type='text'>Playing For Change - "Stand By Me"</title><content type='html'>&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/Us-TVg40ExM&amp;hl=it&amp;fs=1"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/Us-TVg40ExM&amp;hl=it&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8030632916378855687-8424575498877607999?l=aeonnext.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aeonnext.blogspot.com/feeds/8424575498877607999/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8030632916378855687&amp;postID=8424575498877607999&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8030632916378855687/posts/default/8424575498877607999'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8030632916378855687/posts/default/8424575498877607999'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aeonnext.blogspot.com/2008/12/playing-for-change-stand-by-me.html' title='Playing For Change - &quot;Stand By Me&quot;'/><author><name>Italo Benedetti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02637379623917345521</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8030632916378855687.post-6357448202891121663</id><published>2008-12-12T10:35:00.004+01:00</published><updated>2008-12-12T10:52:00.873+01:00</updated><title type='text'>Giovanni 13:(2-11)12-17 - La disciplina del servizio</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/SUIziacpbqI/AAAAAAAAARo/c7nRoxK268o/s1600-h/Diaconia+1.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5278838379539689122" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 108px; CURSOR: hand; HEIGHT: 96px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/SUIziacpbqI/AAAAAAAAARo/c7nRoxK268o/s400/Diaconia+1.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;La parola greca usata qui dal vangelo di Giovanni per parlare di “servo” è δουλος, che in verità significa schiavo, e non servo (διάκονος). E c’è una bella differenza tra le due parole: una si riferisce al servitore dipendente di un datore di lavoro che perciò riceve un salario per il suo servizio, mentre la seconda si riferisce allo schiavo, che perciò è proprietà del suo padrone. Quindi, noi parliamo di “servizio” in quanto autorizzati dal fatto che il fenomeno della schiavitù è scomparso dalla nostra società occidentale e dalle moderne traduzioni della Bibbia, nondimeno, nel suo insegnamento, &lt;strong&gt;Gesù fa riferimento alla schiavitù e non alla servitù&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;Gesù non dice di se stesso di essere uno schiavo, nondimeno ci dice che egli, consapevolmente, ha servito come uno schiavo: «&lt;em&gt;Voi mi chiamate Maestro e Signore; e dite bene, perché lo sono. Se dunque io, che sono il Signore e il Maestro, vi ho lavato i piedi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri.&lt;/em&gt;» Lo stesso chiede di fare ai suoi discepoli: «&lt;em&gt;Infatti vi ho dato un esempio, affinché anche voi facciate come vi ho fatto io&lt;/em&gt;.» Quindi, i credenti non sono schiavi, anzi, sono liberi signori su se stessi e sul mondo, eppure, essi servono il prossimo come se fossero schiavi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lasciatemi spiegare meglio questo importante concetto, che comprende &lt;strong&gt;la servitù cristiana come vero effetto della libertà cristiana&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;La libertà cristiana è una libertà interiore creata dalla grazia; per cui noi credenti siamo persone perfettamente libere e non siamo schiavi di nessun uomo, se non di Cristo. Ma a questa libertà cristiana dell’uomo interiore, si affianca la servitù dell’uomo esteriore: il credente si sottopone umilmente a tutto e a tutti, non per obbedire alla legge delle opere, ma nella gioia della libertà; si può fare esteriormente schiavo perché è interiormente libero!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quindi, 1) il cristiano è completamente libero, signore di tutte le cose, non sottoposto a nessuno; e nello stesso tempo 2) è il più sollecito servo di tutti, sottoposto a tutti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’apostolo Paolo scrisse: «&lt;em&gt;Pur essendo libero da tutti, mi sono fatto servo di tutti&lt;/em&gt;.» e Lutero diceva che l’amore «è per sua natura pronto al servizio e sollecito verso ciò che ama». Il cristiano è quindi libero dal peccato e servo dell’amore. &lt;strong&gt;L’amore è il vero limite della libertà&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La tradizione della chiesa ha posto il servizio tra le &lt;em&gt;discipline spirituali esteriori&lt;/em&gt; dando per scontato che il servizio sia qualcosa di fondamentale e di irrinunciabile per la vita spirituale di ogni credente e che deve essere imparato, perché non è naturale farsi servi degli altri. E’ esteriore perché è una disciplina che riguarda le relazioni umane.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel considerare il ministero di Gesù nel suo complesso, salta agli occhi quanta importanza avessero per lui i bisogni delle persone. Sfamare gli affamati, guarire i malati, liberare i posseduti. Gesù mangiò con gli emarginati; liberò i suoi discepoli dalla paura calmando le acque; era accessibile a tutti, anche ai bambini e ai matti; incontrava folle e individui. Se si togliessero questi racconti dai vangeli rimarrebbe solo il racconto della Passione (sempreché non si consideri anche la Passione di Gesù un atto di servitù).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/SUIztZ1YBDI/AAAAAAAAARw/F0-8Tsz4cFw/s1600-h/Diaconia+2.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5278838568353530930" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 108px; CURSOR: hand; HEIGHT: 80px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/SUIztZ1YBDI/AAAAAAAAARw/F0-8Tsz4cFw/s400/Diaconia+2.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Eppure, per chi legge i vangeli, è chiaro che non erano i bisogni della gente che determinavano l’azione di Gesù. Non erano né le folle, né gli individui; né i discepoli, né le autorità religiose. &lt;strong&gt;Ciò che determinava l’azione di Gesù era la volontà di Dio&lt;/strong&gt;. Gesù non guarì &lt;em&gt;tutti&lt;/em&gt; gli ammalati, non liberò &lt;em&gt;tutti&lt;/em&gt; i posseduti, non sfamò &lt;em&gt;tutti&lt;/em&gt; gli affamati e non ridiede la vita a &lt;em&gt;tutti&lt;/em&gt; quelli che erano nel dolore. Le sue azioni erano prima di tutto segni del regno di Dio e non panacee universali. Gesù sentiva una profonda responsabilità verso quel patrimonio prezioso che è un individuo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;Avendo vissuto per tre anni davanti a loro come un servo, Gesù chiama i suoi discepoli a fare lo stesso: «&lt;em&gt;Se dunque io, che sono il Signore e il Maestro, vi ho lavato i piedi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri. Infatti vi ho dato un esempio, affinché anche voi facciate come vi ho fatto io&lt;/em&gt;.»&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il nostro problema è che questa parola è troppo difficile da ubbidire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Avremmo preferito che Gesù ci avesse chiesto di rinnegare padre e madre, di rinunciare ad ogni ricchezza, di dare la nostra vita al martirio, piuttosto che prendere un asciugamano e lavare i piedi a qualcuno. Perché l’ubbidienza radicale in qualche modo ci dà il brivido dell’avventura e persino il martirio ci dà la speranza della gloria, ci sono delle remunerazioni per queste cose! &lt;strong&gt;Ma il servizio ci chiede di fare l’esperienza di morire ogni giorno a noi stessi, senza contraccambio&lt;/strong&gt;. Nel servizio chi conta non sono io, ma l’altro. Io esisto per l’altro e non per me stesso. Questo è davvero troppo!&lt;/p&gt;Ma il servizio dà anche una grande libertà, &lt;strong&gt;quella di poter dire No! ai giochi di potere del mondo&lt;/strong&gt;. Il servizio abolisce il bisogno di arrivare sempre primi o, almeno, di stabilire "l’ordine di beccata" della vita. Del resto, il servizio non significa neppure l’abbandono di ogni autorità. Gesù non fece altro che servire, ma la sua autorevolezza ne crebbe, non diminuì. Gesù fece derivare la sua autorità non da qualche carica sociale o religiosa, ma dall’autorevolezza con cui svolgeva la sua funzione. Anche per noi, il servizio non punta ad abbandonare l’autorità, ma ad ottenerne una che viene dalla vita vissuta, dall’integrità, dalla verità, dalla sincerità. &lt;strong&gt;L’autorità che conta nella comunità non deriva da un titolo, ma da un asciugamano&lt;/strong&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8030632916378855687-6357448202891121663?l=aeonnext.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aeonnext.blogspot.com/feeds/6357448202891121663/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8030632916378855687&amp;postID=6357448202891121663&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8030632916378855687/posts/default/6357448202891121663'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8030632916378855687/posts/default/6357448202891121663'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aeonnext.blogspot.com/2008/12/giovanni-132-1112-17-la-disciplina-del.html' title='Giovanni 13:(2-11)12-17 - La disciplina del servizio'/><author><name>Italo Benedetti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02637379623917345521</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/SUIziacpbqI/AAAAAAAAARo/c7nRoxK268o/s72-c/Diaconia+1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8030632916378855687.post-2879297660339368895</id><published>2008-12-07T17:32:00.006+01:00</published><updated>2008-12-07T17:49:19.250+01:00</updated><title type='text'>Giacomo 4:3 - La disciplina della preghiera</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/STv9LixXMTI/AAAAAAAAARg/J4giFnO5nkY/s1600-h/Preghiera+4.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5277089763148902706" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 114px; CURSOR: hand; HEIGHT: 114px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/STv9LixXMTI/AAAAAAAAARg/J4giFnO5nkY/s400/Preghiera+4.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;«&lt;em&gt;Domandate e non ricevete, perché domandate male per spendere nei vostripiaceri&lt;/em&gt;.» Questo testo parla di PREGHIERE NON RISPOSTE. C. S. Lewis diceva che Dio &lt;em&gt;ascolta&lt;/em&gt; tutte le preghiere, ma non &lt;em&gt;risponde&lt;/em&gt; a tutte; e questo per il bene maggiore nostro e di tutto l’universo. Questa analisi si applica benissimo al testo di Giacomo.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/STv7pknQBBI/AAAAAAAAARQ/z-JmqRQFV1c/s1600-h/Preghiera+1.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5277088080016180242" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 130px; CURSOR: hand; HEIGHT: 97px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/STv7pknQBBI/AAAAAAAAARQ/z-JmqRQFV1c/s400/Preghiera+1.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Giacomo scrive queste parole all’inizio della terza parte della sua lettera, quella dove testimonia della provvidenza di Dio. In questa parte della lettera Giacomo affronta il malessere della comunità alla quale scrive: le false speranze. &lt;strong&gt;I credenti ai quali si rivolge sembrano affetti da una illusione cronica: che Dio li assecondi in qualunque azione&lt;/strong&gt;. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Giacomo sostiene che quando le nostre azioni sono dettate dalle proprie passioni e dai piaceri peccaminosi, esse portano con sé il proprio imbarbarimento, la propria degradazione e la propria distruzione. La ragione è che esse scaturiscono dal proprio interesse personale e non dal sentimento di giustizia. Questi credenti nutrono la falsa speranza che Dio stia dalla loro parte per partito preso; Giacomo dice che questa è una pia illusione, una falsa speranza. L’antidoto che egli offre a questi credenti è l’umiltà. Cioè &lt;strong&gt;c’è bisogno di un cambiamento nella vita, negli atteggiamenti e nel carattere dei credenti che deve essere più adeguato alla fede che professano&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;E’ all’interno di questo ragionamento che Giacomo scrive il verso che riguarda la preghiera. Non ci si deve meravigliare se Dio non risponde alle preghiere di costoro, perché anche la motivazione della preghiera è impura e peccaminosa come la motivazione delle loro azioni. Essi pregano per ottenere ciò che hanno progettato nel loro cuore in preda ai propri desideri.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il problema non è &lt;em&gt;chiedere per se stessi&lt;/em&gt;, quello non può essere considerato un peccato o la ricerca del proprio interesse; la preghiera, nella sua essenza, non è altro che richiesta, anche per se stessi (Giacomo stesso, all’inizio della sua lettera, aveva detto che se uno sente di mancare di saggezza di chiederla a Dio, perché egli non gliela avrebbe certamente rifiutata).&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il problema sono le motivazioni che sono alla base della nostra preghiera e quindi in ciò che chiediamo. La preghiera non è né un talismano che opera a favore dei nostri fini privati; né la pretesa di santificare i nostri desideri più egoistici. Un nostro desiderio egoistico rimane tale e non c’è nessuna preghiera in grado di farlo diventare disinteressato, e un fine personale non diventerà mai un fine superiore con la preghiera. &lt;strong&gt;La preghiera funziona se le nostre aspirazioni personali sono sottomesse a propositi più alti&lt;/strong&gt;. Insomma, la preghiera opera quando il nostro cuore è sottomesso alla volontà di Dio e alla sua libertà e quando – anche se tacitamente – la preghiera è preceduta da un “se è secondo la tua volontà”. Quindi Giacomo può in tutta tranquillità dire: “le vostre preghiere non vengono risposte perché vengono fatte con lo spirito sbagliato e per le motivazioni contrarie a ciò che Dio ci ha rivelato di sé.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;La preghiera trasforma&lt;/strong&gt;. E qui è il punto. Pregare significa cambiare. La preghiera è l’autostrada della trasformazione. Il fine della preghiera è la trasformazione della nostra volontà, delle nostre motivazioni, dei nostri fini, dei nostri metodi, del nostro carattere, della nostra personalità, dei nostri pensieri, delle nostre parole e delle nostre azioni, per renderle sempre più simili al Signore. Se non vogliamo cambiare nulla nella nostra vita, prima o poi abbandoneremo la preghiera come nota caratteristica della nostra vita.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;La disciplina della preghiera ci catapulta sulla frontiera della vita spirituale, ci introduce in una comunione assidua con il Signore, e ci fa strada nei più profondi e nei più alti percorsi dello spirito umano. Nella preghiera, cominciamo a seguire Dio nei suoi pensieri, a desiderare le cose che lui desidera, ad amare le cose che lui ama, a volere le cose che lui vuole. Progressivamente impariamo a vedere le cose dal suo punto di vista. Questa è la trasformazione.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Come dice Giacomo - che aveva una lunga esperienza di vita con Dio - chiedere in modo giusto nella preghiera significa trasformare le “nostre passioni” in passione per Dio. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8030632916378855687-2879297660339368895?l=aeonnext.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aeonnext.blogspot.com/feeds/2879297660339368895/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8030632916378855687&amp;postID=2879297660339368895&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8030632916378855687/posts/default/2879297660339368895'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8030632916378855687/posts/default/2879297660339368895'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aeonnext.blogspot.com/2008/12/giacomo-43-la-disciplina-della.html' title='Giacomo 4:3 - La disciplina della preghiera'/><author><name>Italo Benedetti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02637379623917345521</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/STv9LixXMTI/AAAAAAAAARg/J4giFnO5nkY/s72-c/Preghiera+4.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8030632916378855687.post-2139188517417990574</id><published>2008-12-01T18:49:00.001+01:00</published><updated>2008-12-01T18:52:20.381+01:00</updated><title type='text'>N. T. Wright sulla chiesa post-emergente (Con Richard Rohr e Brennan Manning)</title><content type='html'>&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/V0UbRu3VUl4&amp;color1=0xb1b1b1&amp;color2=0xcfcfcf&amp;hl=en&amp;feature=player_embedded&amp;fs=1"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/V0UbRu3VUl4&amp;color1=0xb1b1b1&amp;color2=0xcfcfcf&amp;hl=en&amp;feature=player_embedded&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8030632916378855687-2139188517417990574?l=aeonnext.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aeonnext.blogspot.com/feeds/2139188517417990574/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8030632916378855687&amp;postID=2139188517417990574&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8030632916378855687/posts/default/2139188517417990574'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8030632916378855687/posts/default/2139188517417990574'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aeonnext.blogspot.com/2008/12/n-t-wright-sulla-chiesa-post-emergente.html' title='N. T. Wright sulla chiesa post-emergente (Con Richard Rohr e Brennan Manning)'/><author><name>Italo Benedetti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02637379623917345521</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8030632916378855687.post-2234572290331983120</id><published>2008-12-01T08:48:00.008+01:00</published><updated>2008-12-01T09:27:59.793+01:00</updated><title type='text'>Atti 2:37-47 - Visione</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/STOZWj2ZPKI/AAAAAAAAAQw/uBvL6RCOsrc/s1600-h/Vetrate+2.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5274728201440541858" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 90px; CURSOR: hand; HEIGHT: 120px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/STOZWj2ZPKI/AAAAAAAAAQw/uBvL6RCOsrc/s400/Vetrate+2.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; L’iniziativa di Dio imperniata su Gesù Cristo è un colossale progetto di redenzione della creazione, della storia e dell’umanità al quale noi partecipiamo attraverso il nostro assenso. Un autore l’ha chiamato: «&lt;strong&gt;La divina cospirazione&lt;/strong&gt;».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sul testo che abbiamo letto bisogna dire due cose importanti:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;la prima&lt;/strong&gt; è che, dal punto di vista esegetico, si tratta di una transizione letteraria tra il racconto della nascita della prima comunità cristiana a Gerusalemme il giorno di Pentecoste e il racconto della vita e del progresso della chiesa cristiana nello Spirito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;La seconda&lt;/strong&gt; è che, più che una descrizione storica della vita della chiesa, si tratta di una descrizione ideale della vita della comunità quando è guidata dallo Spirito Santo (Non sto dicendo che quanto è descritto qui sia falso, ma noi sappiamo che Luca stesso, l’autore di Atti, non si nascondeva affatto la realtà del peccato anche nella comunità guidata dallo Spirito. Basta andare al capitolo 5 e leggere l’episodio di Anania e Saffira per capire che neanche allora nella chiesa era tutto rose e fiori).&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;Queste due notazioni sono molto importanti, perché ci dicono che qui la parola di Dio non vuole semplicemente farci commuovere davanti a tanta santità e farci disperare nel confronto con la nostra realtà; ma il suo intento è di sottolineare, subito dopo la nascita della chiesa cristiana e prima di affrontare il tema del progresso dell’opera dello Spirito Santo nel mondo, che cosa significa essere una chiesa guidata dalla potenza dello Spirito Santo. Insomma, Luca dice: «Una volta scevra, ripulita, di tutta la sua umanità, nella sua essenza la chiesa è questo!».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quali sono, allora, le caratteristiche che emergono da questa descrizione: &lt;/p&gt;&lt;ol&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;La chiesa è fondata sul fondamento del pentimento e della fede nel Signore Gesù&lt;/strong&gt;. «&lt;em&gt;Udite queste cose, essi furono compunti nel cuore, e dissero a Pietro e agli altri apostoli: «Fratelli, che dobbiamo fare?» E Pietro a loro: «Ravvedetevi e ciascuno di voi sia battezzato nel nome di Gesù Cristo, per il perdono dei vostri peccati, e voi riceverete il dono dello Spirito Santo&lt;/em&gt;.» Noi siamo salvati per fede e non per pentimento, ma è chiaro che la fede biblica scaturisce dal pentimento. Il primo effetto della predicazione non è la fede, ma il pentimento. Una fede che scaturisce dal pentimento è una esperienza esistenziale, riguarda la tua vita; una fede senza il pentimento è una questione intellettuale, riguarda le tue convinzioni. Non si può credere a Gesù e non riconoscere l’abisso che ci separa da Dio. Gesù è colui che ha riempito questo vuoto incolmabile e se tu non riconosci la tua lontananza da Dio, non capisci neanche che cosa ha fatto Gesù per te. Ecco perché c’è un battesimo dopo la conversione, perché devi testimoniare a te stesso, alla chiesa e al mondo che tu sei morto al peccato e risuscitato a nuova vita! Il dono dello Spirito è ciò che testimonia la tua appartenenza a Dio. La tua origine è in Dio e il tuo destino è la vita eterna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;La chiesa è fondata sul fondamento dell’insegnamento degli apostoli&lt;/strong&gt;. «&lt;em&gt;Ed erano perseveranti nell'ascoltare l'insegnamento degli apostoli&lt;/em&gt;». L’insegnamento degli apostoli non era altro che ciò che gli apostoli avevano ascoltato dalla bocca di Gesù. Cioè tutto ciò che poi è stato codificato nel Nuovo Testamento. Quindi “essere perseveranti nell’ascoltare l’insegnamento degli apostoli” non significa altro che essere perseveranti nell’ascolto della parola di Dio scritta e predicata. Quando nel credo affermiamo: «Credo la chiesa una, santa, universale e apostolica», stiamo affermando che una delle caratteristiche intrinseche della chiesa cristiana è di essere legata all’insegnamento apostolico, cioè alla Bibbia. La Bibbia non è solo centrale alla fede dei credenti e della chiesa, ma ne costituisce l’essenza, la chiesa è figlia della Bibbia. Un credente o una chiesa che non è perseverante nella conoscenza della Bibbia perde il senso della chiesa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/STOZ8pAg6oI/AAAAAAAAARA/QGFntBMCeDU/s1600-h/Vetrata+3.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5274728855660194434" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 129px; CURSOR: hand; HEIGHT: 97px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/STOZ8pAg6oI/AAAAAAAAARA/QGFntBMCeDU/s400/Vetrata+3.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;La chiesa è una comunità che prega&lt;/strong&gt;. «&lt;em&gt;Ed erano perseveranti… nelle preghiere&lt;/em&gt;.» La preghiera è l’attività fondamentale della vita cristiana. Essa è così centrale nella vita della comunità perché riguarda l’interiorità personale del credente, la relazione con Dio e la dimensione delle relazioni umane. La preghiera è sempre personale e sempre comunitaria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;La chiesa è una comunione fraterna&lt;/strong&gt;. «&lt;em&gt;Ed erano perseveranti… nella comunione fraterna, nel rompere il pane&lt;/em&gt;». La chiesa era una comunità di amici, gente che sedeva spesso a tavola insieme. La parola “comunione”, in greco &lt;em&gt;koinonia&lt;/em&gt;, dà l’idea di una stretta associazione, della condivisione di una vita comune, del concepirsi come una sola famiglia che condivide lavoro, sostanze e pasti insieme. Gesù mostrava la sua comunione mangiando con i peccatori. Il “rompere il pane” può anche far riferimento alla Santa Cena, ma anche in questo caso, essa veniva celebrata, all’ebraica, appena prima del comune pasto insieme.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Nella chiesa ci si prende cura gli uni degli altri&lt;/strong&gt;. «&lt;em&gt;Tutti quelli che credevano stavano insieme e avevano ogni cosa in comune; vendevano le proprietà e i beni, e li distribuivano a tutti, secondo il bisogno di ciascuno&lt;/em&gt;.» La ragione che portò a questa scelta comunistica fu: il prendersi cura di tutti i credenti. Davvero la comunità cristiana di Gerusalemme si concepiva come una grande famiglia, che vive del lavoro e delle proprie risorse, che mangia insieme ed insieme si prende cura dei bambini, dei vecchi, delle vedove e fa in modo che a nessuno manchi del necessario per vivere. Questo fa parte delle responsabilità di ogni comunità cristiana. Prendersi cura gli uni degli altri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;La chiesa è una comunità gioiosa&lt;/strong&gt;. «&lt;em&gt;E ogni giorno andavano assidui e concordi al tempio, rompevano il pane nelle case e prendevano il loro cibo insieme, con gioia e semplicità di cuore, lodando Dio e godendo il favore di tutto il popolo&lt;/em&gt;.» Concordia, gioia, semplicità e lode sono la caratteristica dell’opera dello Spirito, e tutti sono attratti dalla gioia e dall’allegria. Non esiste nulla che attragga di più che un gruppo di persone amichevole, gioioso, allegro e accogliente. Ma, come tutti sanno, non ci si può dare gioia da sé stessi senza risultare falsi, esaltati, ridicoli o tutte e tre le cose insieme.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;La chiesa è una comunità che cresce&lt;/strong&gt;. «&lt;em&gt;Il Signore aggiungeva ogni giorno alla loro comunità quelli che venivano salvati&lt;/em&gt;.» La crescita della chiesa non fa parte delle attività della chiesa, ma fa parte dell’opera dello Spirito in essa. Tutto il libro di Atti è stato scritto con uno schema ben preciso: la nascita e il progresso della chiesa nel mondo sono opera diretta dello Spirito Santo. Noi dobbiamo quindi abbandonare del tutto l’idea che l’evangelizzazione sia “una delle attività” della chiesa, non è così, l’evangelizzazione è il fine della chiesa. La chiesa non fa altro che questo. Ogni pensiero ragionato, ogni frase pronunciata, ogni azione compiuta, ogni preghiera, ogni parola buona, ogni ubbidienza; ogni riflessione teologica, ogni servizio reso al prossimo, ogni buona testimonianza, ogni culto reso al Signore non sono altro che opere dello Spirito e atti di evangelizzazione.&lt;/li&gt;&lt;/ol&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8030632916378855687-2234572290331983120?l=aeonnext.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aeonnext.blogspot.com/feeds/2234572290331983120/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8030632916378855687&amp;postID=2234572290331983120&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8030632916378855687/posts/default/2234572290331983120'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8030632916378855687/posts/default/2234572290331983120'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aeonnext.blogspot.com/2008/12/atti-237-47-visione.html' title='Atti 2:37-47 - Visione'/><author><name>Italo Benedetti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02637379623917345521</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/STOZWj2ZPKI/AAAAAAAAAQw/uBvL6RCOsrc/s72-c/Vetrate+2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8030632916378855687.post-5432219308438982679</id><published>2008-11-25T09:27:00.006+01:00</published><updated>2008-11-25T09:38:26.499+01:00</updated><title type='text'>Giovanni 15:12-17 - La Missione: amicizia per l'umanità</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/SSu4iS84DkI/AAAAAAAAAQQ/dbsfOko0lUc/s1600-h/Missio+Dei+2.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5272510688109530690" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 143px; CURSOR: hand; HEIGHT: 112px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/SSu4iS84DkI/AAAAAAAAAQQ/dbsfOko0lUc/s400/Missio+Dei+2.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Uno dei valori fondamentali cristianesimo è l’evangelizzazione. L’apostolo Paolo esclamò: «&lt;em&gt;Guai a me se non evangelizzo&lt;/em&gt;» (1Cor.9:16). Questa è una parola biblica “pesante”, è uno dei sinonimi di predicazione. Io vorrei però usare al suo posto un altro sinonimo, il termine “missione”. Certo, questo termine ha i suoi problemi, legati a pagine buie, spiacevoli e imbarazzanti della storia della chiesa; eppure mi sembra quello che meglio spiega il compito della predicazione in una società occidentale odierna. Dico questo partendo dal presupposto che la cultura italiana è tornata ad essere un campo missionario.&lt;br /&gt;Penso che oggi si possa parlare di missione solo facendo uno sforzo di creatività. Per questo parlerò di missione usando un testo che parla di amicizia. Il nostro compito missionario, infatti, lo dobbiamo svolgere con un nuovo spirito: non quello delle Crociate o della conquista del Messico, ma con uno spirito che ci aiuti, mantenendo l’integrità dell’Evangelo e la nostra autenticità, a dire «&lt;em&gt;La verità nell'amore&lt;/em&gt;» (Ef. 4:15). &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/SSu4vSUX7PI/AAAAAAAAAQY/Tu1vAgFf0Cc/s1600-h/Blues+brothers.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5272510911277952242" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 123px; CURSOR: hand; HEIGHT: 121px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/SSu4vSUX7PI/AAAAAAAAAQY/Tu1vAgFf0Cc/s400/Blues+brothers.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Oggi tutte le religioni hanno – almeno in parte – ceduto alla tentazione fondamentalista. Di fronte alla secolarizzazione delle società, le religioni (tutte le religioni) hanno reagito con la riproposizione delle proprie tradizioni. Infatti, purtroppo, il fondamentalismo non è un ritorno ai fondamenti della fede, né al fondamento della Bibbia (per gli evangelici), né ai fondamenti della propria tradizione (per i cattolici), ma si è configurato come un ritorno a quella cultura dove le loro tradizioni vivevano rigogliose. Ma quella cultura si è ormai dissolta e risuscitarla è un’operazione macabra.&lt;br /&gt;Il testo che abbiamo letto si trova incastonato in un contesto che getta la dovuta luce sul significato delle parole di Gesù. Prima del nostro brano c’è la famosa pericope della vite e dei tralci, dopo, un detto di Gesù sul rifiuto del mondo e sulle persecuzioni. Gesù risponde così a due problemi dei cristiani: 1) il rapporto con la fede d’Israele e 2) il rapporto con il mondo.&lt;br /&gt;· Riguardo alla fede d’Israele Gesù afferma che il legame che unisce il credente a Dio è lui stesso. Israele e la sua fede non possono più costituire questo legame.&lt;br /&gt;· Riguardo al rapporto con il mondo Gesù afferma che il mondo può rifiutare i credenti e la chiesa, ma la chiesa e i credenti non possono rifiutare il mondo. Il mondo rifiuta i credenti per lo stesso motivo per cui ha rifiutato Gesù.&lt;br /&gt;In Cristo non possono esserci “due popoli”, ma uno solo, ed il legame con Dio non avviene attraverso la Legge o il popolo d’Israele, ma attraverso lo stretto legame con Cristo: come i tralci alla vite. L’Evangelo ci chiama quindi ad avere un atteggiamento di amore e di amicizia nei confronti di tutte le persone con cui veniamo a contatto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Come si può essere amici dell’umanità?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Gesù aveva detto che il grande comandamento era: «&lt;em&gt;Ama il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta l'anima tua, con tutta la forza tua, con tutta la mente tua, e il tuo prossimo come te stesso&lt;/em&gt;». (Lc. 10:27) Qui Gesù va oltre il puro amore umano verso Dio e dice: «&lt;em&gt;Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io ho amato voi&lt;/em&gt;.» egli fa riferimento ad un amore umano che ha come motivazione e come paragone l’amore divino. Dobbiamo amare il prossimo come Gesù ha amato noi.&lt;br /&gt;E spiega subito che cosa intende: «&lt;em&gt;Nessuno ha amore più grande di quello di dar la sua vita per i suoi amici. Voi siete miei amici&lt;/em&gt;». Gesù ci ha amato dandoci la sua vita e chiama noi a dare la nostra vita per gli amici. E gli amici, abbiamo visto, non sono solo altri credenti, ma sono anche quelli che vogliamo raggiungere col messaggio dell’Evangelo («&lt;em&gt;Perché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna&lt;/em&gt;.» Gv. 3:16). Quando si emula Gesù nell’amore, non si amano solo quelli che sono degni del nostro amore, ma tutti quelli che Gesù ama, siano o no degni di amore. E’ così che Gesù si è comportato con i discepoli, è così che si è comportato con noi ed è così che Dio agisce verso la famiglia umana.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/SSu5GctJdwI/AAAAAAAAAQo/xZdCmZMW6ZQ/s1600-h/Missio+Dei.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5272511309203207938" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 124px; CURSOR: hand; HEIGHT: 127px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/SSu5GctJdwI/AAAAAAAAAQo/xZdCmZMW6ZQ/s400/Missio+Dei.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Il "movimento" missionario&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Nella Bibbia, sia nell’Antico che nel Nuovo Testamento, c’è una bella immagine del modo di Dio di darsi al mondo. La troviamo chiaramente affermata nel profeta Isaia: «&lt;em&gt;Così è della mia parola, uscita dalla mia bocca: essa non torna a me a vuoto, senza aver compiuto ciò che io voglio e condotto a buon fine ciò per cui l'ho mandata&lt;/em&gt;.» (Is.55:11) e poi nel prologo di Giovanni: «&lt;em&gt;Nel principio era la Parola, la Parola era con Dio, e la Parola era Dio. Essa era nel principio con Dio. Ogni cosa è stata fatta per mezzo di lei; e senza di lei neppure una delle cose fatte è stata fatta. … E la Parola è diventata carne e ha abitato per un tempo fra di noi, piena di grazia e di verità; e noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come di unigenito dal Padre. … Nessuno ha mai visto Dio; l'unigenito Dio, che è nel seno del Padre, è quello che l'ha fatto conoscere&lt;/em&gt;.» (Gv.1:1-18)&lt;br /&gt;Il movimento è questo: la Parola è presso Dio, essa viene mandata nel mondo, compie ciò per cui è stata mandata e torna a Dio. Si tratta di un movimento, di un processo, circolare che parte da Dio e torna a Dio portando i suoi risultati. Questo movimento circolare di Dio è anche a fondamento della nostra idea di missione (missione significa essere mandati); i credenti vengono mandati nel mondo per poter tornare a Dio avendo compiuto il loro compito di testimonianza.&lt;br /&gt;Anche qui c’è da dire due cose:&lt;br /&gt;· Il vero e unico missionario è Dio. Dio manda (la Parola, il Figlio, lo Spirito Santo), Dio viene, Cristo viene e tornerà, lo Spirito soffia.&lt;br /&gt;· Questa è anche la parabola del nostro coinvolgimento del mondo. Noi non siamo del mondo, ma siamo mandati per il mondo per portare la testimonianza di Cristo perché il mondo torni a Dio.&lt;br /&gt;Questo è il nostro dono di noi stessi al mondo, questo è il nostro amore in pratica, questa la nostra amicizia verso l’umanità. Il credente entra nel contesto in cui vive con lo scopo di trasformarlo attraverso il proprio coinvolgimento in prima persona, esattamente come Dio è entrato nel mondo abbassandosi fino a noi e fino alla morte, incarnandosi in Cristo, per trasformarlo.&lt;br /&gt;Si tratta di un amore non sentimentalista, ma fattivo, che ci espone al mondo, ma che anche trasforma il mondo. Non si tratta di adeguarci al mondo, si tratta di coinvolgerci in esso. Dobbiamo capire la differenza.&lt;br /&gt;Il cristiano che immagino è un missionario nel proprio ambiente attraverso l’amicizia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Le vite toccate dalla Parola Dio vengono trasformate&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;Noi lo sappiamo, noi l’abbiamo sperimentato, noi lo viviamo ogni giorno! Bene, noi siamo qui per permettere che la Parola di Dio tocchi le vite della gente. Questo significa coinvolgerci nel mondo (combattere il mondo con i mezzi del mondo significa invece compromettersi, conformarsi al presente secolo).&lt;br /&gt;Questo è il primo valore che vorrei sostenere: l’amicizia è la nostra missione, il nostro modo di essere missionari. Proprio come l’amicizia è stato il modo di Gesù di mettersi in relazione a noi: «&lt;em&gt;Voi siete miei amici, se fate le cose che io vi comando&lt;/em&gt;.» la nostra amicizia con Gesù consiste nell’essere in relazione con lui, nel conoscere la sua volontà, il suo carattere, i suoi progetti. Questa non è una finzione, questa non è una pretesa, questa è la promessa che abbiamo ricevuto: conoscere ciò che conosce Dio! Ciò che Dio condivide con noi non è la sua divinità, ma il suo potere di perdonare, l’iniziativa di amare coloro che gli sono ostili, e la capacità di amare di un amore che rende amabili anche quelli che non lo sono proprio! ... e questo è esattamente il messaggio che deve arrivare: io conosco Dio, so che cosa vuole dirti e cosa vuole da te, so cosa sta facendo per il mondo e come sarà il mondo alla fine. Non si tratta di giudicare nessuno, si tratta di mostrare la propria relazione con Dio e di dimostrare l’importanza di questa relazione per ogni persona umana. Non si tratta di spiegare dottrine, non si tratta di imporre stili di vita, si tratta di portare le persone ad una relazione con Gesù. Lui farà di loro ciò che ha promesso, come lo ha fatto fedelmente con noi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;E se i credenti sono amici dell’umanità, che cos’è la comunità dei credenti?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Gesù dice: «&lt;em&gt;Non siete voi che avete scelto me, ma sono io che ho scelto voi&lt;/em&gt;». La comunità dei credenti non è soprattutto un gruppo di persone che crede certe dottrine e che vive secondo un certo stile di vita, ma è più di questo, essa è la comunità di coloro che sono stati raggiunti dalla grazia di Dio, che sono stati sorpresi dalla speranza. Non è gente che ha scelto, ma gente che è stata scelta. Non c’è nessun merito nell’essere nella chiesa del Signore, c’è la grazia! La nostra comunione non è primariamente umana, ma soprattutto e fondamentalmente spirituale, discende cioè non da ciò che noi facciamo, ma da ciò che lo Spirito opera in mezzo a noi.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8030632916378855687-5432219308438982679?l=aeonnext.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aeonnext.blogspot.com/feeds/5432219308438982679/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8030632916378855687&amp;postID=5432219308438982679&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8030632916378855687/posts/default/5432219308438982679'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8030632916378855687/posts/default/5432219308438982679'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aeonnext.blogspot.com/2008/11/giovanni-1512-17-la-missione-amicizia.html' title='Giovanni 15:12-17 - La Missione: amicizia per l&apos;umanità'/><author><name>Italo Benedetti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02637379623917345521</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/SSu4iS84DkI/AAAAAAAAAQQ/dbsfOko0lUc/s72-c/Missio+Dei+2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8030632916378855687.post-5769000844186234153</id><published>2008-11-19T09:56:00.002+01:00</published><updated>2008-11-19T10:09:54.100+01:00</updated><title type='text'>Efesini 4:10-16 - Tras-Formazione</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;p&gt;Su questi pochi, ma densi, versetti bisogna dire tre cose veramente importanti:&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Tutti i credenti devono giocare il loro ruolo nel permettere alla chiesa di raggiungere l’unità e la maturità che le appartengono&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;Qui è importante sottolineare due cose:&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/SSPW2Yvl2QI/AAAAAAAAAL0/Empm-sCD2SI/s1600-h/Spiritual+friendship.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5270292218796955906" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 114px; CURSOR: hand; HEIGHT: 115px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/SSPW2Yvl2QI/AAAAAAAAAL0/Empm-sCD2SI/s400/Spiritual+friendship.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;1. tutti i credenti hanno la responsabilità e il vero e proprio ministero di operare in vista dell’unità della chiesa e in vista della crescita di tutto il corpo. Tutti. Questo dovere non appartiene ad alcuni della chiesa che hanno le competenze, che hanno i titoli o che vengono eletti per svolgere questo compito. E’ un dovere di tutti, tutti cooperano alla costruzione della chiesa, alla sua unità, alla sua crescita spirituale.&lt;br /&gt;2. I credenti impegnati in questo compito non determinano l’unità né procurano la maturità, ma preservano l’unità e raggiungono la maturità che la chiesa ha già ricevuto da Cristo. La chiesa è già una, non lo deve diventare; la chiesa è già il corpo completo e armonioso di Cristo, non lo deve diventare; i credenti sono pertanto chiamati a preservare la sua unità e a raggiungere e adeguarsi alla sua maturità e armoniosità. Quindi, ogni credente è impegnato nella preservazione dell’unità della chiesa e nel raggiungimento della maturità di Cristo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/SSPXFR42ToI/AAAAAAAAAL8/sU4XrhyRnK0/s1600-h/Spiritual+formation+4.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5270292474654772866" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 144px; CURSOR: hand; HEIGHT: 96px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/SSPXFR42ToI/AAAAAAAAAL8/sU4XrhyRnK0/s400/Spiritual+formation+4.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Il punto focale del testo è certamente la maturazione personale del credente, ma lo scopo della maturazione del corpo è la sua missione&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;Esiste cioè un proposito per l’unità della chiesa e per la sua piena maturità. Né l’unità è fine a se stessa, ma ha come scopo la coesione della chiesa e la cooperazione di tutte le competenze come le membra del corpo umano; né la maturazione spirituale è fine a se stessa, ma ha come scopo l’armoniosità del corpo e lo sviluppo di tutte le facoltà con il fine di essere in grado di fare tutto ciò che si vuole chiedere al corpo. La chiesa deve avere tutte le sue membra sviluppate adeguatamente per poter eseguire ciò che è chiamata a fare. Quindi è vero che ogni credente individualmente è responsabile di crescere fino alle sue piene potenzialità, ma lo scopo, il fine di questa crescita individuale, è l’armoniosità di tutto il corpo. La qualità della vita corporata della chiesa ha a che fare con la sua missione. Ogni credente deve crescere perché il corpo possa operare efficacemente. E il corpo deve essere in efficienza a motivo della sua missione, deve essere in grado di compiere ciò che gli viene chiesto. Ogni credente è impegnato a seguire la propria tabella di “fitness spirituale” non per specchiarsi come quelli del body building, ma perché gioca in una squadra dove la propria competenza è al servizio di tutti e ha per obiettivo la partita. Quindi, ogni credente segue individualmente la propria maturazione spirituale, ma il fine di ciò è la missione complessiva della chiesa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;I ministri della chiesa sono dati per questo compito di formazione: per la crescita e la maturazione del corpo fino al suo completo sviluppo&lt;/strong&gt;. &lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/SSPXMk5bA1I/AAAAAAAAAME/iSRlenFaQX0/s1600-h/Spiritual+formation+2.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5270292600016536402" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 129px; CURSOR: hand; HEIGHT: 97px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/SSPXMk5bA1I/AAAAAAAAAME/iSRlenFaQX0/s400/Spiritual+formation+2.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Anche qui ci sono alcuni aspetti da sottolineare:&lt;br /&gt;1. nel testo non si parla di ministeri della chiesa, ma dei ministri. Cristo non ha donato alla chiesa una volta per tutte una certa organizzazione (…), ma dona continuamente alla chiesa delle persone che svolgono dei ministeri (cioè dei servizi per la comunità). Questi ministeri non sono guardati dal punto di vista disciplinare o gerarchico, ma dal punto di vita funzionale, somigliano più a degli allenatori (”personal trainers”) che a dei “reverendi”. Non sono dati per essere più in alto gerarchicamente in base alla loro carriera, ma per svolgere un compito in base alla loro esperienza.&lt;br /&gt;2. L’unità della chiesa non consiste nell’uniformità, ma esattamente nella diversità. Questo è un discorso che Paolo fa anche ai Corinzi. Il corpo è tale perché ha molte funzioni, vive per la sua diversità (…) quindi la diversità dei ministeri contribuisce all’unità del corpo (e non ne è un limite).&lt;br /&gt;3. L’elemento essenziale per il raggiungimento di questa armoniosa unità delle diversità del corpo è l’amore. L’edificazione del corpo è fatta nell’amore. Nell’amore significa che la disciplina alla quale ci sottoponiamo per ottenere la nostra crescita spirituale non è disumana, non è a base di steroidi. Anzi, è fatta di fiducia per la persona, di speranza per la buona riuscita, di sostegno nel processo, di incoraggiamento nelle difficoltà, di solidarietà, di conforto. Il credente deve gareggiare con le proprie forze e i propri muscoli, non attraverso qualche stratagemma. Per questo deve vivere in un ambiente adatto alla maturazione, cioè un ambiente dove vige l’amore.&lt;br /&gt;4. Una parte importante di questa formazione è fatta per lasciarsi dietro l’immaturità, l’instabilità e la propensione a credere qualsiasi dottrina che ci pare consona. La stabilità caratteriale ed emotiva sono elementi fondamentali della maturità cristiana. Noi, prima di essere cristiani, siamo persone umane. Lo sfarfallare qua e là in cerca di ciò che fa per noi è contrario alla logica del discorso biblico che piuttosto chiede uno sforzo di trasformazione, di perseveranza, di resistenza affinché noi ci adeguiamo al corpo di Cristo. Il punto qui non è trovarsi bene nella chiesa, ma al contrario sforzarsi di raggiungere la completezza di poter far parte del corpo armonioso di Cristo. La chiesa, più che un circolo ricreativo, è una palestra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/SSPXTnOpH5I/AAAAAAAAAMM/XjOYSXdOPjc/s1600-h/Spiritual+formation+3.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5270292720901496722" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 103px; CURSOR: hand; HEIGHT: 137px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/SSPXTnOpH5I/AAAAAAAAAMM/XjOYSXdOPjc/s400/Spiritual+formation+3.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Fin qui il testo. Ma come è organizzata invece oggi la chiesa per quanto riguarda la formazione dei suoi membri? La formazione spirituale dei credenti è organizzata intorno al presupposto che la chiesa chiama le persone a sé: «Vieni qui, entra a far parte, esci dal mondo ed entra nella chiesa; se hai una competenza nel mondo, non offrirla più al mondo, ma offrila alla chiesa» Molti diranno: perché non deve essere così? Non è sempre stato così? No! In verità siamo intrappolati dentro un paradigma culturale, non deve necessariamente essere così e neppure è sempre stato così!&lt;br /&gt;In base al presupposto della chiesa che “chiama”, la nostra formazione risponde alla domanda: «come formiamo dei bravi membri di chiesa?» Il risultato è che formiamo i credenti a vivere sempre meglio nella chiesa e sempre più disadattati nel mondo.Il grande problema di questa impostazione è che induce a pensare che seguire Gesù sia la stessa cosa che essere membri di chiesa e che per essere un buon discepolo devi essere un bravo membro.&lt;br /&gt;Il fatto è che fino ad oggi abbiamo vissuto in una cultura ecclesiastica: esisteva una religione di maggioranza che dava il tono a tutta la società, forniva i valori, i comportamenti e i modi di pensare che erano condivisi da tutti e chi non li condivideva era una “minoranza”. Si era discepoli di Gesù nella chiesa e nella società, le quali corrispondevano una all’altra. Oggi la cultura è cambiata, non esiste più una maggioranza (neanche cattolica in Italia) e non c’è più il fornitore unico di valori, comportamenti e modi di pensare. Essere discepoli in chiesa significa non essere più discepoli nella società. Non ci siamo ritirati noi, si è ritirata l’acqua sotto i nostri piedi e stiamo nuotando all’asciutto. La chiesa è diventata semplicemente irrilevante per la maggior parte della gente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quindi c’è bisogno di cambiare questo “paradigma” che abbiamo ereditato e che ci pare l’unico possibile. L’altro paradigma è quello biblico: «Andate dunque e fate miei discepoli tutti i popoli battezzandoli nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutte quante le cose che vi ho comandate.» (Matteo 28:19-20a) Questo versetto contraddice proprio il presupposto della nostra formazione spirituale e afferma che la chiesa esiste per “andare a fare discepoli”. Non “vieni”, ma “andiamo”. Il presupposto è estroverso. La Bibbia ci chiama ad andare, non a sottrarci. Ricordate sempre questo dato fondamentale biblico: Nella Bibbia è sempre Dio che prende l’iniziativa. Dio ha chiamato le cose all’esistenza, Dio ha chiamato Abramo, Dio ha chiamato Mosè, Dio è entrato nel mondo in Cristo, Dio manda lo Spirito Santo, e Cristo tornerà in Gloria. Dio è entrato nella nostra vita. Non siamo noi, è Dio! Dio si muove, non noi. Noi siamo lo strumento dell’iniziativa di Dio. Siamo noi che dobbiamo andare. «Io devo venirti incontro come Dio è venuto incontro a me».&lt;br /&gt;Quindi il nostro presupposto nella formazione spirituale dei credenti è una chiesa che si organizza per andare nel mondo in risposta fedele al mandato biblico. E la domanda che dobbiamo porci è questa: «come possiamo formare buoni discepoli di Cristo nel mondo?» Non dobbiamo più sottrarci e difenderci dal mondo, ma al contrario prepararci e coinvolgerci. Allenarci e giocare la partita per vincerla.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8030632916378855687-5769000844186234153?l=aeonnext.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aeonnext.blogspot.com/feeds/5769000844186234153/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8030632916378855687&amp;postID=5769000844186234153&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8030632916378855687/posts/default/5769000844186234153'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8030632916378855687/posts/default/5769000844186234153'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aeonnext.blogspot.com/2008/11/efesini-410-16-tras-formazione.html' title='Efesini 4:10-16 - Tras-Formazione'/><author><name>Italo Benedetti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02637379623917345521</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/SSPW2Yvl2QI/AAAAAAAAAL0/Empm-sCD2SI/s72-c/Spiritual+friendship.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8030632916378855687.post-2312645593949478806</id><published>2008-11-15T08:29:00.002+01:00</published><updated>2008-11-15T08:39:05.064+01:00</updated><title type='text'>Efesini 4:7-16 - Crescere Spiritualmente</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/SR58juh4pJI/AAAAAAAAALs/Y7nApG2fTM0/s1600-h/trasfigurazione01c.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5268785567297479826" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 273px; CURSOR: hand; HEIGHT: 400px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/SR58juh4pJI/AAAAAAAAALs/Y7nApG2fTM0/s400/trasfigurazione01c.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;L&lt;/span&gt;a preoccupazione fondamentale della prima parte del capitolo 4 della lettera agli Efesini (che è la parte esortativa della lettera) è duplice: &lt;strong&gt;l’unità della chiesa&lt;/strong&gt; da un lato e &lt;strong&gt;la maturità dei suoi membri&lt;/strong&gt; dall’altro. Questa volta ci soffermiamo solo sulla seconda parte, quella che riguarda la maturità dei credenti.&lt;br /&gt;Il concetto fondamentale che è alla base del nostro testo è che &lt;strong&gt;l’edificazione della chiesa corre di pari passo con la maturazione spirituale dei credenti&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;La fede cristiana è chiamata alla crescita e la comunità cristiana è l’ambiente favorevole alla maturazione spirituale dei suoi membri&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lutero diceva che «La fede è una cosa vivente e sempre in movimento». Questa è una verità che deriva dall’esperienza del credente che – quando la cura – vede la propria fede modificarsi, approfondirsi e maturare; e dalla testimonianza biblica, la quale dice che la fede nasce e si sviluppa: «&lt;em&gt;come bambini appena nati, desiderate il puro latte spirituale, perché con esso cresciate per la salvezza&lt;/em&gt;» (1 Pie. 2:2) e può giungere fino «&lt;em&gt;all’altezza della statura perfetta di Cristo&lt;/em&gt;.»&lt;br /&gt;Al v. 15 viene fatta una affermazione fondamentale: «&lt;em&gt;ma, seguendo la verità nell'amore, cresciamo in ogni cosa verso colui che è il capo, cioè Cristo&lt;/em&gt;.»&lt;br /&gt;Qui è contenuto il concetto del valore di cui stiamo parlando: la crescita spirituale. L’apostolo ci chiama a crescere «&lt;em&gt;in ogni cosa verso colui che è il capo, cioè Cristo&lt;/em&gt;.» La fede deve crescere, non tanto in quantità, ma in qualità, in consapevolezza, in conoscenza, in profondità, in impegno, nella relazione con Dio. Si tratta di una maturazione spirituale che dovrebbe anticipare e guidare anche la nostra maturazione umana fino «&lt;em&gt;allo stato di uomini fatti&lt;/em&gt;».&lt;br /&gt;Questa crescita ha due caratteristiche: la prima è che ha una progettualità e un orientamento; non si tratta di una crescita qualsiasi, ma ha una direzionalità, è una crescita in vista di qualcosa: ha come obiettivo Cristo e si persegue seguendo la verità. Ma la verità viene seguita «&lt;em&gt;nell’amore&lt;/em&gt;», è precisato. La verità è importante, ma senza l’amore è snaturata. Nella Bibbia, abbiamo avuto modo di dirlo molte volte, la verità è Dio, ma l’affermazione fondamentale è che «&lt;em&gt;Dio è amore&lt;/em&gt;.» Verità e amore non possono essere disgiunte senza rendere la verità uno strumento di morte e l’amore un sentimento che fa rima con cuore. La verità non si brandisce come un spada che ferisce tutti quelli che colpisce, ma si offre come un fiore che rallegra ogni cuore che lo riceve.&lt;br /&gt;La seconda caratteristica della crescita spirituale è comunitaria e riguarda la diversità dei doni. Esiste una unità della fede, ma non una unità dei doni, anzi, l’unità del corpo è data proprio dalla diversità e dalla articolazione delle membra. La diversità dei doni costituisce l’idea di unità della chiesa. Una comunità pienamente matura ha molte membra con funzioni diverse che si articolano perfettamente per lo scopo comune dell’intero corpo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al v. 7 viene espresso un concetto importante che è al vertice della struttura del ragionamento di Paolo: «&lt;em&gt;a ciascuno di noi la grazia è stata data secondo la misura del dono di Cristo&lt;/em&gt;.»&lt;br /&gt;Che cos’è la “grazia” di cui l’apostolo parla qui?&lt;br /&gt;Nella chiesa, ogni membro ha un ruolo distintivo da giocare per il corretto funzionamento di tutto il corpo. L’abilità di svolgere questo ruolo è chiamato la “grazia”, che è data a ciascuno. Poco sopra Paolo stesso chiama la possibilità di essere apostolo degli stranieri una “grazia”: «&lt;em&gt;A me, dico, che sono il minimo fra tutti i santi, è stata data questa grazia di annunziare agli stranieri le insondabili ricchezze di Cristo&lt;/em&gt;» (3:8) e nella lettera ai Romani scrive: «&lt;em&gt;così noi, che siamo molti, siamo un solo corpo in Cristo, e, individualmente, siamo membra l'uno dell'altro. Avendo pertanto carismi differenti secondo la grazia che ci è stata concessa, se abbiamo carisma di profezia, profetizziamo conformemente alla fede&lt;/em&gt;» (Rm. 12:5-6). E’ chiaro che la “grazia”, qui, è un ministero, o un dono spirituale: «&lt;em&gt;Infatti, a uno è data, mediante lo Spirito, parola di sapienza; a un altro parola di conoscenza, secondo il medesimo Spirito; a un altro, fede, mediante il medesimo Spirito; a un altro, carismi di guarigione, per mezzo del medesimo Spirito; a un altro, potenza di operare miracoli; a un altro, profezia; a un altro, il discernimento degli spiriti; a un altro, diversità di lingue e a un altro, l'interpretazione delle lingue; ma tutte queste cose le opera quell'unico e medesimo Spirito, distribuendo i doni a ciascuno in particolare come vuole&lt;/em&gt;.» (1 Cor. 12:8-11). Quindi il significato di questa frase è: «a ciascuno di noi è stato dato un ministero». Questo ministero è dato a tutti i credenti indistintamente, anche se varia «secondo la misura del dono di Cristo.» Quindi, tutti i credenti hanno un compito da svolgere e questo compito è l’edificazione della chiesa. Ciò non è compito di uno o di pochi, ma di tutti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come abbiamo detto, in questo testo non si riesce a districare l’edificazione della chiesa dalla crescita spirituale dei suoi membri, sono due aspetti della medesima cosa, corrono parallele e sono legate l’una all’altra. Maturare significa edificare la chiesa ed edificare la chiesa significa far maturare i credenti. Ma in verità non sono i credenti ad edificare la chiesa. &lt;strong&gt;Chi edifica la chiesa è Gesù Cristo&lt;/strong&gt;: «&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Da lui&lt;/strong&gt; tutto il corpo ben collegato e ben connesso mediante l'aiuto fornito da tutte le giunture, trae il proprio sviluppo nella misura del vigore di ogni singola parte, per edificare sé stesso nell'amore&lt;/em&gt;.» Il compito de credenti è di crescere verso Gesù Cristo; come il corpo umano nello sviluppo trova le proprie giuste proporzioni, così il credente raggiunge, con la maturità di fede, le giuste proporzioni con il capo del corpo: Gesù Cristo. Cristo è come il nostro DNA che ci fa crescere fino all’armonia completa del corpo. Così non solo è maturato il credente, ma anche la comunità è stata edificata, in un tutt’uno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il fatto che l’edificazione della chiesa, nonostante sia un’opera di Cristo, sia un ministero dei credenti, implica un altro fatto: che &lt;strong&gt;la comunità cristiana è il luogo dove i credenti insieme sono incamminati in questo percorso di maturazione&lt;/strong&gt;, e per questo si offrono un servizio reciproco di incoraggiamento, testimonianza e aiuto. Questa strada non si percorre da soli, ma in compagnia di tutti coloro che sono stati invitati a fare questo percorso. Per strada si parla, ci si fa compagnia, ci si scambiano esperienze, si riceve e si dà aiuto, chi sta avanti può avvisare gli altri delle difficoltà, dei pericoli, chi è indietro può ricevere sostegno, chi è stanco può ricevere aiuto. Insomma, la chiesa deve anche essere il luogo favorevole alla crescita spirituale dei credenti. Un ambiente sicuro, amichevole, incoraggiante, solidale, dove la gente impara non solo a diventare cristiano, ma anche a diventare un uomo, una donna.&lt;br /&gt;Il problema dell’uomo moderno non è più la sua capacità tecnologica, ma ormai è diventato il crescere nelle competenze umane e spirituali. L’umanità deve crescere nella saggezza per colmare quella distanza che si è creata tra le nostre competenze tecnologiche e la nostre competenze umane.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dovremmo cominciare a sentirci chiamati a diventare delle persone migliori, con relazioni umane migliori per edificare un mondo migliore. La chiesa è il luogo dove questo uomo nuovo e mondo nuovo possono emergere. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8030632916378855687-2312645593949478806?l=aeonnext.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aeonnext.blogspot.com/feeds/2312645593949478806/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8030632916378855687&amp;postID=2312645593949478806&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8030632916378855687/posts/default/2312645593949478806'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8030632916378855687/posts/default/2312645593949478806'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aeonnext.blogspot.com/2008/11/efesini-47-16-crescere-spiritualmente.html' title='Efesini 4:7-16 - Crescere Spiritualmente'/><author><name>Italo Benedetti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02637379623917345521</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/SR58juh4pJI/AAAAAAAAALs/Y7nApG2fTM0/s72-c/trasfigurazione01c.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8030632916378855687.post-7832170812191916234</id><published>2008-11-10T09:25:00.003+01:00</published><updated>2008-11-10T09:37:09.953+01:00</updated><title type='text'>Matteo 28:18b-20 - Il Discepolato come Missione della Chiesa</title><content type='html'>&lt;div&gt;La chiesa è, per sua natura, estroversa. Essa non chiama a sé il mondo, ma è essa chiamata, da Gesù, ad andare nel mondo. Questa è la sua missione. La chiesa va nel mondo perché è lo strumento dell’iniziativa di Dio a favore del mondo.&lt;br /&gt;Quindi, la preoccupazione maggiore della comunità cristiana è quella di formare dei discepoli di Cristo nel mondo e non semplicemente dei “buoni membri di chiesa”. Essa é una “palestra” di spiritualità; non la tana dove ci si rifugia per sottrarsi alle responsabilità e alla missione verso il mondo, ma il luogo dove si torna per trovare nuova linfa, sostegno, formazione e confronto nella propria missione nel mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Su queste parole di Gesù bisogna dire almeno due cose:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La prima. Tre sono le parole che scandiscono il ritmo di questo mandato e che, in qualche modo, pongono le caratteristiche fondamentali della missione cristiana: «Andate», «Fate miei discepoli», «Insegnando».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La prima caratteristica è quella dell’andare (questo verbo andrebbe tradotto con “and&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/SRfygp9QwSI/AAAAAAAAALk/N5BMCUMdnlk/s1600-h/crocifisso.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5266944932065624354" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 101px; CURSOR: hand; HEIGHT: 135px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/SRfygp9QwSI/AAAAAAAAALk/N5BMCUMdnlk/s400/crocifisso.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;ando”, con il significato di “mentre andate”). Uno dei significati della parola discepolo è “seguace”, cioè colui che segue qualcuno. Un antico detto ebraico dice: «Segui il rabbino, bevi dalle sue parole e bagnati nella polvere dei suoi sandali». Questa è l’essenza del discepolato e l’essenza dei discepoli di Gesù: seguire il Maestro, dissetarsi dalle sue parole e camminare così vicino a lui da rimanere impolverati della polvere sollevata dai suoi passi. Gesù disse al giovane ricco: «Tu vieni e seguimi». Essere discepoli in primo luogo significa andare dove va il Maestro, farsi guidare da lui, seguirlo, essere con lui, vivere con lui. Non si può immaginare un discepolo che viva lontano e che segua vie diverse da quelle del suo Maestro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La seconda caratteristica è quella dell’imparare. Il significato principale della parola discepolo è ovviamente “colui che impara”. Il discepolo “beve dalle parole del Maestro”. La relazione che c’è tra il Maestro e il discepolo è quella che c’è tra chi insegna e chi impara. Il Maestro insegna, il discepolo impara. Da questo si riconosce il vero discepolo: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola». Essere discepoli di Gesù significa “essere con lui per imparare da lui ad essere come lui”. Il discepolato non è fatto per rimanere come si è. E non si può immaginare un discepolato che non implichi la trasformazione del carattere e della vita del discepolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La terza caratteristica è quella dell’insegnare. Il discepolo non solo segue il Maestro, non solo impara da lui, ma anche insegna ad altri ad essere discepoli. Con la sua esperienza di discepolo può insegnare ad altri ad esserlo. Gesù stesso ha detto: «Chi ascolta voi ascolta me; chi respinge voi respinge me, e chi rifiuta me rifiuta Colui che mi ha mandato». C’è una specie di “cinghia di trasmissione” della parola da Dio fino all’ultimo discepolo. Essere discepoli è una esperienza che deve essere trasmessa. L’insegnamento è primariamente un insegnamento all’ubbidienza: «a osservare tutte quante le cose che vi ho comandate». Non si può scindere il discepolato all’ubbidienza, ed è questa ubbidienza, tanto difficile da ottenere, che va insegnata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C’è da aggiungere una cosa, al riguardo del discepolato, che ci viene dal contesto. Gesù stesso incapsula il versetto 19, dove dice: andate, fate discepoli, insegnando … all’interno di una cornice. L’inizio del detto di Gesù è: «Ogni potere mi è stato dato in cielo e sulla terra» e alla fine conclude: «Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine dell'età presente». Questa cornice è molto importante, perché stabilisce un cosiddetto “paradigma”, cioè un quadro di riferimento all’interno del quale le parole dette hanno un significato e un potere. Ossia, quelle parole di Gesù sono concepibili solo all’interno di quel quadro di riferimento. Questo quadro è costituito da un lato dal potere di Cristo che gli è stato dato in cielo e sulla terra, e dall’altro dalla presenza di Cristo con i discepoli per sempre. Senza questo potere e questa presenza di Cristo, il suo mandato sarebbe per noi velleitario. Un autore dice che le promesse che Gesù ha fatte per questo tempo fino al suo ritorno, sono fatte precisamente ai suoi discepoli. Chi non è suo discepolo e legge queste promesse come se fossero rivolte a lui è come qualcuno che tenta di incassare un assegno che non è suo: è una cosa che riesce raramente!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La seconda cosa che bisogna dire di questo testo. Il comandamento che riceviamo da Gesù è: «Fate miei discepoli». In questo grande mandato di Gesù il verbo all’imperativo – cioè quello che contiene il comando – è solo questo «fate miei discepoli». A rigor di termini, tutti e tre i verbi compongono il mandato di Gesù, ma solo quello centrale rappresenta un comandamento. Quindi, il comandamento di Gesù risorto ai suoi discepoli è uno solo: «fate miei discepoli»; gli altri due verbi ci dicono come: andando e insegnando. Qui non c’è scritto né “salvate ogni persona umana”, né “salvate il mondo”; ma solamente «fate miei discepoli». Ciò che viene messo in risalto è il discepolato stesso, cioè la relazione dei credenti con il loro Signore. C. S. Lewis (l’autore di “Le cronache di Narnia”) ha scritto che la nostra fede non è questione di ascoltare quello che Cristo ha detto tanto tempo fa e cercare di metterlo in pratica. Piuttosto, la fede consiste nell’avere il vero Figlio di Dio al nostro fianco che cerca di trasformarci nello stesso tipo di persona che lui è. Per così dire egli inocula la sua vita eterna in noi e noi veniamo trasformati in persone vive della sua vita. Ciò è possibile solo in questo stretto discepolato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La terza cosa che bisogna dire di questo testo. Insegnare l’ubbidienza è parte integrante del discepolato. La trasformazione del nostro carattere e della nostra vita è parte integrante del messaggio di salvezza. Oggi la chiesa si è abituata al rapporto “clientelare” con i propri membri. Molti di quelli che fanno parte della chiesa, o semplicemente la frequentano, hanno un rapporto con la chiesa e non con Cristo. Per molti la chiesa è “interessante” culturalmente e socialmente, per altri l’aver creduto a Gesù non è significato una vera trasformazione della vita, è stato un rapporto (per mille ragioni) terminato prematuramente. La fede cristiana è una grandiosa opportunità di cambiare il nostro carattere e il modo in cui viviamo la nostra vita che non viene sfruttata. Questo non significa che solo i discepoli verranno salvati. Ma io mi chiedo: “come farà una persona amareggiata, con il cuore gonfio di risentimento e di rabbia, incapace di perdonare, disabituata ad amare gratuitamente e senza ritorno, a vivere in paradiso?” Non è solo una questione di salvezza per grazia, ma anche una questione di “essere pronti a vivere col Signore”. Siamo sicuri che chi va con il Signore sarà automaticamente capace di viverci? Vivere come discepoli significa imparare a vivere accanto al Signore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quindi, come si “fanno discepoli di Cristo”?&lt;br /&gt;Prima di tutto per fare discepoli bisogna essere discepoli. Questo comandamento di Gesù ci chiede, se non l’abbiamo già fatto, di diventare discepoli per poter fare discepoli. E per fare questo dobbiamo agire su quelle idee che ci prevengono dal diventare discepoli e di usare questa introspezione per poter fare una esperienza utile per parlare a coloro che vogliamo diventino discepoli di Gesù.&lt;br /&gt;se volessimo usare un motto per questo testo potremmo dire così: “Nel proprio discepolato, fare discepoli educando al discepolato”.&lt;br /&gt;Il discepolato ha come obiettivo la &lt;strong&gt;trasformazione&lt;/strong&gt;, questa è la parola chiave.&lt;br /&gt;· Il discepolato vuole cambiare il carattere delle persone, le loro idee, i loro valori negativi che rendono la nostra vita privata miserabile.&lt;br /&gt;· Vuole cambiare il modo in cui viviamo la nostra vita, i nostri stili di vita eccessivi, egoistici e distruttivi che minano le nostre relazioni umane.&lt;br /&gt;· Vuole, in definitiva, cambiare il mondo e le sue regole inique, ingiuste, che tolgono la pace e distruggono la terra, per ristabilire l’equilibrio sano e felice della creazione.&lt;br /&gt;Il discepolato significa: “essere con lui per imparare da lui ad essere come lui”.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8030632916378855687-7832170812191916234?l=aeonnext.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aeonnext.blogspot.com/feeds/7832170812191916234/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8030632916378855687&amp;postID=7832170812191916234&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8030632916378855687/posts/default/7832170812191916234'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8030632916378855687/posts/default/7832170812191916234'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aeonnext.blogspot.com/2008/11/matteo-2818b-20-il-discepolato-come.html' title='Matteo 28:18b-20 - Il Discepolato come Missione della Chiesa'/><author><name>Italo Benedetti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02637379623917345521</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/SRfygp9QwSI/AAAAAAAAALk/N5BMCUMdnlk/s72-c/crocifisso.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8030632916378855687.post-4337173326695346265</id><published>2008-11-04T17:27:00.004+01:00</published><updated>2008-11-04T17:49:04.332+01:00</updated><title type='text'>Geremia 29:4-7 - Da chiese generiche a comunità incarnate</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/SRB605UoroI/AAAAAAAAALE/yZ5eUBRlmPw/s1600-h/Geremia+1.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5264843013555269250" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 109px; CURSOR: hand; HEIGHT: 140px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/SRB605UoroI/AAAAAAAAALE/yZ5eUBRlmPw/s400/Geremia+1.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Se noi volessimo spiegare il senso del testo di oggi con una sola frase potremmo dire che &lt;strong&gt;“la geografia della salvezza è cambiata”&lt;/strong&gt;. L’esilio babilonese è stato come un terremoto che ha cambiato per sempre il contesto della fede d’Israele. La profezia di Geremia fa quattro affermazioni sconvolgenti, destinate a modificare permanentemente l’atteggiamento di fede degli israeliti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;La profezia afferma che dietro l’esilio del popolo d’Israele a Babilonia c’è Dio.&lt;/strong&gt; «&lt;em&gt;Così parla il Signore degli eserciti, Dio d'Israele, a tutti i deportati che io ho fatto condurre da Gerusalemme a Babilonia&lt;/em&gt;». Questo significa che Dio non si è mostrato come il liberatore d’Israele, ma esattamente come suo oppressore. Contro tutta la tradizione biblica fino a quel momento, Dio si manifesta non come redentore d’Israele, ma come suo giudice. Il profeta Geremia, per questo, verrà additato come un falso profeta.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/SRB7FMw6VeI/AAAAAAAAALM/wUAKg85iH2w/s1600-h/Geremia+3.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5264843293652047330" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 91px; CURSOR: hand; HEIGHT: 121px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/SRB7FMw6VeI/AAAAAAAAALM/wUAKg85iH2w/s400/Geremia+3.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Si tratta di un’affermazione radicale e di una durezza inconcepibile per il popolo di Dio che la riceve. Soprattutto, qui c’è la condanna, ma non c’è la colpa. Perché questo giudizio così duro? Quale è stato il peccato del popolo che ha fatto meritare un tracollo di questa portata? Forse si potrebbe andare a leggere qualche pagina precedente del profeta per capire il peccato del popolo, ma rimane il fatto che la profezia stessa manca dell’affermazione del peccato del popolo, cioè manca di una giustificazione. Dio aveva già in passato punito il popolo per il suo peccato, questo Israele era pronto a capirlo, ma ora non viene detto perché! E’ cambiato qualcosa nella sua relazione con il suo popolo? Tutto ciò è inaccettabile per il popolo, ma Geremia lo chiama ad accettare questo giudizio.&lt;br /&gt;Col senno di poi, noi possiamo però vedere che attraverso l’accettazione di questo giudizio così incomprensibile, Dio sta guidando il suo popolo verso l’adempimento della promessa fatta ad Abramo: «in te saranno benedette tutte le famiglie della terra». E’ dalla diaspora babilonese che nascerà il giudaismo del tempo di Gesù, nell’alveo del quale nascerà il cristianesimo. E’ chiaro che, comunque, con questa profezia il panorama della fede d’Israele cambia radicalmente e per sempre&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;La profezia afferma che Israele deve vivere a Babilonia come se vivesse nella terra promessa.&lt;/strong&gt; «&lt;em&gt;Costruite case e abitatele; piantate giardini e mangiatene il frutto; prendete mogli e generate figli e figlie; prendete mogli per i vostri figli, date marito alle vostre figlie perché facciano figli e figlie; moltiplicate là dove siete, e non diminuite&lt;/em&gt;.» Anche se può non sembrare così, in questa profezia Geremia sta offrendo una speranza e una precisa indicazione di come il popolo dovrà vivere in questa situazione completamente mutata. “Se Dio ha così radicalmente cambiato il suo atteggiamento verso di noi”, si chiede il popolo, “come possiamo vivere qui?” Molti falsi profeti, non avendo appunto una vera visione, vedevano una sola possibilità: che Dio avrebbe fatto tornare subito il popolo a casa. E il loro messaggio era contrario a quello di Geremia, cioè incoraggiava gli israeliti a non adattarsi e a tenersi pronti per tornare (il messaggio più ovvio, quello più biblico e teologicamente coerente). Il popolo era in grande sofferenza, tenuto sulle braci da una leadership cieca che non riusciva a capire realmente cosa st&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/SRB7dTZK1YI/AAAAAAAAALU/TNq61DGf9oM/s1600-h/Geremia+2.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5264843707748373890" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 109px; CURSOR: hand; HEIGHT: 136px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/SRB7dTZK1YI/AAAAAAAAALU/TNq61DGf9oM/s400/Geremia+2.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;ava accadendo.&lt;br /&gt;Anche se questo non era ciò che il popolo voleva ascoltare – cioè che l’esilio sarebbe stato lungo – nondimeno la profezia dà una precisa indicazione al popolo: “piantate le tende, rimarremo qui!” (i falsi profeti non sapevano dare alcuna indicazione di cosa fare). Ma non solo questo, Geremia offre anche una speranza al popolo; tre versetti più in là nella stessa profezia Geremia dice: «&lt;em&gt;Infatti io so i pensieri che medito per voi&lt;/em&gt;», dice il Signore: «&lt;em&gt;pensieri di pace e non di male, per darvi un avvenire e una speranza&lt;/em&gt;.» (v. 11), cioè, il vostro avvenire è nelle mani sicure e benevole di Dio che non mancherà di farvi conoscere le sue benedizioni (come effettivamente avverrà).&lt;br /&gt;Geremia dice: “vivete come se foste a Gerusalemme”. Facile a dirsi, ma come si fa? A Babilonia manca tutto: non solo non è la terra promessa, ma manca il regno davidico, manca Gerusalemme dove si sarebbero compiute tutte le promesse, manca il tempio per i sacrifici. Come si può rimanere fedeli a Babilonia? Ma grazie alla profezia di Geremia, gli israeliti a Babilonia faranno nascere un nuovo modo di essere ebrei. Inventeranno la sinagoga; emergerà una nuova leadership, i farisei; e la fede sarà fondata sulla legge e non più sul tempio. A Babilonia nasce il giudaismo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;La profezia afferma che Dio ama i babilonesi.&lt;/strong&gt; «&lt;em&gt;Cercate il bene della città dove io vi ho fatti deportare, e pregate il Signore per essa&lt;/em&gt;». Anche questa affermazione arriva come una doccia fredda. Israele non è l’unico popolo di cui Dio si prende cura e che benedice. Yahwe non è l’idolo di una piccola nazione del Medio Oriente di cui solo si prende cura, ma è l’iddio creatore del cielo e della terra, colui che guida i popoli e la storia. Dio ha stretto un patto d’alleanza eterno con Israele, ma tuttavia il mondo e i popoli rimangono suoi. Dio ha eletto un popolo come sua eredità particolare, ma non ha abbandonato tutti gli altri a loro stessi. Certo, Babilonia non lo riconosce, ma nondimeno egli è il loro Dio. Nessuno ha il monopolio su Dio, nemmeno Israele (né la Chiesa). Dio è un Dio universale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;La profezia afferma che Israele ha una missione a Babilonia.&lt;/strong&gt; «&lt;em&gt;Dal bene di questa dipende il vostro bene». E’ venuto il momento che Israele comprenda ed attui il suo mandato, quello che era all’origine della vocazione di Abramo: «in te saranno benedette tutte le famiglie della terra&lt;/em&gt;». Questo include Babilonia. Israele, come il profeta Giona, è trascinato alla sua missione.&lt;br /&gt;Vorrei che fosse chiara l’entità dello sconvolgimento a cui è stata sottoposta la fede d’Israele: Dio è un Dio universale; la sua promessa è per tutte le famiglie della terra; Israele viene inserito in un panorama totalmente cambiato e deve trovare nuove forme di fedeltà, la sua è diventata una missione. Davvero la geografia della salvezza è cambiata!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/SRB72kQZghI/AAAAAAAAALc/MnK-HMRriuo/s1600-h/Geremia+4.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5264844141771719186" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 107px; CURSOR: hand; HEIGHT: 143px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/SRB72kQZghI/AAAAAAAAALc/MnK-HMRriuo/s400/Geremia+4.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Io credo che oggi, come per Israele durante l’esilio babilonese, sia cambiata la geografia della salvezza. Nuovi approcci sono necessari. Israele è uscito dall’esperienza dell’Esilio profondamente cambiato e forse anche noi siamo chiamati a dei cambiamenti radicali. Si tratta di avere un impatto sulla società.&lt;br /&gt;Parlare di impatto ci costringe a considerare gli effetti della nostra missione complessiva, che riguarda tanto l’evangelizzazione quanto la diaconia, tanto la conversione quanto la liberazione. Parlare di impatto ci costringe anche a concepirci all’interno di una missione complessiva dove non c’è chi predica e chi serve, ma ci sono solo discepoli che vivono l’evangelo in parole ed azioni in un rapporto stretto col Signore.&lt;br /&gt;Questo impatto è all’interno della strategia di Dio per la salvezza del mondo: la cospirazione divina.&lt;br /&gt;La consapevolezza che come credenti noi siamo cittadini del regno di Dio (come Israele che scopre di essere diventato cittadino babilonese) ci porta in una situazione completamente mutata che richiede decisioni nuove. Se vogliamo applicare alle comunità evangeliche la profezia di Geremia, dobbiamo dire che dobbiamo passare dall’essere comunità generiche all’essere comunità incarnate. Forse dietro questi grandi cambiamenti sociali che riguardano la chiesa, alcuni dei quali dolorosi, c’è la mano di Dio; forse dobbiamo cominciare a vivere come cittadini del regno di Dio; forse dovremmo riconoscere che Dio non ama solo la chiesa, ma ogni uomo e ogni donna; forse il bene del mondo è anche il nostro bene e noi abbiamo un compito qui.&lt;br /&gt;Per questo motivo credo che dovremmo cominciare a ragionare più che nei termini della crescita della chiesa, cosa che ci spinge ad una evangelizzazione aggressiva e superficiale; più che nei termini della presenza nella società, che ci spinge ad una lotta ideologica e antagonistica; dovremmo parlare nei termini della crescita del regno di Dio nel mondo, diventando comunità incarnate e rimettendo al centro del nostro discorso il discepolato.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8030632916378855687-4337173326695346265?l=aeonnext.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aeonnext.blogspot.com/feeds/4337173326695346265/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8030632916378855687&amp;postID=4337173326695346265&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8030632916378855687/posts/default/4337173326695346265'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8030632916378855687/posts/default/4337173326695346265'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aeonnext.blogspot.com/2008/11/geremia-294-7-da-chiese-generiche.html' title='Geremia 29:4-7 - Da chiese generiche a comunità incarnate'/><author><name>Italo Benedetti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02637379623917345521</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/SRB605UoroI/AAAAAAAAALE/yZ5eUBRlmPw/s72-c/Geremia+1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8030632916378855687.post-105268870277674448</id><published>2008-07-22T09:59:00.002+02:00</published><updated>2008-07-22T10:00:38.638+02:00</updated><title type='text'>On Sunday Nights</title><content type='html'>&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/U5xGA3Dpxz0&amp;hl=en&amp;fs=1"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/U5xGA3Dpxz0&amp;hl=en&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8030632916378855687-105268870277674448?l=aeonnext.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aeonnext.blogspot.com/feeds/105268870277674448/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8030632916378855687&amp;postID=105268870277674448&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8030632916378855687/posts/default/105268870277674448'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8030632916378855687/posts/default/105268870277674448'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aeonnext.blogspot.com/2008/07/blog-post.html' title='On Sunday Nights'/><author><name>Italo Benedetti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02637379623917345521</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8030632916378855687.post-882460166399874058</id><published>2008-07-03T17:38:00.004+02:00</published><updated>2008-07-03T17:54:55.291+02:00</updated><title type='text'>Edifici ecclesiastici e spiritualità</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/SGz2PLDO6BI/AAAAAAAAAKI/S2IJOIXCccA/s1600-h/Chiesa.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5218816808740382738" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/SGz2PLDO6BI/AAAAAAAAAKI/S2IJOIXCccA/s400/Chiesa.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Insieme alle "chiese" (non nel senso biblico delle comunità, ma in quello comune degli edifici) abbiamo ereditato anche la spiritualità che le ha concepiti. Esse, infatti, sono anche il risultato di un modo di concepire la fede. Si tratta di una fede stabilita, con dei fondamenti sociali solidi, nella quale la vita religiosa è rispettata e in qualche modo richiesta e incoraggiata. Si tratta di una fede centralizzata, in due sensi: 1) che ha bisogno di uffici, dipendenti e di una amministrazione. Se hai delle "chiese" hai anche una burocrazia. Inoltre, per manetenere le "chiese" hai bisogno dell'aiuto dello Stato. Ma la fede è centralizzata anche nel senso che essa, principalmente, si volge al’interno delle "chiese". Perciò esse inducono anche a un certo dualismo: ciò che si fa fuori e ciò che si fa dentro. Per questo tipo di fede hai bisogno anche dei sacerdoti. Questi hanno una funzione importantissima nella società: l’accompagnano, la guidano, la consigliano, la incoraggiano e la consolano nei momenti difficili. Insomma le "chiese" rappresentano la «religione del Tempio». Oggi la spiritualità è cambiata. Siamo nell’epoca di Internet e la gente “naviga”; c’è più movimento, ma meno sedentarietà. Le "chiese" servono meno, e spendere per mantenerle sembra sempre più uno spreco. Oggi molte chiese all’estero hanno dei piccoli gruppi casalinghi infrasettimanali e il culto lo svolgono affittando un cinema la domenica mattina. Siamo cioè tornati alla «religione del Tabernacolo», la “tenda di convegno” è il luogo meno stabile, ma più adatto a questa spiritualità. Il sacerdote serve a poco, il credente ha piuttosto bisogno di un profeta o meglio, di un apostolo, qualcuno che abbia una autorevolezza che non derivi dalla sua funzione, ma dalla sua fede e che sia in cammino con tutti gli altri. I legami esistono, ma non sono denominazionali o istituzionali, piuttosto sono fondati sulle affinità e sugli obiettivi, cioè sono dei network.&lt;br /&gt;Quindi, il problema degli edifici ecclesiastici è, ancora una volta, spirituale. La decisione non è cosa ci facciamo con gli immobili, ma cosa vogliamo fare con la nuova spiritualità.&lt;br /&gt;C'è bisogno di avviare una “transizione culturale” che riguardi 1) gli immobili e la loro relazione con il ministero effettivamente svolto in essi; 2) la formazione pastorale e degli altri ministeri, più deduttiva e legata al lavoro della chiesa locale con una particolare enfasi agli aspetti spirituali del ministero; e 3) la struttura ecclesiastica, meno centralizzata e più simile al network con formule di maggiore impegno di comunità e persone nella vita denominazionale attraverso delle “banche del tempo”.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8030632916378855687-882460166399874058?l=aeonnext.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aeonnext.blogspot.com/feeds/882460166399874058/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8030632916378855687&amp;postID=882460166399874058&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8030632916378855687/posts/default/882460166399874058'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8030632916378855687/posts/default/882460166399874058'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aeonnext.blogspot.com/2008/07/edifici-ecclesiastici-e-spiritualit.html' title='Edifici ecclesiastici e spiritualità'/><author><name>Italo Benedetti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02637379623917345521</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/SGz2PLDO6BI/AAAAAAAAAKI/S2IJOIXCccA/s72-c/Chiesa.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8030632916378855687.post-5871501518733214020</id><published>2008-06-18T19:43:00.006+02:00</published><updated>2008-06-18T19:55:12.325+02:00</updated><title type='text'>UCEBI "emergente"?</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/SFlKNQe_DPI/AAAAAAAAAJ4/DHb2VrrTCY0/s1600-h/libri.jpg"&gt;&lt;em&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5213279635281743090" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/SFlKNQe_DPI/AAAAAAAAAJ4/DHb2VrrTCY0/s400/libri.jpg" border="0" /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt; Riporto il "messaggio alle chiese" della 40^ Assemblea Generale dell'UCEBI (Unione Cristiana Evangelica Batista d'Italia) tenutasi il 13-15 giugno 2008 a Bellaria (RN).&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le parole di Gesù, “Tu vieni e seguimi” hanno risuonato nelle nostre orecchie e nei nostri cuori molte volte durante i lavori di questa 40^ Assemblea Generale dell’UCEBI. Esse hanno richiamato alla nostra mente i tanti racconti di vocazione e di sequela delle Scritture.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Proprio queste parole ci hanno indotto a sentire l’urgenza del momento. Una urgenza non solo dettata dalle difficoltà piccole e grandi nelle quali si trovano le nostre chiese, ma determinata, appunto, dall’incontro col Signore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non vogliamo nascondervi la grande preoccupazione da cui siamo partiti, ascoltando una volta ancora, dalla tirannia dei numeri, che l’andamento dell’Unione, da un punto di vista economico finanziario ha imboccato una via di declino che presto potrebbe portarci ad una situazione fuori dal nostro controllo. L’urgenza di correttivi sostanziali per trovare un punto di equilibrio tra ciò che viene dalle chiese al piano di cooperazione e ciò che è necessario profondere per il mantenimento dell’Unione e del patrimonio immobiliare, non può essere derogato più neppure di un giorno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tuttavia, proprio nella parole di Cristo, abbiamo voluto cogliere un’altra, superiore urgenza, quella del bisogno della nostra riconsacrazione all’opera dell’Evangelo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La chiamata dei discepoli ai tempi di Gesù come ai nostri, porta con sé l’accoglienza di una vita più esposta, non garantita dall’illusione di risorse illimitate, ma che promette, proprio nell’audace affidamento al suo richiamo, di poter affrontare i marosi e vincere la gravità che vorrebbe inghiottirci.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Possiamo farcela perché al nostro Dio nulla è impossibile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Guardando ai doni che lo Spirito continua a elargire nel nostro mezzo, ci rendiamo conto che il Signore non solo non ci abbandona ma anche ci mostra la via d’uscita dalle difficili contingenze dell’oggi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bisogna però mettere i piedi fuori dalla barca. Bisogna spostare la vita delle nostre comunità ancora di più verso le città e i quartieri in cui viviamo.&lt;br /&gt;Non possiamo più accontentarci di una vita spirituale pigra e rituale che si fissa e non di rado si risolve in pochi momenti di incontro settimanale.&lt;br /&gt;Molte chiese stanno già facendo uno sforzo per progettare la loro missione di evangelizzazione, di servizio agli ultimi, di diaconia politica. Bisogna fare di più. Bisogna impegnarsi tutti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ necessario che rivediamo la priorità nell’uso delle nostre risorse economiche, sia come persone che come famiglie di credenti. La solidarietà, la passione per la giustizia, il soccorso per l’orfano e la vedova debbono spingerci a rivisitare la nostra spiritualità delle primizie e delle decime. Se le chiese dovranno vivere ancora per molto delle nostre elemosine e delle nostre eccedenze soccomberanno. Ma se sapremo abbandonarci ad un discepolato a “caro prezzo” il Signore moltiplicherà le nostre risorse e benedirà la nostra missione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche la storica decisione di chiedere allo Stato di accedere alla ripartizione dell’8XM del gettito IRPEF, per scopi sociali, umanitari e culturali, vorremmo forse una spinta alla missione e che in alcun modo veicolasse l’idea che tale gettito potrà sostituire l’impegno dei singoli e delle comunità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Desideriamo impegnarci ad avere momenti comunitari fatti anche di preghiera e di digiuno, per discutere di quanto è stato elaborato da questa assemblea. Ci proponiamo, nel nome del Signore, ad acquisire una nuova mentalità per la quale il lavoro del nostro anno ecclesiastico venga programmato in senso più missionario;&lt;br /&gt;a cercare di fare delle analisi, facendoci aiutare anche da esperti, per comprendere meglio il momento storico che sta vivendo il nostro paese. E quindi,&lt;br /&gt;a formulare le nostre priorità e perseguirle con disciplina e determinazione. Impariamo gli uni dagli altri ad avere momenti di verifica e di valutazione di quel che stiamo facendo, alla luce dalla Parola di Dio, cercando di coinvolgere il maggior numero possibile di fratelli e sorelle.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se i nostri studi biblici non torneranno ad essere nuovamente frequentati e se non ricominceremo dal riconsacrare la domenica, partecipando all’annuncio della Parola, come assoluta priorità sulle altre cose, finiremo per non avere più le energie spirituali e le conoscenze bibliche necessarie, per affrontare questo nostro mondo così profondamente spaesato in riferimento alle ragioni di senso della vita, di rispetto della giustizia a cominciare dai più deboli, di impegno per la pace e per la salvaguardia del creato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Preghiamo incessantemente”, fratelli e sorelle, proprio come ci ha suggerito il motto dell’ultima Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, perché possiamo trovare le ragioni dell’unità del corpo di Cristo, resistendo così alle divisioni e alle conflittualità che tardano a trovare i momenti della riconciliazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sostenibilità del nostro modello ecclesiastico, fiducia e audacia nella nostra sequela del Cristo, sguardo rivolto al mondo e al Regno di Dio che invochiamo, passo deciso per rimettere in movimento le nostre piccole comunità, facendo proprio delle nostre piccole dimensioni la forza di un agire rapido e tempestivo: queste le parole chiave che vogliamo lasciarvi. Il tutto accompagnato da un senso di urgenza non più derogabile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Voglia il Signore benedire i nostri propositi, soccorrerci nei momenti di smarrimento, e formarci alla scuola del discepolato nel mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Riaccenda il Signore nei nostri cuori la fede per la quale sappiamo che colui che dice “vieni e seguimi” è anche colui che ci dà la forza stringendo con la sua mano la nostra.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8030632916378855687-5871501518733214020?l=aeonnext.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aeonnext.blogspot.com/feeds/5871501518733214020/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8030632916378855687&amp;postID=5871501518733214020&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8030632916378855687/posts/default/5871501518733214020'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8030632916378855687/posts/default/5871501518733214020'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aeonnext.blogspot.com/2008/06/ucebi-emergente.html' title='UCEBI &quot;emergente&quot;?'/><author><name>Italo Benedetti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02637379623917345521</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/SFlKNQe_DPI/AAAAAAAAAJ4/DHb2VrrTCY0/s72-c/libri.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8030632916378855687.post-6247874591766977932</id><published>2008-05-21T17:03:00.003+02:00</published><updated>2008-05-21T17:16:20.165+02:00</updated><title type='text'>Total Praise Gospel Music Workshop - Roma 2008</title><content type='html'>Corso di Canto Gospel aperto a tutti&lt;br /&gt;4-7 SETTEMBRE 2008&lt;br /&gt;Presso la:&lt;br /&gt;Chiesa Evangelica Battista&lt;br /&gt;via del Teatro Valle 27&lt;br /&gt;Roma (centro storico)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;M° &lt;strong&gt;Mark Prioleau&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Direttore del coro della &lt;em&gt;Alfred street Baptist Church&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Alexandria - Virginia (Washington D.C.)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8030632916378855687-6247874591766977932?l=aeonnext.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aeonnext.blogspot.com/feeds/6247874591766977932/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8030632916378855687&amp;postID=6247874591766977932&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8030632916378855687/posts/default/6247874591766977932'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8030632916378855687/posts/default/6247874591766977932'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aeonnext.blogspot.com/2008/05/total-praise-gospel-music-workshop-roma.html' title='Total Praise Gospel Music Workshop - Roma 2008'/><author><name>Italo Benedetti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02637379623917345521</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8030632916378855687.post-7100756609338968600</id><published>2008-04-02T08:27:00.000+02:00</published><updated>2008-04-02T08:28:46.074+02:00</updated><title type='text'>4 aprile 1968 - 4 aprile 2008 - 40° anniversario dell'assassinio di Martin Luther King jr.</title><content type='html'>&lt;object width="425" height="355"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/HP-DsxmbtGc&amp;hl=it"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="wmode" value="transparent"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/HP-DsxmbtGc&amp;hl=it" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="355"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8030632916378855687-7100756609338968600?l=aeonnext.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aeonnext.blogspot.com/feeds/7100756609338968600/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8030632916378855687&amp;postID=7100756609338968600&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8030632916378855687/posts/default/7100756609338968600'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8030632916378855687/posts/default/7100756609338968600'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aeonnext.blogspot.com/2008/04/4-aprile-1968-4-aprile-2008-40.html' title='4 aprile 1968 - 4 aprile 2008 - 40° anniversario dell&apos;assassinio di Martin Luther King jr.'/><author><name>Italo Benedetti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02637379623917345521</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8030632916378855687.post-1464281880338821038</id><published>2008-02-27T16:20:00.003+01:00</published><updated>2008-03-01T11:26:33.302+01:00</updated><title type='text'>S. M. Lockridge - That's My King!</title><content type='html'>&lt;object width="425" height="355"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/upGCMl_b0n4&amp;rel=1"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="wmode" value="transparent"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/upGCMl_b0n4&amp;rel=1" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="355"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8030632916378855687-1464281880338821038?l=aeonnext.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aeonnext.blogspot.com/feeds/1464281880338821038/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8030632916378855687&amp;postID=1464281880338821038&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8030632916378855687/posts/default/1464281880338821038'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8030632916378855687/posts/default/1464281880338821038'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aeonnext.blogspot.com/2008/02/s-m-lockridge-thats-my-king.html' title='S. M. Lockridge - That&apos;s My King!'/><author><name>Italo Benedetti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02637379623917345521</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8030632916378855687.post-3141527651216838085</id><published>2008-01-29T09:16:00.000+01:00</published><updated>2008-01-29T09:52:20.296+01:00</updated><title type='text'>Bibbia e ubbidienza</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/R57pOVXRYJI/AAAAAAAAAJg/qmEcNrgGY-Q/s1600-h/Bibbia+1.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5160818655475359890" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/R57pOVXRYJI/AAAAAAAAAJg/qmEcNrgGY-Q/s400/Bibbia+1.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Vorrei condividere un pensiero di Dietrich Bonhoeffer che ho trovato giorni fa su un libretto di meditazioni quotidiane.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Questo pensiero è posto a commento (non da Bonhoeffer, ma dal curatore della raccolta) di due versetti biblici: "&lt;em&gt;Noi faremo tutto quello che il Signore ha detto e ubbidiremo&lt;/em&gt;" (&lt;strong&gt;Esodo 24:7&lt;/strong&gt;) e "&lt;em&gt;Non pensate che io sia venuto ad abolire la legge o i profeti; io sono venuto non per abolire ma per portarea compimento&lt;/em&gt;" (&lt;strong&gt;Matteo 5:17&lt;/strong&gt;).&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Il pensiero di Bonhoeffer riguarda specificamente i comandamenti e la legge dell'Antico Testamento, ma evidentemente riguarda tutto il nostro rapporto con la Bibbia.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;"&lt;em&gt;In effetti Gesù non ha nulla da aggiungere ai comandamenti di Dio, ma egli li&lt;br /&gt;osserva: è questa l'unica cosa che aggiunge... La legge non è Dio e Dio non è la&lt;br /&gt;legge, così che la legge possa prendere il posto di Dio. Divinizzazione della&lt;br /&gt;legge e legalizzazione di Dio era il peccato d'Israele. Inversamente,&lt;br /&gt;dissacrazione della legge e separazione di Dio dalla sua legge sarebbe stato il&lt;br /&gt;fraintendimento e il peccato dei discepoli. Siccome Gesù è stato il solo a&lt;br /&gt;osservare la legge, egli solo poteva insegnare correttamente la legge e il suo&lt;br /&gt;compimento&lt;/em&gt;."&lt;/blockquote&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;In effetti questo pensiero è molto utile per riflettere sul contrasto, a volte feroce, tra "fondamentalisti" e "liberali" nell'ambiente evangelico. La risposta è qui: la Bibbia non è Dio, ma essa va ubbidita fino in fondo come fece Gesù. Non dobbiamo né sostituirla a Dio né disinnescarla.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8030632916378855687-3141527651216838085?l=aeonnext.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aeonnext.blogspot.com/feeds/3141527651216838085/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8030632916378855687&amp;postID=3141527651216838085&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8030632916378855687/posts/default/3141527651216838085'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8030632916378855687/posts/default/3141527651216838085'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aeonnext.blogspot.com/2008/01/bibbia-e-ubbidienza.html' title='Bibbia e ubbidienza'/><author><name>Italo Benedetti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02637379623917345521</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/R57pOVXRYJI/AAAAAAAAAJg/qmEcNrgGY-Q/s72-c/Bibbia+1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8030632916378855687.post-1765589194348194991</id><published>2007-12-06T14:51:00.000+01:00</published><updated>2007-12-06T14:55:18.320+01:00</updated><title type='text'>La leadership emergente</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/R1f_MikpBPI/AAAAAAAAAJY/1pJ96qb_5go/s1600-h/hunger_banquet.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5140858090570712306" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/R1f_MikpBPI/AAAAAAAAAJY/1pJ96qb_5go/s400/hunger_banquet.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; “&lt;em&gt;le chiese del nuovo paradigma hanno una leadership che riconosce la centralità del culto e dà risalto enfatizza l’incontro trasformante con il Dio vivente. I loro leader sono occupati a dare strumenti per la missione nel mondo al popolo di Dio. Sono impegnati ad identificare, formare e garantire sostegno alla pari e guida ad altri leader. Essi conferiscono facoltà ai leader emergenti e sono ambiziosi nelle loro aspettative. I leader delle chiese del nuovo paradigma sono accessibili e vulnerabili, e si sono guadagnati l’autorità che esercitano. Svolgono il loro ministero sul fronte, accanto alla loro gente. Sono consapevoli dei valori culturali e delle tendenze, e connettono l’evangelo alla comunità cittadina fuori delle mura della chiesa. Essi si sentono a loro agio sia con le persone che non appartengono ad alcuna chiesa, sia con quelli che le frequentano e sono capaci di guadagnare la loro confidenza e fiducia. In ultimo, essi sono certi della presenza del Signore con loro, nel compimento continuo della promessa al suo gruppo originale dei discepoli:&lt;/em&gt; «io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine dell’età presente». (Matteo 28:20)&lt;br /&gt;[Tradotto da: Eddie Gibbs, Church Next, quantum Changes in How We Do Ministry, Inter Varsity Press, 2000]&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8030632916378855687-1765589194348194991?l=aeonnext.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aeonnext.blogspot.com/feeds/1765589194348194991/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8030632916378855687&amp;postID=1765589194348194991&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8030632916378855687/posts/default/1765589194348194991'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8030632916378855687/posts/default/1765589194348194991'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aeonnext.blogspot.com/2007/12/la-leadership-emergente.html' title='La leadership emergente'/><author><name>Italo Benedetti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02637379623917345521</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/R1f_MikpBPI/AAAAAAAAAJY/1pJ96qb_5go/s72-c/hunger_banquet.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8030632916378855687.post-3073259937504340026</id><published>2007-11-15T22:37:00.000+01:00</published><updated>2008-01-29T09:08:31.828+01:00</updated><title type='text'>Discepolato incarnato e autenticità comunitaria</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/Rzy-ZZgIKBI/AAAAAAAAAJI/I0x3_4FC5GM/s1600-h/hope_colour_logo.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5133187018847168530" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 227px; CURSOR: hand; HEIGHT: 165px" height="211" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/Rzy-ZZgIKBI/AAAAAAAAAJI/I0x3_4FC5GM/s400/hope_colour_logo.jpg" width="241" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Ricordate il film di François Truffaut &lt;em&gt;Fahrenheit 451&lt;/em&gt;, tratto dall’omonimo romanzo di Ray Bradbury?&lt;br /&gt;La storia è ambientata in un futuro immaginario nel quale leggere libri è considerato un reato. Per ostacolare questo "crimine" viene istituito un apposito corpo di vigili del fuoco che deve scovare e dare alle fiamme ogni tipo di libro. Il titolo, non a caso, fa riferimento alla temperatura a cui la carta brucia, 451 gradi Fahrenheit appunto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il paragone che mi interessa è nel finale del film (che in questo punto segue poco la trama originale del romanzo) dove il personaggio principale – un ex detective del corpo dei vigili del fuoco convertitosi alla lettura – insieme alla donna che lo introduce alla lettura, trova finalmente la città degli uomini-libro, dove ci sono uomini che imparano a memoria i libri per trasmetterli alle generazioni future.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/RzzAHJgIKCI/AAAAAAAAAJQ/mNASrNPWxuo/s1600-h/Bibbia+1.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5133188904337811490" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/RzzAHJgIKCI/AAAAAAAAAJQ/mNASrNPWxuo/s400/Bibbia+1.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Io credo che se i credenti vogliono avere un’influenza sulla società contemporanea, essi devono imparare delle “tecniche di sopravvivenza” e lasciarsi trasformare dal messaggio dell’evangelo per diventare essi stessi il messaggio che essi cercano di comunicare. Non dobbiamo dimenticare che il discepolato consiste nell’imitazione di Cristo (&lt;strong&gt;1 Tessalonicesi 1:6&lt;/strong&gt; “&lt;em&gt;Voi siete divenuti imitatori nostri e del Signore, avendo ricevuto la parola in mezzo a molte sofferenze, con la gioia che dà lo Spirito Santo&lt;/em&gt;”).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il discepolo è qualcuno che incarna il messaggio che proclama.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le comunità cristiane devono diventare luoghi dove i membri imparano la coerenza della fede attraverso il discepolato di altri discepoli dove la conversione non è più un evento, ma il processo di una vita intera.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8030632916378855687-3073259937504340026?l=aeonnext.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aeonnext.blogspot.com/feeds/3073259937504340026/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8030632916378855687&amp;postID=3073259937504340026&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8030632916378855687/posts/default/3073259937504340026'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8030632916378855687/posts/default/3073259937504340026'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aeonnext.blogspot.com/2007/11/discepolato-incarnato-e-autenticit.html' title='Discepolato incarnato e autenticità comunitaria'/><author><name>Italo Benedetti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02637379623917345521</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/Rzy-ZZgIKBI/AAAAAAAAAJI/I0x3_4FC5GM/s72-c/hope_colour_logo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8030632916378855687.post-4337185298551248556</id><published>2007-10-29T18:12:00.000+01:00</published><updated>2007-10-29T18:16:27.002+01:00</updated><title type='text'>Lavorare dai margini</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/RyYVV6hr2EI/AAAAAAAAAI4/llHkXlHwMzQ/s1600-h/S-Ivo-cupola_small.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5126808692039866434" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/RyYVV6hr2EI/AAAAAAAAAI4/llHkXlHwMzQ/s400/S-Ivo-cupola_small.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; La chiesa opera all’interno di una cornice culturale, su questo abbiamo insistito più di una volta. Tre modelli hanno caratterizzato l’approccio della chiesa alla cultura: quello tradizionale, quello moderno e quello postmoderno. Nel modello tradizionale la chiesa si trovava al centro della società e della cultura; nel modello moderno la chiesa considerava se stessa come “compagna” della cultura e della società, ma essa stessa si considerava “altra” dalla cultura. Nel modello postmoderno la chiesa è una delle tessere che compongono la società e la cultura frammentata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il problema è che oggi, nella chiesa, tutti e tre questi modelli convivono (anche questo è un effetto della frammentarietà sociale e culturale). La chiesa tiene insieme persone che detengono mentalità diverse rispetto al ruolo della chiesa nella società e la tensione è palpabile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma la chiesa non è più in grado di riguadagnare la sua posizione privilegiata nella società occidentale. Essa deve accettare di essere uno dei pezzi che compongono la società ed imparare a lavorare da questa posizione marginale, permeando e lanciando ponti verso le altre tessere del mosaico sociale. Ciò però richiede alla chiesa l’immersione in contesti culturali estranei, inconsueti e facilmente percepibili come ostili.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8030632916378855687-4337185298551248556?l=aeonnext.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aeonnext.blogspot.com/feeds/4337185298551248556/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8030632916378855687&amp;postID=4337185298551248556&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8030632916378855687/posts/default/4337185298551248556'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8030632916378855687/posts/default/4337185298551248556'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aeonnext.blogspot.com/2007/10/lavorare-dai-margini.html' title='Lavorare dai margini'/><author><name>Italo Benedetti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02637379623917345521</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/RyYVV6hr2EI/AAAAAAAAAI4/llHkXlHwMzQ/s72-c/S-Ivo-cupola_small.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8030632916378855687.post-7533276834135405126</id><published>2007-10-15T17:06:00.000+02:00</published><updated>2007-10-15T17:12:25.963+02:00</updated><title type='text'>Una impostazione missionaria</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/RxOCuXBK6FI/AAAAAAAAAIo/qofRROpxlaE/s1600-h/Donna+che+legge+la+Bibbia.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5121580934214903890" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/RxOCuXBK6FI/AAAAAAAAAIo/qofRROpxlaE/s320/Donna+che+legge+la+Bibbia.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; La chiesa non è immune dall’influenza della cultura in cui vive.&lt;br /&gt;La chiesa non è al di sopra della cultura, ma intersecata con essa; possiamo anzi dire che anche la chiesa stessa è una cultura. &lt;div&gt;&lt;br /&gt;Le chiese evangeliche – soprattutto nell’area anglosassone – si sono rivolte alle strategie del &lt;em&gt;marketing&lt;/em&gt; a causa di una insufficiente comprensione del loro mandato missionario. Esse hanno presupposto che l’incontro tra evangelo e cultura fosse una pura questione di &lt;em&gt;audience&lt;/em&gt; e che adeguando messaggio, valori e emozioni al &lt;em&gt;target&lt;/em&gt; sociale l’evangelo poteva diventare più penetrante. Il risultato non è stato però una società più cristiana, ma una chiesa sempre più assorbita e adeguata alla cultura dominante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le chiese cosiddette liberali hanno svenduto la loro identità alla cultura attraverso la capitolazione sentimentalista ad ogni tendenza sociale. Correndo dietro ad ogni nuovo ordine del giorno sociale di una agenda che non era la loro.&lt;br /&gt;Le chiese cosiddette conservatrici si sono trincerate in una battaglia di retroguardia. Ribattendo ad ogni attacco contro i valori tradizionali come se quelli fossero identificati con l’evangelo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/RxOC8XBK6GI/AAAAAAAAAIw/cDzWi0SBG8M/s1600-h/Golgota.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5121581174733072482" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/RxOC8XBK6GI/AAAAAAAAAIw/cDzWi0SBG8M/s320/Golgota.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;La chiesa emergente&lt;/strong&gt; tenta oggi di superare questo coinvolgimento della chiesa nella cultura dominante cercando di esprimere i valori del regno di Dio nella società contemporanea. Essi partono da due considerazioni:&lt;br /&gt;L’evangelo giudica ogni cultura secondo la sua compatibilità con gli obiettivi, i valori e i fini del regno di Dio.&lt;br /&gt;L’evangelo rivela anche fino a che punto la chiesa stessa si è accomodata alle aspirazioni della cultura dominante contrarie a quelle del regno di Dio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La chiesa emergente vuole essere fedele alla parola di Dio e ad essa obbediente, informata con discernimento dalla tradizione della chiesa, ispirata dalla speranza del ritorno di Cristo, rilevante ma critica per il suo contesto.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8030632916378855687-7533276834135405126?l=aeonnext.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aeonnext.blogspot.com/feeds/7533276834135405126/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8030632916378855687&amp;postID=7533276834135405126&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8030632916378855687/posts/default/7533276834135405126'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8030632916378855687/posts/default/7533276834135405126'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aeonnext.blogspot.com/2007/10/una-impostazione-missionaria.html' title='Una impostazione missionaria'/><author><name>Italo Benedetti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02637379623917345521</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/RxOCuXBK6FI/AAAAAAAAAIo/qofRROpxlaE/s72-c/Donna+che+legge+la+Bibbia.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8030632916378855687.post-6068001144756060437</id><published>2007-10-01T13:27:00.000+02:00</published><updated>2007-10-01T22:24:00.422+02:00</updated><title type='text'>Pluralismo e radicalismi</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/RwDaoHX8x3I/AAAAAAAAAHo/y3LmGl3YWB0/s1600-h/Chapel.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5116329559402006386" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/RwDaoHX8x3I/AAAAAAAAAHo/y3LmGl3YWB0/s320/Chapel.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;div&gt;Oggi viviamo nella società pluralista. Il pluralismo è il modello sociale adottato in Occidente per permettere alle società multiculturali odierne di vivere pacificamente.&lt;br /&gt;Le diverse culture, anche a causa della modalità e della celerità con la quale sono venute a stretto contatto od obbligate alla convivenza, sono divenute ostili, potenzialmente antagoniste; spesso vivono in tensione tra loro, qualche volta la convivenza sfocia nel conflitto. Per raggiungere il suo obiettivo di convivenza pacifica, la società pluralista protegge un limitato numero di valori condivisi lasciando a ciascuna cultura la libertà di esprimere i propri.&lt;br /&gt;Ciascuno vive con questi due insiemi di valori, quelli comuni e quelli specifici. In questa visione, dal punto di vista sociale il problema da risolvere è la convivenza pacifica di culture potenzialmente antagoniste, dal punto di vista delle singole culture il problema è di mantenere la propria identità di gruppo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La neutralità verso le culture specifiche è il grande valore fondante della società pluralistica, ma questa neutralità, una volta accettata, spinge le culture specifiche alla conformità e alla conseguente perdita di identità.&lt;br /&gt;La neutralità diventa un valore, inculcato dalla scuola e dai mass-media, che viene importato all’interno delle culture specifiche. Quando la specificità di una cultura non è accuratamente definita e vissuta dal gruppo stesso, rischia di venire risucchiata in pratiche che da un lato sono socialmente compatibili in virtù dell’omologazione al minimo comune denominatore sociale, ma che dall’altro contraddicono la cultura di appartenenza e alla fine la snaturano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Forse l’esplodere del fenomeno fondamentalista, gli integrismi e i radicalismi, i “ritorni” e le “riscoperte”, i “movimenti”, che affliggono tutte religioni, sono una risposta alla paura di divenire insignificanti sul piano sociale o di scomparire su quello storico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ciò avviene quando anche i credenti interiorizzano il grande dogma laicista che la fede appartenga alla sfera della vita privata, approvando l’affrettato assioma che le religioni hanno un elevato potenziale di conflittualità. Ciò è del tutto superficiale, perché le fedi diventano nocive alla società non quando i loro membri rimangono fedeli ai propri principi, ma quando le loro istituzioni religiose cercano il controllo delle istituzioni sociali per modificarne, a loro vantaggio, l’orientamento pluralista.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al contrario, una cultura ben definita, riesce ad assumere lealmente per sé i valori laici condivisi rimanendo nello stesso tempo una voce chiara e libera (noi diremmo profetica) nella società. Noi cristiani occidentali, volenti o nolenti, siamo già integrati nella società attraverso le istituzioni politiche, il lavoro e l’informazione; il nostro compito non è semplicemente quello di diluirci in essa, ma di diventarne la parte profetica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se la scelta di fedeltà al Signore non vuole significare semplicemente seguire la via dell’abbandono del mondo, l’altra strada praticabile è quella di assumersi il rischio di vivere in un mondo ormai ostile, traendo la propria forza dalla comunità alla quale si appartiene (ascesi intramondana).&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8030632916378855687-6068001144756060437?l=aeonnext.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aeonnext.blogspot.com/feeds/6068001144756060437/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8030632916378855687&amp;postID=6068001144756060437&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8030632916378855687/posts/default/6068001144756060437'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8030632916378855687/posts/default/6068001144756060437'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aeonnext.blogspot.com/2007/10/pluralismo-e-radicalizzazione.html' title='Pluralismo e radicalismi'/><author><name>Italo Benedetti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02637379623917345521</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/RwDaoHX8x3I/AAAAAAAAAHo/y3LmGl3YWB0/s72-c/Chapel.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8030632916378855687.post-2244075036130234761</id><published>2007-09-27T15:27:00.000+02:00</published><updated>2007-09-27T17:28:23.832+02:00</updated><title type='text'>Il ministero della chiesa è modellato su quello di Gesù</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/RvuxMJLk-NI/AAAAAAAAAHI/Rt6g4CR9ZxM/s1600-h/Paolo+3.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5114876623990356178" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/RvuxMJLk-NI/AAAAAAAAAHI/Rt6g4CR9ZxM/s320/Paolo+3.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Abbiamo già osservato come le chiese abbiano perso il loro ruolo sociale e come, in questo modo, la Chiesa cristiana somigli sempre di più alla Chiesa dei primi secoli, prima della cosiddetta “svolta costantiniana”, quando le caratteristiche di movimento erano preponderanti rispetto a quelle di istituzione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi è importante che la chiesa torni a considerare la propria presenza nel mondo non principalmente in termini istituzionali, ma fondamentalmente nei termini della &lt;em&gt;koinonia&lt;/em&gt;. La Chiesa deve rivolgersi di nuovo al modello della chiesa antica. Quello che si intende con ciò non è un ingenuo “primitivismo”, un semplicistico ritorno ad una ipotetica età dell’oro della chiesa, ma si intende un consapevole ed attento ritorno alle fonti, consapevole criticamente e attento esegeticamente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella società contemporanea, sempre più permeata dal pensiero postmoderno, le chiese votate al mantenimento dovranno trasformarsi in comunità missionarie, il che comporterà la decentralizzazione delle strutture. Il ministero pastorale dovrà facilitare questa transizione dando priorità ad un ministero svolto fuori dall’istituzione, valorizzando i credenti al rango di team pastorale allocato nel mondo. “Dalla strategia dell’invito le chiese devono muovere verso una dell’infiltrazione per essere la sovversiva e trasformante presenza di Gesù.” (Gibbs).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per questo è essenziale modellare il ministero della chiesa su quello di Gesù stesso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando il Nuovo Testamento parla di missione, non lo fa mai semplicemente nei termini di nuovi campi, nuove strategie e nuovi programmi, ma nei termini dell’incarnazione. La chiesa che vuole modellare il proprio ministero su quello di Gesù non è chiamata alla “ristrutturazione”, ma a un modo radicalmente nuovo (leggi: biblico) di essere chiesa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/RvuwbpLk-MI/AAAAAAAAAHA/CChVrXuFt_Y/s1600-h/Cristo+pantocrator+vetrata.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5114875790766700738" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/RvuwbpLk-MI/AAAAAAAAAHA/CChVrXuFt_Y/s320/Cristo+pantocrator+vetrata.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Gesù rispose loro, dicendo: «L’ora è venuta, che il Figlio dell'uomo dev’essere glorificato. In verità, in verità vi dico che se il granello di frumento caduto in terra non muore, rimane solo; ma se muore, produce molto frutto. Chi ama la sua vita, la perde, e chi odia la sua vita in questo mondo, la conserverà in vita eterna. Se uno mi serve, mi segua; e là dove sono io, sarà anche il mio servitore; se uno mi serve, il Padre l'onorerà&lt;/em&gt;. (&lt;strong&gt;Gv.12:23-26&lt;/strong&gt;)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Abbiate in voi lo stesso sentimento che è stato anche in Cristo Gesù, il quale, pur essendo in forma di Dio, non considerò l'essere uguale a Dio qualcosa a cui aggrapparsi gelosamente, ma spogliò sé stesso, prendendo forma di servo, divenendo simile agli uomini; trovato esteriormente come un uomo, umiliò sé stesso, facendosi ubbidiente fino alla morte, e alla morte di croce&lt;/em&gt;. (&lt;strong&gt;Fil.2:5-8&lt;/strong&gt;)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Tutto questo allo scopo di conoscere Cristo, la potenza della sua risurrezione, la comunione delle sue sofferenze, divenendo conforme a lui nella sua morte, per giungere in qualche modo alla risurrezione dei morti&lt;/em&gt;. (&lt;strong&gt;Fil.3:10-11&lt;/strong&gt;)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questi testi mettono in chiaro che una presenza incarnata della chiesa implicano sofferenza e morte. La missione non è auto-promozione, né lotta per la sopravvivenza, né preoccupazione di sé, ma azione affinché Cristo venga glorificato.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8030632916378855687-2244075036130234761?l=aeonnext.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aeonnext.blogspot.com/feeds/2244075036130234761/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8030632916378855687&amp;postID=2244075036130234761&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8030632916378855687/posts/default/2244075036130234761'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8030632916378855687/posts/default/2244075036130234761'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aeonnext.blogspot.com/2007/09/il-ministero-della-chiesa-modellato-su.html' title='Il ministero della chiesa è modellato su quello di Gesù'/><author><name>Italo Benedetti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02637379623917345521</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/RvuxMJLk-NI/AAAAAAAAAHI/Rt6g4CR9ZxM/s72-c/Paolo+3.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8030632916378855687.post-5601249847766078389</id><published>2007-09-18T12:35:00.000+02:00</published><updated>2007-09-18T17:58:50.143+02:00</updated><title type='text'>Che differenza c'è tra la "Chiesa emergente" e la "Chiesa guidata da propositi"?</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/Ru-qvWp3EwI/AAAAAAAAAGY/Pt7hiWxGBkE/s1600-h/padre3thumb.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5111491832600531714" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/Ru-qvWp3EwI/AAAAAAAAAGY/Pt7hiWxGBkE/s320/padre3thumb.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Spero abbiate letto il noto libro di Rick Warren “&lt;em&gt;The&lt;/em&gt; &lt;em&gt;Purpose Driven Church&lt;/em&gt;” (La chiesa guidata da propositi) che peraltro ho trovato intelligente e stimolante. Warren e Bill Hybels (il fondatore della chiesa di &lt;em&gt;Willow Creek&lt;/em&gt;) sono le punte di diamante del fenomeno delle cosiddette &lt;em&gt;megachurch&lt;/em&gt;, “megachiese”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nonostante il successo – ripeto, per molti versi meritato – del libro anche in Italia, basta una lettura anche superficiale per capire che quello descritto è un modello non importabile in Italia. Infatti il successo di Warren e Hybels è il prodotto della convergenza di almeno due fattori favorevoli non riproducibili: una &lt;em&gt;leadership&lt;/em&gt; di eccezionale valore e un contesto di crescita urbana. A questi fattori va aggiunto il dato che il contesto generale religioso-culturale statunitense è a maggioranza evangelico. Non è da dimenticare, infatti, che quelle chiese crescono soprattutto per spostamento di membri da una comunità all’altra: le chiese delle aree che si spopolano perdono membri, quelle delle aree che si sviluppano li acquistano. Anche se i due fattori si riproducessero in Italia, per esempio un dotato evangelizzatore in qualche area di sviluppo suburbano di una grande città, rimarrebbe comunque il problema della popolazione che è in genere culturalmente cattolica e che quindi non travasa automaticamente nella chiesa evangelica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/Ru-q6Wp3ExI/AAAAAAAAAGg/rPB0p8bQTbc/s1600-h/padre5thumb.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5111492021579092754" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/Ru-q6Wp3ExI/AAAAAAAAAGg/rPB0p8bQTbc/s320/padre5thumb.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Queste chiese si definiscono &lt;em&gt;seeker-friendly&lt;/em&gt;, cioè adatte a chi sta cercando (Dio).&lt;br /&gt;Qui viene il secondo motivo della non esportabilità del modello. Non perché non esistano in Italia persone che cerchino Dio, non perché non sia lodevole indirizzare il messaggio della predicazione verso chi è in un atteggiamento di ricerca (come Nicodemo in Giovanni 3), ma perché sotto questo concetto si cela un modello evangelistico fondato sulla ricerca di mercato. Rick Warren, come egli stesso scrive, ha predeterminato chi sarebbe andato a vivere nell’area di espansione suburbana nella quale voleva aprire la sua chiesa ed ha modulato la sua missione di conseguenza. "&lt;em&gt;Big Sam&lt;/em&gt;" è il membro di chiesa virtuale medio e Warren sapeva già tutto di lui.&lt;br /&gt;Lungi da me fare ora una critica ideologica o teologica di ciò (ma lo vogliamo ammettere che qualche problema, in effetti, c’è?), però qui sorgono due problemi: primo, Big Sam non è Mario Rossi. Noi non possiamo presumere che ciò che cerca Big Sam sia la stessa cosa che sta cercando anche Mario Rossi, ossia le chiese italiane dovrebbero fare la loro ricerca su cosa pensa e cerca il membro di chiesa virtuale medio.&lt;br /&gt;Secondo, la generazione successiva a Big Sam (dai trentacinquenni in giù) non frequenta più la chiesa di Rick Warren, ma quella di Dan Kimbal, che è, appunto, una chiesa emergente. Ossia, una ricerca di mercato mirata individua gusti e preferenze religiose ben limitate generazionalmente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5111492184787850018" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/Ru-rD2p3EyI/AAAAAAAAAGo/XOKuy_GTZE0/s320/padre7thumb.jpg" border="0" /&gt;La chiesa emergente è diversa perché non rappresenta un modello evangelistico, ma si tratta di un modo di vivere la fede e la chiesa. Essa è contestuale per natura e post-cristiana, si rivolge cioè ad una società ormai totalmente scollegata dalla chiesa. Persino in Italia i veri cattolici sono solo l’8% della popolazione e quelli che in qualche modo vi fanno riferimento il 40%; in totale i cattolici in Italia sono il 48%, una maggioranza inferiore alla metà della popolazione. L’Italia (e l’Europa) è post-moderna da prima degli Stati Uniti e i problemi che là stanno affrontando oggi ci sono noti da almeno cinquant’anni. La chiesa emergente non è evangelistica, ma missionaria; si rivolge alla cultura corrente come ad una cultura non-più-cristiana.&lt;br /&gt;In credente emergente non è uno in ricerca di spiritualità, ma uno che ha capito che cercare non basta, bisogna “nascere di nuovo” (come Nicodemo in Giovanni 3).&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8030632916378855687-5601249847766078389?l=aeonnext.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aeonnext.blogspot.com/feeds/5601249847766078389/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8030632916378855687&amp;postID=5601249847766078389&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8030632916378855687/posts/default/5601249847766078389'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8030632916378855687/posts/default/5601249847766078389'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aeonnext.blogspot.com/2007/09/spero-abbiate-letto-il-noto-libro-di.html' title='Che differenza c&apos;è tra la &quot;Chiesa emergente&quot; e la &quot;Chiesa guidata da propositi&quot;?'/><author><name>Italo Benedetti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02637379623917345521</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/Ru-qvWp3EwI/AAAAAAAAAGY/Pt7hiWxGBkE/s72-c/padre3thumb.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8030632916378855687.post-8898478885080495761</id><published>2007-09-10T22:54:00.000+02:00</published><updated>2007-10-04T21:42:30.449+02:00</updated><title type='text'>Chiesa emergente e cultura</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/RuWvn7tDCQI/AAAAAAAAAF4/n0Ebqj9ys94/s1600-h/padre1thumb.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5108682452898089218" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/RuWvn7tDCQI/AAAAAAAAAF4/n0Ebqj9ys94/s320/padre1thumb.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; La chiesa emergente, nella sua essenza, è la chiesa attenta alla cultura nella quale vive. Questa attenzione è duplice, da un lato è assunta come un dato di fatto inalienabile, dall’altro è osservata con la consapevolezza di quanto possa diventare oppressiva.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gesù stesso non ha semplicemente rigettato la cultura a lui contemporanea, anzi, sappiamo quanto egli fosse figlio della sua cultura, un &lt;em&gt;insider&lt;/em&gt;. Del resto sappiamo anche quanto fosse poco conformato a quella cultura. Gesù visse inserito in due culture: quella umana e quella del Regno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il credente emergente vive nella propria cultura consapevole dei suoi aspetti tossici e capace di immaginare e mettere in pratica stili di vita alternativi; e la comunità cristiana, che assume forme e strutture dalla cultura circostante, deve permettere a quel Regno che attende di porre la propria critica ad ogni raggiungimento umano (qualche volta le chiese tendono a creare delle sub-culture alienate sia dalla cultura, sia dal Regno). La chiesa, come Gesù, deve essere in grado di parlare alla propria generazione ed essere compresa e nello stesso tempo essere portatrice di una visione critica della cultura propria della predicazione del regno di Dio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/RuWwlrtDCTI/AAAAAAAAAGQ/c6fUX0V463U/s1600-h/padre4thumb.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5108683513755011378" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/RuWwlrtDCTI/AAAAAAAAAGQ/c6fUX0V463U/s320/padre4thumb.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; La comunità locale è una microsocietà capace di incidere sulla cultura circostante nella misura in cui è capace di vivere le esigenze del Regno. Per questo la comunità deve educare, formare, equipaggiare i propri membri a mettere in pratica l’Evangelo nella propria vita privata: come servire il prossimo, come perdonare, come amare i nemici, come aprire la propria casa, come vivere sobriamente, come consumare responsabilmente… La comunità forma e sostiene ciascun credente in uno stile di vita evangelico che sempre più spesso è sinonimo di alternativo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La comunità locale è una microsocietà capace di riconciliazione. Gesù insegnò a non chiamare nessuno “nemico” se non Satana e ad abbandonare tutte le lealtà nazionalistiche raccogliendo insieme persone culturalmente estranee e nemiche. La chiesa riconcilia tutte le differenze di razza, età, genere e classe. La chiesa è impegnata in una positiva ricerca di accoglienza del diverso per imparare a vivere la riconciliazione abbandonando il sospetto, il pregiudizio e la preclusione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La comunità locale è una microsocietà capace di solidarietà. La comunità emergente è maestra nelle discipline spirituali. Essa sa come vegliare sulla propria coerenza, come sostenere nella tentazione, come consolare nella difficoltà, come perdonare nell’errore. I credenti non sono abbandonati a se stessi, ma si sostengono reciprocamente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una chiesa fedele, invece di essere succube della cultura, può diventarne il più forte agente di cambiamento.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8030632916378855687-8898478885080495761?l=aeonnext.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aeonnext.blogspot.com/feeds/8898478885080495761/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8030632916378855687&amp;postID=8898478885080495761&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8030632916378855687/posts/default/8898478885080495761'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8030632916378855687/posts/default/8898478885080495761'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aeonnext.blogspot.com/2007/09/chiesa-emergente-e-cultura.html' title='Chiesa emergente e cultura'/><author><name>Italo Benedetti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02637379623917345521</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/RuWvn7tDCQI/AAAAAAAAAF4/n0Ebqj9ys94/s72-c/padre1thumb.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8030632916378855687.post-5743916714244671193</id><published>2007-07-31T06:57:00.000+02:00</published><updated>2007-10-04T21:48:58.070+02:00</updated><title type='text'>Voci critiche</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/RrF1YFgVX9I/AAAAAAAAAE4/TWhVK0EvhhE/s1600-h/Michelangelo.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5093981710187847634" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/RrF1YFgVX9I/AAAAAAAAAE4/TWhVK0EvhhE/s320/Michelangelo.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; La chiesa emergente è una tendenza molto controversa del protestantesimo occidentale. Sin da quando ha acquistato una certa visibilità in Inghilterra e soprattutto negli Stati Uniti, essa ha suscitato preoccupazione e opposizione. &lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5093987130436575282" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/RrF6TlgVYDI/AAAAAAAAAFo/sG7VgUufwNw/s400/Dio.jpg" border="0" /&gt;I critici della chiesa emergente provengono in larghissima parte dalle fila dell’evangelismo conservatore e neo-fondamentalista americano. Nonostante la grande varietà delle tendenze rappresentate dalla chiesa emergente, sono sorte alcune caratteristiche distintive comuni che hanno suscitato la perplessità di alcuni osservatori.&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;In particolare viene rilevato un tono retorico, polemico, ipercritico e poco costruttivo proprio nei confronti della tradizione, soprattutto evangelicale, dalla quale in gran parte queste comunità provengono.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Alcuni lamentano che la tendenza a de-costruire la tradizione evangelica e persino i testi biblici, risulta poi nella ri-costruzione di dottrine e posizioni morali inaccettabili.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per molti osservatori più conservatori alcuni punti di vista su dottrine centrali quali la giustificazione per fede, l’espiazione tramite il sangue di Cristo e l’Inferno non sono pienamente ortodosse.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Altri contestano che la chiesa emergente nasconda un maggiore interesse verso le questioni politiche che verso quelle spirituali.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;In ultimo, la spiritualità delle chiese emergenti, accogliendo elementi provenienti da varie tendenze non solo del cristianesimo, ma anche delle religioni orientali, viene ritenuta da alcuni critici sincretistica.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8030632916378855687-5743916714244671193?l=aeonnext.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aeonnext.blogspot.com/feeds/5743916714244671193/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8030632916378855687&amp;postID=5743916714244671193&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8030632916378855687/posts/default/5743916714244671193'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8030632916378855687/posts/default/5743916714244671193'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aeonnext.blogspot.com/2007/07/la-chiesa-emergente-una-tendenza-molto.html' title='Voci critiche'/><author><name>Italo Benedetti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02637379623917345521</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/RrF1YFgVX9I/AAAAAAAAAE4/TWhVK0EvhhE/s72-c/Michelangelo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8030632916378855687.post-5461272005893990507</id><published>2007-07-30T08:55:00.000+02:00</published><updated>2007-10-04T21:48:18.292+02:00</updated><title type='text'>Post-evangelici</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/Rq2MV1gVX2I/AAAAAAAAAEA/AVY6FpOQIoc/s1600-h/Cristo.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5092881060393738082" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/Rq2MV1gVX2I/AAAAAAAAAEA/AVY6FpOQIoc/s320/Cristo.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; La vasta maggioranza dei credenti emergenti è di provenienza evangelica e mantiene una teologia evangelica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma il movimento è post-evangelico in almeno due sensi:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In primo luogo perché la chiesa emergente tende ad essere sospettosa verso la teologia sistematica. Ciò ovviamente non significa affatto che non ci sia una riflessione sistematica sulla Scrittura e sulla fede, ma che la teologia sembra non essere in grado di trovare un consenso e di apportare sempre più diversità. La caratteristica della Rivelazione è di non essere “sistematica”, ma di presentarsi come una narrativa, una storia, perché nessun linguaggio è capace di cogliere pienamente la Verità di Dio. &lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/Rq2MeVgVX3I/AAAAAAAAAEI/ci_OZG6cqiQ/s1600-h/Emerging+worship+1.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5092881206422626162" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/Rq2MeVgVX3I/AAAAAAAAAEI/ci_OZG6cqiQ/s400/Emerging+worship+1.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questo senso la grande tradizione della Chiesa universale offre maggiori possibilità di raccontare la verità di Dio, la redenzione in Cristo e l’opera dello Spirito Santo di quanto sia in grado di farlo un sistema teologico o una confessione di fede.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per questo la chiesa emergente sostiene che la teologia rimane una “conversazione” sulla Verità che è Dio in Cristo Gesù per lo Spirito Santo. Nessuna teologia potrà mai avanzare la pretesa di avere un valore finale o definitivo. In ciò la chiesa emergente è profondamente riformata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In secondo luogo il movimento è post-evangelico nel senso che contesta la mentalità del “chi è dentro” e “chi è fuori” tipica di molte chiese evangeliche. Anche per chi pensa che esiste una linea di demarcazione invalicabile tra cristiani e non cristiani, questo pensiero porta sofferenza ai credenti emergenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Naturalmente ciò non deve essere spinto fino ad inibire la spinta missionaria tipica del cristianesimo evangelico. “&lt;em&gt;A meno che non si proclama la Buona Notizia di Gesù Cristo, non c’è alcuna buona notizia. E se non c’è Buona Notizia, allora non c’è cristianesimo, né emergente, né evangelico&lt;/em&gt;.” (Scot McKnight).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Possiamo essere umili in ciò che crediamo e accurati nel definire il reale impegno verso l’Evangelo, ma il fine della chiesa deve rimanere quello di chiamare tutti a seguire Gesù Cristo ed accogliere la sua opera redentiva sulla croce.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8030632916378855687-5461272005893990507?l=aeonnext.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aeonnext.blogspot.com/feeds/5461272005893990507/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8030632916378855687&amp;postID=5461272005893990507&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8030632916378855687/posts/default/5461272005893990507'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8030632916378855687/posts/default/5461272005893990507'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aeonnext.blogspot.com/2007/07/post-evangelici.html' title='Post-evangelici'/><author><name>Italo Benedetti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02637379623917345521</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/Rq2MV1gVX2I/AAAAAAAAAEA/AVY6FpOQIoc/s72-c/Cristo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8030632916378855687.post-9156432717601286370</id><published>2007-07-28T09:05:00.001+02:00</published><updated>2007-07-28T09:50:09.958+02:00</updated><title type='text'>Prassi</title><content type='html'>La caratteristica principale osservabile della Chiesa Emergente è il suo orientamento ad un cristianesimo pratico. Il motivo dell’emersione di questa tendenza nel cristianesimo occidentale è il bisogno di una fede vissuta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella sua essenza la chiesa emergente è quindi una ecclesiologia, un modo di intendere la chiesa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tre aree della vita della chiesa emergente caratterizzano il modo di vivere la fede:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/Rqrq-lgVXvI/AAAAAAAAADA/H6wrd5wu9kg/s1600-h/Vintage+6.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5092140689636286194" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/Rqrq-lgVXvI/AAAAAAAAADA/H6wrd5wu9kg/s320/Vintage+6.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;Il culto&lt;/strong&gt;. Ciò che salta maggiormente agli occhi ad un livello più superficiale è la creatività, la sperimentazione, l’esperienzialità, la sensorialità, la partecipazione, il movimento.&lt;br /&gt;La chiesa emergente da un lato recupera tutti quegli elementi del sacro e del rituale che le chiese evangeliche avevano abbandonato a favore del razionalismo; dall’altro ingloba tutti gli elementi tecnologici forniti dalla modernità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il credente emergente riflette molto teologicamente, esteticamente e antropologicamente su ciò che si fa quando la comunità si incontra. E’ il sermone il centro e il culmine del culto cristiano? La risposta è no, ne è solo uno degli elementi. Il pulpito ha così perso la posizione centrale di fronte alle panche e la sua posizione più alta. Non esiste più il palco, l’ambone con le persone autorizzate a stare lì e il resto della comunità nelle panche, tutto è fuori centro. L’uso dell’incenso può aiutare la preghiera, una illuminazione variabile può sottolineare gli atteggiamenti richiesti ad ogni fase del culto, l’arte può creare un ambiente che ricorda il sacro, il linguaggio del corpo può aiutare ad esprimere i propri stati d’animo e i gesti liturgici possono permettere un incontro più vivido con l’Incarnato.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/Rqr0vVgVXxI/AAAAAAAAADY/E_mFgCnXuGE/s1600-h/Vintage+3.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5092151422759558930" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/Rqr0vVgVXxI/AAAAAAAAADY/E_mFgCnXuGE/s320/Vintage+3.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;L’ortoprassi&lt;/strong&gt;. Il vivere correttamente è certamente l’aspetto centrale della vita del credente emergente e della comunità. Come una persona vive è più importante di ciò che crede. Molti aggiungono anche l’importanza dell’ortodossia, ma tutti contestano il fatto che dall’ortodossia possa scaturire l’ortoprassi; l’esperienza personale delle chiese dimostra loro il contrario.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Beninteso: nessuno afferma che la relazione con Dio dipenda da come uno vive, né che non faccia alcuna differenza quello che si crede su Gesù, ma il fatto è che la teologia evangelica ha eccessivamente concentrato tutto il discorso teologico sulla morte e resurrezione di Gesù, mentre la chiesa emergente tenta di riabilitare la seconda gamba del discorso teologico cristiano: il Gesù storico. Il motto della chiesa emergente è: “&lt;em&gt;praticare la via di Gesù&lt;/em&gt;”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;La missione&lt;/strong&gt;. Raramente un credente tradizionale potrà capire di primo acchito che cosa la chiesa emergente intenda per missione. Vanno tenuti in conto tre principi:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Primo. La missione è partecipare, con Dio, alla sua opera nel mondo. Dio ci ha dato il “ministero della riconciliazione” (2Cor.5:18).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo. La missione è partecipare alla comunità dove avviene l’opera redentiva di Dio. La chiesa è la comunità attraverso la quale Dio opera e nella quale manifesta la credibilità dell’Evangelo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Terzo. La missione è partecipare alla complessiva opera redentiva di Dio nel mondo. Essa riguarda non solo l’anima, ma tutta la persona umana, il creato e la società (Rom.8:18-27).&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8030632916378855687-9156432717601286370?l=aeonnext.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aeonnext.blogspot.com/feeds/9156432717601286370/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8030632916378855687&amp;postID=9156432717601286370&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8030632916378855687/posts/default/9156432717601286370'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8030632916378855687/posts/default/9156432717601286370'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aeonnext.blogspot.com/2007/07/prassi.html' title='Prassi'/><author><name>Italo Benedetti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02637379623917345521</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/Rqrq-lgVXvI/AAAAAAAAADA/H6wrd5wu9kg/s72-c/Vintage+6.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8030632916378855687.post-6339031758479687947</id><published>2007-07-27T08:51:00.000+02:00</published><updated>2007-10-04T21:51:39.859+02:00</updated><title type='text'>Un variegato fenomeno post-moderno</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/RqmW6VgVXoI/AAAAAAAAACI/Qi3MQ7fafdE/s1600-h/Paul.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5091766782668398210" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/RqmW6VgVXoI/AAAAAAAAACI/Qi3MQ7fafdE/s320/Paul.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; “&lt;em&gt;I cristiani emergenti credono che la chiesa abbia bisogno di cambiare ed essi hanno cominciato a vivere come se il cambiamento ci fosse già stato&lt;/em&gt;” (Scot McKnight). In questo i cristiani emergenti tendono ad essere profetici al meglio, provocatori al peggio, retorici e spesso esagerati.  Affermato subito il "peccato originale" possiamo proseguire dicendo che la chiesa emergente sta apportando elementi vitali per il benessere di tutta la chiesa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come abbiamo avuto modo già di dire, il concetto di “chiesa emergente” vuole descrivere il rimodellamento di “come essere chiesa” in atto nella cultura post-moderna. Ciò avviene a partire dal variegato universo cristiano, specialmente evangelico, e il risultato è altrettanto variegato. Nella chiesa emergente vi sono post-evangelicali, post-liberali, post-riformati. L’elemento comune è quello di essere post-moderni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La questione della cultura gioca un ruolo di primo piano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vivere come cristiani in un contesto post-moderno significa diverse cose a persone diverse. Alcuni vogliono evangelizzare &lt;em&gt;ai&lt;/em&gt; post-moderni, altri &lt;em&gt;con&lt;/em&gt; i post-moderni e altri ancora &lt;em&gt;come&lt;/em&gt; post-moderni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I primi vedono la cultura post-moderna intrisa di relativismo morale e incapace di comprendere alcunché della realtà del mondo. Le persone che vivono in questa cultura ne vanno salvate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I secondi vogliono vivere con i post-moderni, lavorare, discutere con loro. Questi accettano la cultura post-moderna come un dato di fatto nel quale esprimere la missione cristiana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La maggior parte dei cristiani e delle chiese emergenti ricade in queste due categorie. Questi non negano la verità, non negano Gesù come la Verità, non negano la Bibbia come verità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I terzi suscitano tutte le preoccupazioni. Alcuni hanno deciso di svolgere il loro ministero e la loro missione cristiana &lt;em&gt;come&lt;/em&gt; post-moderni. Accettandone i termini. Cioè: la verità assoluta non è conoscibile o, almeno, la verità non è conoscibile in modo assoluto. Essi affermano che la verità è condizionata dal contesto. Ogni affermazione dottrinale rischia di costruire una “immagine” di Dio e il nostro attaccamento ai sistemi dottrinali rischia di farci ricadere nell’idolatria del culto delle immagini.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8030632916378855687-6339031758479687947?l=aeonnext.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aeonnext.blogspot.com/feeds/6339031758479687947/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8030632916378855687&amp;postID=6339031758479687947&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8030632916378855687/posts/default/6339031758479687947'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8030632916378855687/posts/default/6339031758479687947'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aeonnext.blogspot.com/2007/07/un-fenomeno-altamente-variegato-1-un.html' title='Un variegato fenomeno post-moderno'/><author><name>Italo Benedetti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02637379623917345521</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/RqmW6VgVXoI/AAAAAAAAACI/Qi3MQ7fafdE/s72-c/Paul.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8030632916378855687.post-162045947070640616</id><published>2007-07-26T09:08:00.000+02:00</published><updated>2007-07-26T16:04:01.146+02:00</updated><title type='text'>In cosa è diversa la Chiesa Emergente?</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/RqhK41gVXlI/AAAAAAAAABw/etYXNRWrxzU/s1600-h/Dio+1.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5091401719038172754" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/RqhK41gVXlI/AAAAAAAAABw/etYXNRWrxzU/s320/Dio+1.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/RqhKPVgVXiI/AAAAAAAAABY/nPXnq7OYAsg/s1600-h/Cristo+pantocrator+mosaico.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5091401006073601570" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/RqhKPVgVXiI/AAAAAAAAABY/nPXnq7OYAsg/s320/Cristo+pantocrator+mosaico.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;strong&gt;La chiesa emergente è diversa nel modo di vivere la missione&lt;/strong&gt;. Le chiese tradizionali, anche quelle più contemporanee nel culto, hanno un approccio all’evangelizzazione del tipo: “&lt;em&gt;vieni da noi&lt;/em&gt;”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La chiesa emergente ha l’approccio opposto: “&lt;em&gt;io vengo da te&lt;/em&gt;” (o meglio: “&lt;em&gt;io sono dove sei tu&lt;/em&gt;”). La chiesa non è un luogo, ma i credenti, quindi essa è in grado di prendere forme diverse, anche culturalmente diverse da quelle proprie tradizionali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;La chiesa emergente è diversa nel modo di vivere la chiesa&lt;/strong&gt;. Il &lt;em&gt;Church planting&lt;/em&gt; ha creato nuove chiese con uno stile comunitario più contemporaneo, attraendo membri dalle chiese più tradizionali e quindi sostanzialmente sottraendo membri ad altre chiese. Il numero delle vere conversioni per effetto del &lt;em&gt;church planting&lt;/em&gt; è pressoché irrilevante. Senza contare l’altissima incidenza di fallimenti, le chiese che non crescono oltre i 50 membri, le depressioni dei pastori in ansia da prestazione, le difficoltà di reperimento di volontari per i numerosissimi programmi della chiesa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La domanda fondamentale della chiesa emergente è: “&lt;em&gt;qual è l’espressione di chiesa più appropriata per coloro che in chiesa NON ci vanno?&lt;/em&gt;” Accogliere l’Evangelo non corrisponde e non implica l’accettare la cultura che l’ha veicolata fin ora. La chiesa emergente usa i credenti e i piccoli gruppi come missionari per rivolgersi ai non credenti o a coloro che hanno rotto ogni rapporto con la chiesa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;La chiesa emergente è diversa nel modo di vivere i piccoli gruppi&lt;/strong&gt;. L’organizzazione in cellule sembra essere il metodo migliore fin qui escogitato dalle chiese tradizionali per l’evangelizzazione. Esiste una grande varietà di modi di organizzare una cellula, ma la caratteristica comune è la loro forte dipendenza dalla chiesa che le ha espresse.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella chiesa emergente si può dire che la chiesa effettiva è la cellula, essa è l’elemento ecclesiologico primario. Nella cellula (che negli USA viene preferibilmente chiamata &lt;em&gt;Cohort&lt;/em&gt;) viene offerto il culto, la cura pastorale comunitaria, è l’elemento propulsivo e centrale della missione, si impara a mettere in pratica ciò che si studia della Bibbia. Le cellule spesso hanno anche un incontro comune domenicale tradizionale, ma è chiaro che l’epicentro della vita comunitaria è il piccolo gruppo. La cellula è organizzata sul modello familiare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;La chiesa emergente è diversa nel modo di vivere il culto&lt;/strong&gt;. Il culto è sempre stato un terreno di battaglia nelle chiese. Oggi più che mai. Alcune chiese ritornano alle forme di culto più tradizionali, ma la maggioranza ha accettato alcuni cambiamenti, soprattutto innologici. Le ragioni addotte sono teologiche o di metodo evangelistico, ma la ragione ultima è che le forme tradizionali di culto non si connettono più con la cultura delle persone a cui si rivolgono. I cambiamenti nel culto in senso più contemporaneo vanno capiti nel senso dell’apertura alle esigenze delle generazioni più giovani. Ma ciò non appare sufficiente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il culto della chiesa emergente è soprattutto sperimentale. La ripetitività è esattamente quello che non si trova più nella liturgia. Il culto emergente cerca sopra ogni cosa di essere autentico, contestuale e comunitario. Il linguaggio chiesastico è bandito, tutti gli elementi di spettacolo aboliti, molti degli atteggiamenti ritenuti corretti nelle chiese tradizionali (come il silenzio e persino l’attenzione a cosa sta avvenendo) spesso disattesi. L’atmosfera tende ad essere famigliare e “come in soggiorno”, con ampia presenza dei bambini. Gli elementi liturgici tendono a riprendere il loro spazio rispetto alla predicazione. Il culto emergente è “bi-focale” Parola e liturgia. Il culto emergente è multimediale, multisensoriale e utilizza l'arte.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8030632916378855687-162045947070640616?l=aeonnext.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aeonnext.blogspot.com/feeds/162045947070640616/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8030632916378855687&amp;postID=162045947070640616&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8030632916378855687/posts/default/162045947070640616'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8030632916378855687/posts/default/162045947070640616'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aeonnext.blogspot.com/2007/07/in-cosa-diversa-la-chiesa-emergente.html' title='In cosa è diversa la Chiesa Emergente?'/><author><name>Italo Benedetti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02637379623917345521</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/RqhK41gVXlI/AAAAAAAAABw/etYXNRWrxzU/s72-c/Dio+1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8030632916378855687.post-7863667676015511906</id><published>2007-07-25T11:32:00.000+02:00</published><updated>2007-10-04T22:00:05.335+02:00</updated><title type='text'>Che cos'è la Chiesa Emergente?</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/RqcZKlgVXhI/AAAAAAAAABE/yvYw-GkfSsA/s1600-h/Cristo+mosaico.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5091065573422751250" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/RqcZKlgVXhI/AAAAAAAAABE/yvYw-GkfSsA/s320/Cristo+mosaico.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Il concetto di  “Chiesa emergente” tenta di descrivere alcuni nuovi modi di vivere la fede e la chiesa che si sono osservati negli ultimi vent’anni nell’ambito del cristianesimo occidentale, soprattutto anglosassone. Non credo che il termine possa ancora descrivere un vero e proprio movimento, benché ultimamente vi siano più consapevolezza, intenzionalità, missione, usi condivisi, network, pubblicazioni, siti e persino una organizzazione: Emergent Village. Per sua natura la chiesa emergente non è organizzata nelle forme tradizionali denominazionali, ma ha assunto una forma “liquida”. Più che ad un movimento, siamo di fronte ad una tendenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’intenzione, comunque, è quella di creare comunità dove la fede possa essere vissuta in modo più autentico che nei modelli ereditati dalla tradizione cristiana. Nel movimento si parla di una “fresca espressione della chiesa”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’esistenza di una chiesa emergente non implica che ve ne sia una “affondante”. Ma le forme tradizionali di organizzazione, culto e atteggiamento di fede, oggi raggiungono solamente un ben definito target: la persona di mezza età bianca di classe media con un gusto per la musica classica o leggera (soprattutto donna). Queste nuove forme di vita comunitaria cristiana attraggono maggiormente giovani (sotto i quarantacinque) di varie etnie che ascoltano la musica pop-rock (soprattutto uomini). Quindi mentre le forme tradizionali di chiesa fanno effettivamente ancora il loro dovere, man mano vengono però abbandonate dalle generazioni più giovani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando un giovane cresce, normalmente non riesce più a connettersi con la chiesa adulta. La spiritualità in generale, e la fede in Gesù Cristo in particolare, hanno ancora una fortissima attrattiva su giovani, ma questi, in gran parte, sono alieni alle chiese. Il problema non è semplicemente generazionale, ma profondamente culturale. C’è bisogno di un nuovo modo di essere chiesa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il problema è che ciò che si fa la domenica non si connette con il resto della vita. Se questo è accettabile per la chiesa adulta, non lo è affatto per un giovane. Il desiderio maggiore è una vita comunitaria che non si limiti al culto e alla domenica, ma che coinvolga tutta la vita di una persona. Comunità, Culto e Missione devono creare lo spazio dove vivere la spiritualità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quali caratteristiche ha la chiesa emergente?&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Il network conta più del quartiere&lt;/strong&gt;. La gene comunica con &lt;em&gt;internet&lt;/em&gt;, appartiene a &lt;em&gt;community&lt;/em&gt; virtuali e si conosce visitando i &lt;em&gt;blog&lt;/em&gt;. La chiesa di quartiere è irrilevante, rilevante è la gente che vi incontri.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;La cellula è più significativa della chiesa&lt;/strong&gt;. Lì si svolge, in amicizia, la vita quotidiana di fede. Essa non è un incontro a casa di qualcuno per uno studio, ma un gruppo che si incontra e si organizza per vivere la fede praticamente (arrivando anche a forme semi-monastiche).&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;I luoghi dove si lavora o si socializza sono più importanti di quelli dove si dorme&lt;/strong&gt;. La missione riguarda principalmente questi luoghi. Non si invita la gente in chiesa, ma si va a cercarla dov’è e, soprattutto, dove sei quotidianamente anche tu: sia il posto di lavoro o il pub preferito.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Il culto è un evento multimediale e multisensoriale.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La chiesa emergente non è un metodo, è autenticità.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8030632916378855687-7863667676015511906?l=aeonnext.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aeonnext.blogspot.com/feeds/7863667676015511906/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8030632916378855687&amp;postID=7863667676015511906&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8030632916378855687/posts/default/7863667676015511906'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8030632916378855687/posts/default/7863667676015511906'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aeonnext.blogspot.com/2007/07/che-cos-la-chiesa-emergente.html' title='Che cos&apos;è la Chiesa Emergente?'/><author><name>Italo Benedetti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02637379623917345521</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/RqcZKlgVXhI/AAAAAAAAABE/yvYw-GkfSsA/s72-c/Cristo+mosaico.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8030632916378855687.post-3610976178835142077</id><published>2007-07-24T10:10:00.001+02:00</published><updated>2009-03-01T16:43:19.092+01:00</updated><title type='text'>Cambiamenti di paradigma</title><content type='html'>&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5090675942579592706" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/RqW2zFgVXgI/AAAAAAAAAA8/dUrnlTT31Rc/s320/michelangelo_completo.jpg" border="0" /&gt; &lt;div&gt;&lt;div&gt;In seguito alla pubblicazione in italiano (postuma) del volume di &lt;strong&gt;David Bosch&lt;/strong&gt;, &lt;em&gt;La trasformazione della missione&lt;/em&gt;, Queriniana, abbiamo un po’ tutti preso dimestichezza con il concetto di “paradigma” che egli, assumendolo dal filosofo della scienza Thomas Kuhn, applica al presente momento storico della Chiesa.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Kuhn sostiene che la scienza non cresce per accumulazione, cioè in modo progressivo attraverso un continuo carico di conoscenze, ma procede per rivoluzioni, ossia attraverso alcuni individui che percepiscono l’inadeguatezza dei modelli scientifici esistenti a risolvere i problemi emergenti e quindi vengono a capo dei problemi modificando il modello scientifico a loro disposizione. Costoro percepiscono la realtà in modo qualitativamente diverso.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;In verità, però, il modello scientifico – o paradigma – non nasce dalla scoperta individuale, ma piuttosto per un complesso di ragioni “emerge” tra gli studiosi finché il vecchio paradigma viene soffocato dalle sue stesse inadeguatezze e viene definitivamente abbandonato.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Nella storia millenaria della Chiesa si sarebbero succeduti tre paradigmi nella concezione del rapporto chiesa-mondo.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il primo, quello apostolico (I-III sec.), è consistito nella lotta interiore per l’autocoscienza della chiesa come identica o diversa dalle sue radici giudaiche e della sua relazione con il mondo greco-romano nel quale si espandeva. In questo paradigma la chiesa si è organizzata in forti entità locali guidate dall’autorità spirituale di un vescovo e ha formato i suoi membri ad una estesa ed intensiva opera di evangelizzazione in un ambiente fortemente ostile. L’organizzazione comunitaria, i ruoli e i rapporti interni erano caratterizzati da una grandissima diversità e una estrema multiformità a secondo delle condizioni locali. Questa pluriformità era controbilanciata da un convinto sforzo di correlazione con altre realtà locali.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Il secondo paradigma, quello costantiniano della nascita della “cristianità”, è consistito nella svolta istituzionale di realizzare la propria missione attraverso lo status di religione ufficiale dell’Impero. La comunità diventa la diocesi, e nasce e si afferma la gerarchia. Essendo l’Impero cristiano, ogni suo cittadino è anche membro della Chiesa; la missione si allontana verso i paesi pagani e viene affidata ai professionisti. La Diocesi è caratterizzata dal reciproco sostegno delle istituzioni statali ed ecclesiastiche. Questo è il modello che è durato dal IV fino al XX sec. e che oggi sta crollando spinto dal paradigma emergente.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Il terzo paradigma è iniziato con la Riforma protestante, ma non si è ancora pienamente stabilito. Le caratteristiche che si vedono ormai distintamente evidenziano una crescente ostilità dell’ambiente verso la Chiesa alla quale essa risponde con la ripresa dello spirito missionario su base personale e locale. Le istituzioni si localizzano e sempre più il proprio ambiente viene considerato un campo missionario.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8030632916378855687-3610976178835142077?l=aeonnext.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aeonnext.blogspot.com/feeds/3610976178835142077/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8030632916378855687&amp;postID=3610976178835142077&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8030632916378855687/posts/default/3610976178835142077'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8030632916378855687/posts/default/3610976178835142077'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aeonnext.blogspot.com/2007/07/cambiamenti-di-paradigma.html' title='Cambiamenti di paradigma'/><author><name>Italo Benedetti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02637379623917345521</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/RqW2zFgVXgI/AAAAAAAAAA8/dUrnlTT31Rc/s72-c/michelangelo_completo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8030632916378855687.post-2693707446829656722</id><published>2007-07-20T22:28:00.000+02:00</published><updated>2007-10-04T22:01:43.488+02:00</updated><title type='text'>Parole chiave</title><content type='html'>Nel testo di benvenuto appare la missione di &lt;strong&gt;AEON&lt;em&gt;next&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;. In esso si evidenziano alcune parole chiave che qui vorrei brevemente spiegare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La parola “&lt;strong&gt;&lt;em&gt;discepolo&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;” appare nel vocabolario neotestamentario e il suo contenuto non può essere diverso da quanto gli è stato attribuito in due millenni di storia cristiana. Ma qui il suo uso vuole far riferimento ad una sensazione che si prova quando si è parte di una comunità: essere un “&lt;em&gt;membro di chiesa&lt;/em&gt;”. Certo, anche questa parola dovrebbe evocare testi biblici dove la chiesa è paragonata ad un corpo e i credenti alle sue membra, ma la verità è che essere membro di chiesa ormai inesorabilmente comunica l’essere membro di un club, di una associazione, l’essere nella lista d’appartenenza a qualcosa. Mentre la parola discepolo evoca la vicinanza a Gesù, implica l’imparare da lui, sottolinea il processo, il &lt;em&gt;divenire&lt;/em&gt; qualcosa. Senza voler rinunciare alla consapevolezza di essere membro del corpo di Cristo, vorremmo sottolineare il discepolato del credente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/RqEchP5DPCI/AAAAAAAAAAM/A_XAMOUP_60/s1600-h/images.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5089380411432451106" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/RqEchP5DPCI/AAAAAAAAAAM/A_XAMOUP_60/s320/images.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;La seconda è “&lt;strong&gt;&lt;em&gt;amicizia generativa&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;”, che è già un concetto più nuovo che vuole indicare il modo con cui vogliamo portare l’Evangelo al prossimo. Vogliamo che l’Evangelo si propaghi attraverso dei veri rapporti di amicizia, continuativi, duraturi, che implicano la relazione personale, la vicinanza, la solidarietà. L’evangelizzazione dei metodi, delle 4 leggi spirituali e del “mordi e fuggi” non è per un cristianesimo profondo. Vogliamo offrire una amicizia che &lt;em&gt;generi&lt;/em&gt;, susciti nuovi discepoli e nuovo discepolato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche “&lt;em&gt;&lt;strong&gt;regno di Dio&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;” non è certo un termine “nostro”, ma attraverso l’uso di questo concetto vogliamo dire che ciò che ci sta più a cuore non è la crescita della comunità, nemmeno della nostra, ma ci sta a cuore ciò che Dio stesso dice di avere più a cuore: il suo Regno. Il Regno di Dio è un concetto molto semplice anche per noi moderni nati sotto regimi democratici parlamentari e significa che nel mondo c’è un popolo che riconosce Dio come proprio Signore e Sovrano; a lui crede, a lui ubbidisce. Noi vogliamo essere questo popolo, noi vogliamo che questo popolo cresca.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Conversazione&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;” non è un termine biblico, né teologico, ma preso dal linguaggio comune (ma vi consigliamo di leggere: Theodor Zeldin, La conversazione, Sellerio). La conversazione è più di un dialogo, coinvolge più voci e non implica il confronto dottrinale o il giudizio morale. Nella conversazione soprattutto ci si ascolta, ci si accoglie. I credenti sono impegnati in una conversazione sia con le varie teologie, sia con la cultura attuale nella quale vivono.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In ultimo la parola “&lt;strong&gt;&lt;em&gt;emergente&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;”. Molto è detto nella spiegazione del titolo del blog, ma ci preme sottolineare come la parola abbia a che fare tanto con l’emersione di qualcosa di presente, ma nascosta, quanto con l’emergenza. Siamo certi che molta gente vorrebbe essere cristiana, ma semplicemente non può, tenuta lontano da una chiesa che segue logiche teologicamente fondate, ma del tutto “interne” inaccettate perché non comprese. Questa chiesa "nascosta" esiste e sta emergendo. Emergente significa anche che a molti cristiani sono nate le "branchie" (Alessandro Baricco, i Barbari, Fandango libri). Questi credenti non saranno mai più culturalmente come quelli che li hanno preceduti.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8030632916378855687-2693707446829656722?l=aeonnext.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aeonnext.blogspot.com/feeds/2693707446829656722/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8030632916378855687&amp;postID=2693707446829656722&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8030632916378855687/posts/default/2693707446829656722'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8030632916378855687/posts/default/2693707446829656722'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aeonnext.blogspot.com/2007/07/paole-chiave.html' title='Parole chiave'/><author><name>Italo Benedetti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02637379623917345521</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_cScy9Wzd01s/RqEchP5DPCI/AAAAAAAAAAM/A_XAMOUP_60/s72-c/images.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
